Qualcosa su di me

Mi chiamo Andrea Moro, sono un appassionato di informatica da quando avevo 8 anni e da quando mio padre mi regalò il C64.

Qualche anno più tardi, il mio primo pc e nel 1994 la prima esperienza con Internet, di cui mi sono subito innamorato e con cui oggi mando avanti la mia attività di Web Designing e posizionamento nei motori di ricerca.

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Qualche giorno fa mi sono cimentanto nell’unattended setup di Vista. Con un peletto di “ritardo” considerata l’uscita del sistema operativo, ma solo l’altro ieri ho avuto l’occasione di vendere un pc con Vista a bordo. Del resto non ho un negozio, per me la vendita non è una prerogativa, ma semplicemente un modo per arrotondare lo stipendio derivante dal resto del settore informatico.

Premessa a parte, devo dire che finalmente con Vista e con il nuovo kit denominato Windows System Image Manager (un “piccolo tool” ditribuito in formato .img – per il quale ho hai il nero per masterizzare o altro programma – oppure scarichi giù l’ultima versione di daemon tool di soli 728MB) è oggi sicuramente più facile creare una immagine ISO da poter installare su più pc.

Finalmente un solo file sul quale poter agire, per di più in formato XML, quindi a prova d’”errore”.

Di contro, sono ancora sconcertato come, con tutti gli anni che sono passati, il concetto di semplicità non sia ancora un piatto forte di questi signori che progettano questi tools.

Iniziamo con ordine. La cosa che più di tutte mi ha lasciato di stucco è innanzitutto il gran casino di Componenti e Pacchetti che si trovano dentro al file di immagine WIM, ognungo dei quali può avere un numero di opzioni configurabili veramente allucinante. Ma fino a qui, dopo qualche lettura e qualche tentativo, tutto si risolve. Quello che non comprendo è il perchè poter scegliere di far “configurare” questi componenti in più di uno stadio dell’installazione. Per molti pacchetti, al 99% delle volte la scelta è obbligata, sicuramente mai duplicabile (perchè diventerebbe un controsenso e un errore), eppure nel mio primo file autounattend.xml generato mi è stato suggerito (dopo la lettura dell’help) di mettere la chiave nel passo 4 specialize, quando invece per un vero setup unattended toccava metterlo nel punto 1.

Devo essere onesto però, su questo punto, effettivamente, dopo 2 tentativi sono riuscito ad ottere il mio setup funzionante, a discapito della prima volta quando persi quasi una settimana con il dvd di windosx xp.

Una cosa che mi ha fatto invece rosicchiare le mani sono state le integrazioni delle fix di Vista (ad oggi circa 29 – se nonon me ne sono dimenticata qualcuna – e 480 mb di roba). Qui mi sono cadute le braccia quando ho aperto il Windows Catalog in modalità amministratore e ho tristemente scoperto che Vista non era fra le opzioni disponibili per il download dei file .msu.

Una googlata e ho trovato il nuovo sito dove scaricare le patch, che – orrendo – non è lontanamente comparabile con il catalog di Windows, dove c’è una vasta scelta di opzioni per configurare il range temporale, il sistema operativo, il tipo di update. Qua l’unica cosa diponibile è una insignificante casella di testo, dove credo che i geni alla Microsoft presumo pretendano che gli utenti mettano a manina tutte le KB che l’utente vuole scaricare. E se io le voglio tutte? Dopo alcuni tentativi, l’unico sistema è stato mettere questa corrispondenza “Windows Vista Update”. Già mettere non sò anche “(KB” sperando che il motore di ricerca faccia una ricerca per corrispondenza non ha dati i frutti sperati. Questo è il motivo per il quale non sono sicuro che le fix siano in tutto solo 29. A mio avviso se ripenso che solo in un giorno Vista mi disse che doveva installarne 13 tutte di un colpo, all’appello potrebbe mancarne qualcuna.

Bene, dopo averle scaricate, tocca integrarle. Qui, le cose si sono complicate un pochino. Un tempo bastava un bel nomefile.exe /integrate:directory di windows ... oggi tocca ricorrere ad un tool interno al prompt di dos del WSIM. Il tool si chiama pkgmgr.exe

La sintassi non è complicata e anzi ho anche provato a fare un batch che mi generasse, dato un percorso, tutti le entry dei file .cab (estratti dai file .msu) in automatico. In realtà il file xml l’ho generato, ma non sò perchè non c’è stato verso di farglielo digerire. Tutte le volte diceva che qualche comando era errato. Al che procedendo con una attività di selezione ed importazione a mano con Windows AIK, quindi generando un file di risposte in formato xml  (che in pratica – percorso a parte - era identico al mio file) ho effettuato l’integrazione delle fix. Il brutto è che questo sistema ti obbliga ad avere installato Windows AIK sulla macchina, mentre con i batch, se uno si copia gli eseguibili evita l’installazione del mega pacchettone Microsoft.

