Cosa chiedere alla SEO agency prima di conferire il mandato di indicizzazione per il proprio sito web.

L’indicizzazione dei siti web, il corretto posizionamento, il web-marketing in generale possono essere considerati come un’industria in forte espansione. Quello che all’estero è un mercato ormai affermato e una lotta agli estremi tra milioni di professionisti, è – in Italia – un mercato ancora tutto da conquistare.
Non per questo però le attivit&àgrave; di indicizzazione sono da considerare un gioco. E’ un lavoro vero e proprio, che richiede tempo, conoscenza, investimenti in denaro e formazione. Tuttavia quest’ultime cose sembrano che lascino il tempo che trovi, e sempre più spesso web agency che fino a ieri lavoravano esclusivamente con il FrontPage si improvvisano sapienti SEO, semplicemente perchè – come avviene un pò per tutti i settori, ma per l’informatica in particolare – dopo aver letto qualche rivista e decine di articoli sparsi per la rete, questi individui si sentono pronti per la grande sfida.

Ovviamente, scrivere un articolo di questo genere può essere un’arma a doppio taglio. Gli improvvisandi avranno la risposta pronta, ma i clienti, di contro, potranno – sperando che gli stessi sappiano pesare le parole ricevute in risposta – accorgersi della reale competenza tecnica della struttura alla quale si sono rivolti.

Iniziamo

Domanda numero 1 – Nelle tecniche utilizzate per migliorare il mio sito web, far&àgrave; uso di tag, testo, elementi in genere visibili solo ai motori di ricerca?

La risposta categorica deve essere NO. I motori di ricerca si affinano ogni giorno. Non scordiamoci che per quanto automatizzati, alla loro base c’è sempre del personale umano che scrive il programma di verifica contenuti e indicizzazione, e per questo motivo i programmi vengono modellati secondo la logica umana del programmatore (o del team di programmatori che è alla base del motore).
Per quanto quindi l’uso di testo o tag visibili solo ai motori di ricerca possa essere implementato dal SEOer in differenti modi (e non tutti sono riproducibili in “laboratorio”), ben presto i motori di ricerca arriveranno a capire l’uso scorretto che il sito ne può fare e quindi penalizzeranno lo stesso.

Una tecnica che fa capo a questo modo di lavorare viene chiamata in gergo cloacking cloaking. In poche parole, utilizzando degli script che riconoscono il visitatore (ogni richiesta che facciamo verso un server web contiene un’intestazione che specifica chi è che sta generando la richiesta), le pagine mostrano del contenuto differente qualora il visitatore sia un motore di ricerca.

L’uso di questa tecnica viola le condizioni generali di servizio della maggior parte dei motori di ricerca, e sebbene siano difficili da scoprire, quando la verit&àgrave; viene a galla, questi siti vengono banditi perennemente dal motore di ricerca, senza per questo avere ulteriori possibilit&àgrave; di riapparirvi.

Domanda numero 2

Creerete delle pagine web esclusivamente sul mio sito, oppure aggiungerete delle pagine anche da altre parti?

Questa è un’atra tecnica che va sotto il nome di “doorway pages” di cui ho discusso in un precedente articolo.
Anche questa tecnica viola le condizioni generali di servizio della maggior parte dei motori di ricerca. Se quindi la risposta a questa domanda non è un NO secco, fareste bene a cercare un’altra SEO agency.

Domanda numero 3

Quale è la vostra strategia per creare link di ingresso?

