Qualcosa su di me

Mi chiamo Andrea Moro, sono un appassionato di informatica da quando avevo 8 anni e da quando mio padre mi regalò il C64.

Qualche anno più tardi, il mio primo pc e nel 1994 la prima esperienza con Internet, di cui mi sono subito innamorato e con cui oggi mando avanti la mia attività di Web Designing e posizionamento nei motori di ricerca.

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Uno degli obiettivi primari di un sito web che vuole conquistare i primi posti nei motori di ricerca dovrebbe essere l’aumento di quella che i motori di ricerca definiscono come “link popularity”.
Questo concetto venne introdotto dal motore Altavista qualche anno fa, più o meno nel 2001, ma come per tutte le leggi appena nate poco dopo venne inventato anche l’inganno.

 

La Link Popularity infatti si basava su un dato molto semplice: più link esistevano per un sito, e più quel quel sito era considerato importante.
Bastava così aprire alcune decine di siti, anche di una sola pagina e su spazi web gratuiti, allearsi con qualche altro webmaster che aveva fatto la stessa cosa, fare uno scambio link reciproco e il gioco era fatto, secondo Altavista avevamo fatto dei gran bei siti, abbastanza importanti, e come premio ci spediva centinaia di visitatori che non avevano nulla da visitare visto che i siti avevano l’unico scopo di linkare altri siti.

Successivamente Google, e pian piano tutti gli altri motori (Fast-AllTheWeb, Inktomi Etc. etc.), hanno corretto questo concetto inventando il PageRank, detto anche PR, che non è altro che il Rank (classifica) di Page (uno dei 2 fondatori di Google) di cui la Link Popularity è una componentente.
Il meccanismo che sta alla base del PageRank è molto semplice: non tutti i link sono uguali, quelli provenienti da certi siti sono più importanti e quindi hanno un peso maggiore, altri hanno meno importanza. L’importanza di un sito viene calcolata dalla quantità di link che si ricevono e, sopratutto dal peso (ergo l’importanza) che questi link hanno, ovvero dal PageRank che ha la pagina che ci concede il link.
Contribuiscono per l’importanza di una pagina alcuni fattori come la densità, frequenza e prominenza delle parole chiave, cui fanno seguito altri concetti puramente editoriali che sempre più spesso vengono tenuti in considerazione dai motori di ricerca durante l’analisi del testo di un sito, ovvero nell’interpretazione stile utente che verte principalmente a capire se un determinato sito possa essere “utile” perchè contiene un’ampio spretto di informazioni dal quale l’utente possa trovare realmente ciò che cerca e non imbattersi in una mera pagina di links.
Quanto sopra è ovviamente un’estremizzazione del concetto di PR. Ci sarebbe da eloquire in tal senso per molte molte altre righe, ma tanto basta per far comprendere il concetto di base che ci interessa.

Alla domanda quindi che spesso mi viene posta “Ma è davvero così importante il PR che vedo nella Toolbar” mi viene da rispondere “No, oggi non è più così importante come lo era 2 anni fa”. Questo perchè il PR oggi è un insieme di fattori - e chissà quanti altri elementi contribuiranno al suo indice nei prossimi anni - come poc’anzi spiegato.
Tuttavia quel valore di PR è e continuerà ad essere un ottimo indicatore del livello di apprezzamento che il motore nutre nei confronti del sito o della pagina indicizzata.
Quell’indicatore presente nella Google Toolbar ci riesce a far capire intanto se il nostro sito o la pagina sulla quale stiamo lavorando è stata per lo meno indicizzata, poi quanti link riceve ecc. ecc. Viene da se prendere le dovute attività correttive.

Ma quali sono queste correzioni e cosa posso fare per migliorare il numero di link in ingresso?
La panacea sarebbe non fare niente, cioè attendere che il nostro sito proprio perchè realmente interessante venga linkato da solo verso un numero non precisato di altri siti. Quindi i cosidetti one-way link.
Ma la speranza ovviamente non rientra nelle attività di SEOing, anche perchè i clienti vogliono risultati concreti e non promesse.

Bisogna quindi adoperarsi per innestare attività di scambio link, meglio se tra siti pertinenti, inviando lettere ai webmaster o responsabili del sito, chiedendo loro di effettuare uno scambio link tra le home page dei due siti o tra pagine secondarie.
Non sempre gli scambi link vengono accettati, anzi mi sono capitate persone sgorbutiche e ignoranti che nella presunzione di “essere tutto io” mi hanno intimato di “rimuovere immediatamente il loro link in quanto non autorizzato a trattare il loro nome e il loro marchio sul mio sito”. Senza commenti.
Evitare poi di scambiare link con pagine che contengono centinaia di link, non serve a nulla.