Anche qui nota dolente. In un tool di 768MB, per la miseria, ma perchè non hanno messo nella gui un dannato pulsante che dato un path, fa il mount dell’immagine selezionata, e ci spalma dentro le fix selezioante? No! Sarebbe stato troppo semplice.

Procedendo oltre, ho integrato le classiche applicazioni di rito, tipo FoxItReader, OpenOffice, VLC ... ecc. Ecc. Qui, fortunatamente, il principio era identico al vecchio file che si dava in pasto all’installazione di Xp. Anche i registry tweaks “scovati” in anni di uso sono gli stessi, con il vantaggio che si può avere un ambiente nuovo configurato a puntino senza doversi scervellare più di tanto.

Finalmente ho potuto “schiacciare” il tato “genera ISO”. Il tasto in questione è una sequenza di lettere da premere sulla tastiera fino a comporre la seguente stringa “oscdimg  -n -m -b"C:\Program Files\Windows AIK\Tools\PETools\x86\boot\etfsboot.com" C:\vistawork\vistadvd C:\vistawork\iso\vista_x86.iso”. Per la spiegazione vi rimando all’help file, ma la domanda puntale è perchè accidenti non abbiano “guizzato” anche questo aspetto. Ci voleva troppo?

Va beh, felicemente concludo dicendo che sicuramente è meglio 1 giorno di tempo piuttosto che 5 come al tempo di XP, e che per chi non volesse cimentarsi con questa esperienza da tortura, c’è anche un altro tool esterno che si chiama Vlite, che è un a mezza specie del WSIM. Dico mezza specie perchè è decisamente deludente in tema di configurazioni e roba varia e non permette certo di generare un pacchetto unattented, però ha il vantaggio di poter scorporare alcuni “pezzi” non voluti di Windows da Vista (tra cui anche IE per chi proprio non lo sopporta J). Onestamente non ho provato a farci niente se non  un paio di prove di generazione del file ISO, ma mi sono reso conto che nello smontare il file wim originale, Vlite, toglie quel piccolo vantaggio che il nuovo formato Microsoft mette a disposizione, ovvero un unico file per tutte le distribuzioni (che si attivano a seconda del product key fornito).

Un buon punto di inizio può essere anche questa guida (http://firegeier.unattended-sponsor.de/en/sitemap.html), che allevia il panico che si genera guardando l’help file del WSIM.

Del resto non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena. Spero però che qualche restilying al WSIM lo facciano.


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Con un minimo di familiarità, sicuramente si sarà capito che per eliminare un account utente da Windows XP è sufficiente andare nel Pannello di Controllo di Windows, quindi fare Account utente, selezionare l'utente che si vuole eliminare e premere il tasto elimina.

Ma cosa fare quando il tasto elimina non compare o compare disabilitato, anche in modalità provvisoria? Non sto parlando del canonico errore durante il quale si sta cercando di cancellare l'utente corrente ovviamente ...

Bene per tutti coloro che non lo sanno, la risposta semplice è aprire un prompt di ms-dos e digitare control userpassword2. Ricorda niente la finestra di dialogo? Si esatto, è proprio lei, quella di Windows 2000.

Dalla finestra di dialogo che appare, eliminare l'utente "testardo" e il gioco è fatto.


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Si sente sempre più spesso parlare di social bookmarking, ma di cosa si tratta? A mio avviso lo definirei come un fenomeno del Web 2.0, sebbene ritengo che il web 2.0 non è altro che la naturale evoluzione che internet ha subito nel corso degli anni.

Un fenomeno che sempre più spesso sta coinvolgendo gli utenti e i big del settore, non per ultimo Google che giusto due giorni fa ha lanciato il suo nuovo servizio di "tagging" Google Shared Stuff.

In pratica il social bookmarking altro non è un modo per "condividere" i propri collegamenti con tutto il pianeta Internet e i suoi utilizzatori. Tramite sistemi più o meno intuitivi, dopo una semplice registrazione, si è in grado grazie a delle toolbar appositamente disegnate o a delle form on line di inserire i propri collegamenti in un repository, classificandoli con dei tag, cioè delle semplici parole che soggettivamente identificano il collegamento stesso.