Premesso che il web è diventato estremamente vasto e che spesso e volentieri alcune cose si possono trovare passando da un link all’altro, considerato che i motori di ricerca fanno questo passaggio per noi milioni di volte al giorno, se non esistessero link, non avrebbe senso di esistere nemmeno Internet.
Dei link in ingresso sono quindi fondamentali per tutti i siti web, dal più piccolo al più grande. Come costruire questa rete di scambio è compito del SEOer. Non esiste una ricetta per antonomasia, andrebbero valutati i singoli casi di volta in volta.
A grandi linee possiamo considerare comunque due strategie: il one-way link e il rotative-link. Nel primo caso i link si rifanno su uno scambio reciproco tra un sito A e un sito B; nel secondo caso, invece, applicabile solamente quando si ha un numero di siti maggiore o uguale a 3, si fa in modo che nel contesto dello scambio un link verso un sito non diventi mai reciproco. Questo avvalora ulteriormente la potenza del link perchè da modo al motore di ricerca di “navigare” per la rete.
Su come questo scambio debba avvenire, manuale o automatico, se ci si debba affidare a delle link directory o selezionare i link “manualmente” (qualit&àgrave; dei link), se si debbano comprare dei link in ingresso e altro ci sarabbe ovviamente molto da discutere, e non si può certo essere esaustivi con queste poche righe. Mi riprometterò quindi di riprendere l’argomento successivamente.
Comunque se la SEO Agency non dar&àgrave; una risposta soddisfacente, significa che non investir&àgrave; molto su questo frangente, e, inutile dirlo, la maggior parte del lavoro non verr&àgrave; svolto. Le Seo agency che svolgono il lavoro in maniera professionale, spendono ore infinite alla ricerca di link partner, alla verifica degli stessi e a spillare rapporti di conformit&àgrave;. Cambiate SEO Agency se la risposta non vi convince.

Domanda numero 4

Sono richiesti dei cambiamenti al contenuto del mio sito web?

Qualsiasi persona che risponda no a questa domanda, sta ovviamente utilizzando qualche tecnica subdola, come il keyword stuffing, che rovina la qualit&àgrave; della SERP (risultato prodotto dal motore di ricerca) ingannandolo e facendo perdere del tempo prezioso agli utenti che utilizzano lo strumento per la ricerca.
E’ palese infatti che si vuole attirare l’attenzione dei visitatori, in qualche modo bisogna offrire agli stessi dei contenuti che non siano perennemente gli stessi. E’ quindi richiesto un aggiornamento dei contenuti del sito, aggiungendo con una certa frequenza, del materiale nuovo da poter essere consultato e per questo indicizzato.

Domanda numero 5

E’ possibile avere una lista di siti web su i quali state lavorando?

Domanda ovvia, forse, ma necessaria. E soprattutto rigorosamente al presente. Difficilmente siti web su cui non viene più svolta attivit&àgrave; di indicizzazione possono continuare a vantare posizioni d’eccellenza, e una risposta del tipo “I miei clienti vogliono rimanere nell’anonimato” è generalmente solo fumo senza arrosto. Un modo come un altro per nascondere incompetenza o peggio vendita di servizi fasulli.
I risultati, se si opera con professionalit&àgrave;, non tardano a venire e nessun cliente quando può si vuole nascondere. Certo, possono esistere delle minoranze per le quali veramente non si possono far nomi, ma per l’appunto si tratta di minoranze. E vantare un portafoglio clienti dove queste minoranze sono invece la totalit&àgrave; è sinonimo di qualcosa di poco chiaro.

Domanda numero 6

– Che tipo di garanzia ho che il lavoro svolto porti dei risultati?

Nulla è certo, men che meno in un settore così altalenante come quello di Internet e della key positioning. La maggior parte delle SEO Agency non offre garanzie. Alcune prevedono delle formule talmente intricate di successo con delle clausole così difficili da interpretare che è come se non si avessero garanzie.
I migliori risultati. Quando, consultando le statistiche del vostro sito, vedrete un aumento del traffico in ingresso, quando il telefono squiller&àgrave; per richiedere informazioni più del previsto, quando, per chi offre il servizio, i report sull’indicizzazione mostrano posizioni guadagnate, allora potete star certi che i risultati ci sono e che la fiducia nella SEO Agency scelta è stata ben riposta.

2 thoughts on “Cosa chiedere alla SEO agency prima di conferire il mandato di indicizzazione per il proprio sito web.”

  1. Andrea, grazie per il suggerimento. Si è trattato di un errore di battitura, non sò. Ho scritto l’articolo sullo Stansted Londra … quindi abbi pazienza per le imprecisioni.

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