Qualora si riesca ad ottenere degli scambi links, questi devono essere controllati costantemente verificando che i link rimangono attivi e che webmaster furbi dopo aver acconsentito allo scambio non rimuovano la controparte. Un’attività che se fatta a mano, a seconda del numero di siti da controllare può richiedere anche diverso tempo. Per questo io adopero uno strumento che ritengo ottimo: si tratta dell’Advanced Link Manager della Caphyon.

Si può poi procedere alla segnalazione del sito in questione in diverse directory, o se si dispone di un certo numero di siti web, perchè si fa i webmaster (previo consenso dei proprietari dei rispettivi siti) cercare di innescare quel concetto di one-way link tra i diversi siti avendo l’accortezza di evitare scambi tra siti web che appartengono allo stesso indirizzo IP.
Seppur non attinenti tra loro, lo scambio link tra questi siti produrrà comunque un minimo di risultati.

Come controllo il numero di link senza comprare strumenti?
Uno strumento professionale è necessario se si vuole svolgere un lavoro nel migliore dei modi, tuttavia, se per diletto si vuole solo controllare il numero di link che puntano al proprio sito, si può tranquillamente ricorrere ad analizzatori on-line, che gratuitamente, consentono di verificare il numero di link.
Questi analizzatori non fanno altro che lanciare delle query con comani appropriate ai relativi motori di ricerca, prendere il valore di ritorno e riproporlo in una pagina riepilogativa.
Uno di questi link è quello presente su SEOChat, un sito dove peraltro è possibile trovare altri articoli sul mondo dell’indicizzazione e altri strumenti utili, o ancora meglio Live PageRank che controlla quasi 200 data center.


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Questo post vuole essere puramente tecnico, e servirà più avanti come memorandum per la comprensione di alcune tematiche trattate.

Densità delle keyword
La desnità delle keyword si riferisce al rapporto tra il numero di ripetizione di una parola con il resto del testo presente nella pagina presa in esame. Il valore della densità delle keyword varia a seconda dell’algoritmo utilizzato, che può prendere in considerazione alcuni valori in più o in meno.
In generale, è bene, facendo l’analisi della pagina, ottenere risultati in percentuale che oscillino tra il 3 e l’8%, a volte meno o a volte più. Contribuisce in questa oscillazione il numero di risultati che un determinato motore di ricerca è in grado di estrapolare.

Frequenza delle keyword
La frequenza delle keyword si riferisce al numero di volte che una parola chiave appare all’interno della pagina di riferimento. La teoria è che più sono le volte che quella determinata keyword è contenuta nella pagina, più sarà il “peso” riconosciuto a quella pagina per la keyword ripetuta.
Tuttavia, in linea di massima, è bene non abusare con le ripetizioni generando il cosidetto keyword stuffing, in quanto si potrebbe ottenere il risultato contrario a quello desiderato, cioè quello di venir cancellato dal motore di ricerca nel momento in cui, il nostro sito, verrà ritenuto contrario alla policy di correttezza del motore stesso.
E’ invece bene cercare di utilizzare sinonimi delle parole chiave prescelte e di coinvolgere testo che, pur rimanendo nell’attinenza dell’argomento trattato, riesca a coprire un ventaglio informativo più ampio di quello prefisso.

Prominenza delle keyword
La prominenza delle keyword si riferisce alla posizione della keyword all’interno della pagina. Prima comparirà una keyword all’interno di una pagina, e più prominente sarà quella keyword. Per questo motivo la raccomandazione è quella di inserire la parola chiave di riferimento all’inizio della pagina, all’inizio delle frasi, nel tag title e negli meta tag disponibili, con un occhio di riguardo, cercando quindi di non strafare ed evitando una eccessiva frequenza.

Prossimità delle keyword
La prossimità delle parole chiave si riferisce invece alla vicinanza tra due o più keyword.


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Quando si parla di pubblicità on-line e marketing si pensa praticamente a sistemi atti a migliorare la visibilità sul web. Questi sistemi sono riconducibili essenzialmente all’indicizzazione nei motori di ricerca e a campagne pay-per-click.
L’ideale, ovviamente, sarebbe fare uso di entrambe le strategie, tuttavia l’ideale spesso è in contrasto con il budget a disposizione e rende di fatto impossibile l’applicazione di entrambe le strategie.
E allora il dilemma. Vale veramente la pena utilizzarle entrambe?