Il vantaggio dov'è? Al di là dell'omnipresenza dello strumento (basta una postazione internet e le proprie credenziali per riguardare i propri collegamenti preferiti), il vantaggio vero sta nel fatto di non dover più creare miriadi di sottocartelle nell'elenco dei preferiti del proprio browser, ricordandosi di volta in volta dove si era messo questo o quel link, e a seguire l'immediatezza della ricerca, offerta intrinsecamente dal repository che interrogato grazie ad una query restituisce i risultati pertinenti in base al tag. Risultati che possono esssere solo quelli dei propri boomark o anche quelli di altri utenti.

Non è tutto rose quello che luccica. Il sistema è quanto nuovo quanto ancora "imperfetto". In particolare il più grande problema di cui il social bookmarking soffre è un sistema molto rudimentale di classificazione. Essendo i tag inseriti manualmente, si può spesso incappare in errori di ortografia, impedendo di fatto una ricerca corretta, piuttosto che l'attribuzione a risultati pertinenti solo in parte (se il link può appartenente a più categorie), piuttosto che a schemi di classificazione un pò troppo personalizzati.

Questo senza contare che questo fenomeno è stato - come sempre - vittima dei seo spammer che intravista la "debolezza" del sistema, hanno utilizzato i primi siti di social bookmarking per iniziare a creare isole di collegamenti dei loro siti "mondezza". Fenomeno che è stato ben presto "corretto" con degli interventi mirati, ma che non hanno però risparmiato gli utenti.

Quali sono i siti di social bookmarking più famosi? Uno tra i più famosi siti di social bookmarking è sicuramente del.icio.us, a seguire digg e moltissimi altri. Del resto una piattaforma di social bookmarking non è nulla di così complicato da realizzare, ed è forse per questo che nascono siti web di questo tipo ogni giorno. Anzi molte piattaforme si stanno anche evolvendo in tal senso, permettendo di fare social article & bookmarking.
Quale sistema utilizzare dipende molto dalla credibilità del sito e di chi lo amministra proprio in virtù dei fenomeni discreditanti quali lo spam di cui parlavo prima.

Quando conviene utilizzare questi sistemi? A mio avviso non vi è un momento storico preciso. Molto è determinato dall'utente e dalla sua reale necessità. Si può essere sia utenti passivi che utenti attivi. In entrambe i casi inutile negare la praticità del sistema dal quale secondo me molto dovrebbe essere ripreso per migliorare le funzionalità di ricerca dei nostri sistemi operativi.


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Muovere i tab di Firefox

Pubblicata il 19/09/2007 da Admin in Altre cose utili Tags: ,

Questa è la scoperta delle 09:53. Per caso mentre il tab di Firefox era selezionato, ho premuto CTRL + Home per muovermi all'inizio pagina, ma invece il cursore è rimasto li fermo a fondo pagina. Solo poco dopo ho realizzato che avevo mosso il tab all'inizio delle finestre aperte.

Se ne deduce che mantenendo premuto il tasto CTRL e usando i tasti freccia o HOME o END, si possno riordinare i tab delle finestre aperte nel browser per una "migliore organizzazione".

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Ogni controllo nella pagina è identificabile tramite il suo ID, ovvero si può far riferimento nella parte di code behind al controllo messo nel designer. Tuttavia questa affermazione non è sempre vera, in particolar modo se il controllo è annifato dentro ad altri controlli che fungono da contenitore (naming container) e che, per tale caratteristica, a run-time devono generare diverse istanze del controllo stesso e quindi "rinominare" il controllo.
In questo caso per rinominare si intende assegnare un ID univoco costituito dall'ID del Naming Container più l'ID del controllo stesso più un altro valore randomico per rendere l'ID nuovamente univoco.
Si pone però a questo punto il problema di come accedere allo specifico controllo, tanto a design-time che run-time.

La soluzione, in entrambe i casi, consiste nel metodo FindControl messo a dispozione dall'oggetto Control, con il quale data una stringa, si può recuperare l'istanza di uno specifico controllo all'interno del Naming Container del quale si è richiamato il metodo FindControl.

Es. Si supponga di avere un textbox con ID text1 dentro il controllo Page (Page anche è un naming container), si dovrà fare Page.FindControl("text1");

Succede però che in casi via siano diversi annidamenti, raggiungere un controllo diventi particolarmente difficile, perchè si dovrebbe chiamare una successione di NamingContainer.FindControl profonda tanto quanto il livello di annidamento del controllo che si vuole intercettare.
Un sistema alternativo è invece quello di specificare nella stringa da dare in pasto al metodo FindControl, il path completo del controllo nella medesima sintassi, separando ogni controllo con il simbolo $.

Es. TextBox tb = this.FindControl("form1$formVw$txtName") as TextBox;

Referenze: Web Forms Control Identification, Finding ASP.NET Child Controls....the Simple Way


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