Da recenti studi effettuati da agenzie di settore, si evince che l’indicizzazione nei motori di ricerca offrono diversi vantaggi rispetto alle campagne pay-per-click.

Questi studi infatti hanno dimostrato come gli utenti che ricercano attraverso i motori di ricerca sono più propensi a fidarsi dei risultati che compaiono (in genere) sulla parte sinistra dello schermo, ovvero quella dei risultati proposti dal motori di ricerca in base all’indice di importanza che il motore stesso ha attribuito ad un particolare sito, piuttosto che seguire i link proposti come collegamenti sponsorizzati.
Questo perchè i collegamenti sponsorizzati sono oggi attivabili da chiunque abbia un pò di dimestichezza con Internet e si fidi di fornire il proprio numero di carta di credito su Internet. Questa semplicità, spesso caratteristica intrinseca di coloro che fanno inserzioni a pagamento, rende le campagne oggetto di attività pubblicitarie poco serie con le conseguenze che ben si possono immaginare.

Detto questo, gli utenti hanno iniziato ad essere più accorti e a non fidarsi più come un tempo di tutto quello che gli viene proposto. In generale c’è quindi una migliore presa di coscienza da parte dell’utnte che cerca di capire a priori quale risultato sta andando a consultare, se quindi un collegamento sponsorizzato o il risultato di una ricerca organica.
Questo anche perchè oggi sono i motori di ricerca stessi a porre in risalto la pubblicità dal resto delle ricerche.

Sembrerebbe quindi che l’uso del Pay-Per-Click non trovi più fondamento in attente politiche di Seoing, fors’anche perchè nell’ultimo periodo c’è stato un notevole incremento dei costi di gestione. Si pensi che da Ottobre 2004 a Dicembre 2005, questo aumento ha portato un costo di gestione medio dell’8% in più rispetto ai periodi precedenti. Questa crescita dei costi, ovviamente difficilmente preventivabile, lascia meno margine per l’acquisto del numero di inserzioni e di conseguenza minore efficacia allo strumento se si lavora con budget piuttosto limitati.

A conclusione tuttavia mi preme considerare l’aspetto della validità nel lungo periodo dello strumento stesso. Si immagini del resto che il pay-per-click è una pubblicità a termine, scaduto il quale, tutti i risultati prodotti sono praticamente vanificati e persi nel nulla.
Di contro, l’ottimizzazione e l’indicizzazione nei motori di ricerca lascia decisamente più segni, perchè se ben condotta fa in modo che un sito continui a rimanere presente nell’indice delle ricerche per molto tempo anche a posteriori della dismissione del servizio.

 


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I motori di ricerca sono una realtà estremamente dinamica, che richiede continuo aggiornamento e risorse dedicate. Solo così si possono ottenere risultati certi in un campo che ogni giorno porta a delle lotte per il posizionamento.
Lavorare per ottenere la giusta visibilità per il proprio sito e farsi trovare prima dei concorrenti significa aumentare gli accessi qualificati e le opportunità di business.

 

È dimostrato che almeno nel 70% dei casi, gli utenti internet ricercano dapprima prodotti e servizi tramite Internet (utilizzando i motori di ricerca) e poi si affidano agli strumenti convenzionali.
Del resto, oggi l’accesso a piattaforme mediatiche come la televesione, testate giornalistiche o riviste di settore, annunci alla radio sono strumenti in parte “obsoleti” e in larga misura troppo costosi. Questo senza contare che il computer è praticamente presente in quasi tutte le case e in particolare negli uffici, e la velocità nell’ottenere informazioni al momento giusto che offre Internet è inequiparabile rispetto agli strumenti poc’anzi menzionati.
Tramite i motori di ricerca, invece, è possibile ricercare in diverse lingue, su settori merceologici mirati, per regione, città, nazione e chi ne ha più ne metta. E l’azienda che vuole rivolgersi ad una utenza così segmentata, difficilmente potrà farlo con altri mezzi se non con Internet.

Questo senza contare che essendo stato l’utente a porre i termini per la ricerca (dicesi ricerca attiva perchè non è l’azienda cliente che propone mediante altri strumenti), qualora l’utente si trovi in una fase decisionale o comunque di raccolta di informazioni, è più favorevolmente disposto ad accettare i risultati trovati proprio perchè non gli sono stati imposti.
Non a caso si stima che almeno il 55-60% degli nuovi clienti acquisiti da una azienda provengano da internet e quindi da ricerche effettuate sui motori.

Le cifre quindi parlano chiaro. I vantaggi ci sono e i risultati sono da provare sulla propria pelle. Attenzione però alle offerte!

Di servizi di posizionamento ne esistono di tutti i tipi e di tutti i prezzi. Alcune estremamente vantaggiosi e con risultati che lontanamente rasentano la mediocrità, altri - forse a mio avviso - troppo costosi. Il giusto compromesso per un servizio di indicizzazione non esiste, così come non esiste un tarifarrio o un prezzo minimo. I costi dovrebbero essere realmente valutati in funzione di alcuni fattori base, tra i quali: settore merceologico e livello di competitività, numero delle parole chiave, numero di pagine del sito, stato del sito web e ottimizzazione delle pagine.

Prima della scelta poi, bisognerebbe valutare il servizio per alcuni fattori come le tecniche utilizzate per l’indicizzazione. Se per esempio si fà uso delle doorway pages o se si valorizza il sito internet principale, se vengono offerti servizi di keyword advertising, scambio link o altro.

Il settore e l’attività di SEOing è abbastanza complesso per poter essere estremizzato in poche righe di un blog, tuttavia i risultati, se ci si affida a ditte specializzate e con diversi anni di esperienza, sicuramente li si ottengono e i vantaggi sono tutti da scoprire a fine anno, con il budget positivo a cui senz’altro l’indicizzazione avrà contribuito.


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Mi sento sempre più spesso dire dai nostri clienti … “il sito è bello ma non ries co a trovarlo” o “cerco sul motore di ricerca ma vengono fuori siti che non c’entrano niente”.

Purtroppo - non mi stancherò mai di ripeterlo - i motori di ricerca, Google fra i primi, non sono come le “Pagine gialle” a cui molti imprenditori sembrano essere abituati.
Non si compra una inserzione (non per lo meno come servizio principale) e si decide per quale città e quale categoria comparire.

I motori di ricerca, data la natura estremamente variabile del settore a cui appartengono, sono dei software in continuo aggiornamento che vertono ad indicizzare i siti web per tutta una serie di fattori (che approfondirò in altri articoli tematici) e per i quali si può solamente competere ottimizzando il proprio sito internet al fine di garantirgli quelle chances necessarie per comparire in quelle posizioni di riguardo in cui solitamente tutti gli utenti cercano le informazioni desiderate.

L’indicizzazione è quindi tutta quella serie di attività mirate all’interazione con i motori di ricerca, per ottenere l’inserimento del sito indicizzato nei vari database dei motori e conseguenze miglioramento della posizione durante l’estrapolazione dei risultati. Questa estrapolazione, non è una semplice ricerca i cui risultati vengono ordinati per pertinenza alfabetica, ma una serie di criteri (variabili in funzione di tanti aspetti e su cui noi non abbiamo controllo) secondo i quali l’indirizzo web del sito potrebbe comparire fra i primi risultati così come fra gli ultimi.

Sono attività, quelle dell’indicizzazione, che chiunque potrebbe fare, anche l’amatore, perchè in fondo si tratta di seguire di base alcune semplici regole e poi tenersi costantemente aggiornati.
Ma forse è proprio quest’ultimo aspetto che taglia fuori dal gioco l’amatore. D’altronde in gioco c’è il corretto posizionamento del proprio sito, e basta anche un errore - apparentemente piccolo - per venire penalizzati in maniera pesante.

Senza nascondere nulla, anche perchè da nascondere non c’è proprio nulla, anzi solo da mostrare risultati concreti, le attività che si devono intraprendere per il posizionamento nei motori di ricerca sono - in linea sintetica - le seguenti:

  • Scelta delle parole chiave
  • Analisi e ottimizzazione della struttura del sito e del codice in generale, correzione degli errori di programmazione, validazione, creazione della mappa del sito, ottimizzazione delle pagine ecc.
  • Segnalazione del sito alle principaly directory
  • Inserimento del sito in circuiti di scambio link proprietari o di terze parti
  • Inserimento del sito in circuiti pubblicitari a pagamento
  • Segnalazione manuale del sito sui principali motori di ricerca

Per concludere, ogni sito web, per essere realmente presente in rete, deve essere presente anche nei motori di ricerca ed avere così la possibilità di essere trovato dagli utenti interessati al suo contenuto. La mancata presenza nei motori di ricerca si traduce in soldi buttati al vento per aver realizzato e continuare a mantenere il proprio sito, specie se il sito deve essere un vettore per la vendita (e non necessariamente vendita on-line).


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Nel Web sono disponibili moltissimi dati che però non significherebbero nulla se non ci fossero degli strumenti che ne permettono la catalogazione e successiva estrapolazione dei dati da parte dei navigatori. Questi strumenti si possono contraddistinguere essenzialmente sotto due categorie: i motori di ricerca e le directory.

I primi si caratterizzano in quanto dispongono di programmi (detti anche robot o spider) che automaticamente navigano il Web, seguendo i link che trovano sui diversi siti (su cui possono passare in alcuni casi anche più di una volta al giorno) ed aggiornando il database del motore cui fanno riferimento.
Sui motori di ricerca l'interazione umana è pressochè minima se non inesistente, non fosse altro per il semplice inserimento che il proprietario di un sito (o chi per lui) può fare tramite apposite pagine al fine di "aiutare" il motore di ricerca a capire che esiste una nuova risorsa.
E' doverosa una precisazione, sebbene questa sia pertinente all'articolo posizionamento sui motori di ricerca: questo tipo di segnalazione non è assolutamente produttiva in quanto il motore di ricerca prima o poi arriverà anche sul vostro sito e comunque non è certo una segnalazione manuale ad imporgli un passaggio sul sito internet segnalato visto che questo genere di funzione viene usata con poca parsimonia da molte persone e software venduti per migliorare il posizionamento, che al contrario di quanto promesso aiutano invece per il senso inverso.

Le Directory, invece, si basano su una logica completamente differente, in quanto dipendono unicamente dal lavoro di persone che valutano ed inseriscono, in ogni categoria, i vari siti proposti da ogni responsabile del sito. Ossia, in questo caso tutto parte dalla proposta del web master (o chi per lui) che chiede ad una directory di valutare il proprio sito Web e di inserirla in una categoria indicata.

La differenza sostanziale è quindi che bene o male un sito web potrà essere presente (in una data posizione) su di un motore di ricerca, mentre potrebbe tranquillamente non essere presente all'interno di una directory perchè i responsabili della stessa possono rifiutare l'inserimento del sito.
La scelta ovviamente non spetta a noi, ma proprio a questi responsabili - chiamati editori - che si basano su delle precise regole, divere da directory a directory, che ogni persona che intende fare una segnalazione dovrebbe all'uopo leggere.

Esistono diverse directory dove bisognerebbe segnalare il proprio sito; attenzione a non segnalare il vostro sito su directory poco utili, poco conosciute che hanno volentieri come fine ultimo quello di raccimolare indirizzi e-mail da bombardare con SPAM e menare varie.
Tra le dictory "utili" o più popolari DMOZ dovrebbe essere la più importante. Basti pensare che la directory in questione viene usata da molti motori di ricerca da cui attingono informazioni da mostrare nelle loro directory. A mio avviso, sull'utilità di DMOZ oggi qualche dubbio inconcio ad averlo, nel senso che sempre più spesso riesco ad avere buone posizioni senza che i miei siti vengano catalogati su DMOZ.
Certamente lo spirito con il quale è nata questa directory è valido, ma vuoi i troppi siti che nascono ogni giorno, vuoi che il numero di editori è sempre minore e quelli che ci sono hanno troppo lavoro da smaltire, spesso e volentieri (come del resto lo dice anche la pagina di segnalazione di DMOZ) possono passare diversi mesi prima che si compaia nelle loro directory e come dicevo sopra non è nemmeno sicuro che la cosa avvenga.
Detto questo, basta notare che spesso e volentieri per le directory italiane i posti liberi di editore sono moltissimi, e segnalare un sito su di una directory che non è presidiata, significa tempi ancora più lunghi.

In merito ai motori di ricerca, invece, ne esistono diverse centinaia, ma tra questi ne spiccano 5, che controllano praticamente il 90 per cento del traffico e sono rispettivamente:
Google;
Altavista;
Yahoo;
MSN;
All the web;

Altri motori di ricerca che vale la pena ricordare sono: Lycos, Il trovatore, Euroseek. Ma come dicevo sopra, ce ne sono molti molti altri, che non basterebbe una decine di pagine di enciclopedia per elencarli tutti (perchè molti sono i motori di ricerca che si appoggiano su database di motori più grandi).


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Il posizionamento float

Pubblicata il 08/09/2006 da Admin in CSS Tags:

Ecco un link di un sito web dove il posizionamento dinamico e il floating sembrano essere di casa.
Devo dire che è abbastanza utile per chi sta approcciando al mondo del CSS.

Il sito è corredato di spiegazioni e molti esempi.


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