Come si fa a scegliere un buon monitor LCD

Oggi acquistare un monitor LCD al tempo stesso facile e difficile. Non c’ scaffale di supermercato che non abbia la sua bella collezione: monitor LCD di diverse dimensioni, colori e a volte anche forme. Tutti corredati con i prezzi, ma quasi mai dalle reali caratteristiche tecniche che nella stragrande maggioranza dei casi sono completamente ignorate per carenza di conoscenze o perch p ingenuamente si pensa che uni monitor LCD siano praticamente tutti uguali.

E allora se sono tutti uguali, perch ci sono monitor da 150 euro e monitor da 250 euro? Dove sta l’inghippo? E’ solo il negoziante / rivenditore di informatica che “ci sta provando” e che in realt vuole ricaricare pi del dovuto il prezzo?

Tutti sono liberi di pensare quello che vogliono, ma mi piacerebbe invece poter chiarire alcuni aspetti che determinano il “prezzo”.


La dimensione.

Per i monitor LCD si va dal 15 pollici ormai praticamente scomparso fino ai 60/70 pollici. Per un uso “da computer” ovviamente non servono monitor cos giganti; li si sta parlando di monitor LCD che hanno anche funzioni TV o cmq monitor utilizzati per proiezioni video e similari.

Per un uno domestico ci si orienta dall’ormai diffuso 17 pollici fino al 22 pollici, assai pi raro sulle scrivanie di casa, pi frequente – se si fortunati – negli uffici privati.

C’ da considerare una cosa durante la scelta, il “pollice” del monitor LCD non lo stesso del monitor CRT (monitor a tubo catodico). Questo non perch cambi la misura, che e resta di 2,54cm per ogni pollice, ma perch nel vecchio CRT la diagonale comprendeva anche i bordi esterni del monitor che rubavano spazio in sfavore delle reali dimensioni dello schermo, mentre nei monitor LCD la dimensione dei pollici data dalla reale superficie utile.

Quindi, per fare un paragone, un monitor LCD da 17 pollici equivale ad un 19 pollici CRT.

Altro fattore dimensionale il cosidetto schermo Wide Screen, cio quello che supporta la cosiddetta risoluzione 16:9 (quella utilizzata nel cinema). In pratica, in questi tipi di schermi il rapporto LxH non pi di 1:1 (o quasi) ma diventa di 2:1, ovvero la base pi larga di quasi due volte l’altezza?
Perch scegliere questi monitor? Se vi piace guardare film su DVD davanti al pc, sicuramente la risposta ve la siete gi data da soli. Diversamente si ha un desktop pi grande e capiente che per lavori tipo foto ritocco o video montaggio non guasta mai. Anche per gli IDE dei linguaggi di programmazione lo spazio non sembra bastare mai.


La risoluzione dei monitor.

A differenza dei monitor a tubo catodico, che mantengono la stessa qualit di visione a risoluzioni diverse, gli LCD danno il massimo soltanto alla risoluzione nativa. La spiegazione semplice: negli LCD la risoluzione nativa dipende strettamente dalla dimensioni dello schermo.

Avremo cos un monitor a 15 pollici la cui dimensione nativa di 1024768, un 17 pollici con 12801.024 e cos via. Questo non significa non poter impostare altre risoluzioni (fermo restando i limiti fisici del monitor e della scheda video montata), ma si avr una significativa perdita di qualit man mano che si usano risoluzioni non idonee. Questo spiega anche perch quasi tutti i monitor sono dotati di una funzione di autocalibrazione che “sentono” la risoluzione alla quale vengono “forzati” e in alcuni casi se questa non supportata si autoregolano su quella pi idonea.

Concorre alla qualit delle immagini anche il dot pitch, ossia la distanza che separa un pixel dall'altro. Naturalmente pi vicini sono questi punti (il valore si misura in millimetri), maggiore sar la definizione dell'immagine visualizzata.


Luminosit e contrasto.

La luminosit si esprime in candele a metro quadrato (cd/mq). I monitor presenti in commercio sono quasi tutti da 300 candele, anche se ogni tanto mi capita di trovare anche monitor da 250 (che personalmente disdegno a priori).

Sicuramente tra 300 e 100 che invece erano le candele di un monitor CRT di differenza ce ne passa, ma quei 50 che a volte vengono ingiustificatamente (se non per quetione di cost reduction) sottratti vanno ad imputare negativamente sulla qualit dell’immagine.

Pi un display a LCD luminoso pi sar piacevole da vedere, e questo fattore si fa sentire soprattutto in ambienti molto luminosi. Ci sono LCD che arrivano anche a 450 candele, ma pi di questo valore importante il contrasto per assicurarsi che la qualit sia veramente all'altezza delle aspettative. Questo valore indicato da un rapporto.
Al di sotto di 300:1 meglio lasciar perdere; sono rari questi monitor, vero, ma ricordatevi che dietro il prezzo competitivo c’ sempre qualcosa che “manca”.


Tempo di risposta.

Uno dei valori pi importanti della quale tenere conto il tempo di risposta dei pixel che compongono l'immagine visualizzata sullo schermo, ovvero la velocit con la quale questi pixel vengono animati e di conseguenza la fluidit dell’immagine stessa.

Per applicazioni di tipo statico la cosa non ha una grande importanza, del resto questo particolare non viene sottolineato fintanto che a passare per i pixel non sono film, giochi o applicazioni che richiedano un certo refresh. Pi basso questo valore meglio . Normalmente si trovano in commercio monitor intorno agli 8ms, ma recentemente ho preso per me un monitor da 2ms e vi posso assicurare che nel montaggio video la differenza si nota. Ma ho notato anche il prezzo.

L'angolo di visuale.

Quando un display a cristalli liquidi si guarda frontalmente fa tutto bene. Man mano che ci si sposta lateralmente o lo si guarda dal basso o dall'altro la qualit decade. Tutti i produttori forniscono l'angolo di visione orizzontale e verticale entro il quale le immagini visualizzate sono accettabili. Quando si legge in tabella 150, si deve tenere presente che significa 75 a sinistra (o in alto) e 75 a destra (o in basso).

Il valore citato come esempio, anche un valore pi che sufficiente per l'uso normale di un monitor, del resto a meno che il monitor non sia ad uso film e quindi ipotizzato per essere visto da un comodo divano, ci si sieder normalmente in posizione frontale.

Gli ingressi dei monitor LCD.

Tutti i monitor hanno l'ingresso analogico (RGB), in altre parole il classico ingresso video dal connettore blu.
Quelli di fascia elevata hanno anche l'ingresso digitale (DVI), di nuova generazione, che li rende compatibili anche con i Machintosh recenti.
Se dovete scegliere tra due monitor quasi uguali, scegliete quello con l’uscita DVI, quella bianca (a patto che il vostro pc supporti questa uscita – e tutti i computer da un paio di anni a questa parte lo fanno).
Il segnale video, infatti, nelle schede video tradizionali convertito in analogico prima di uscire dalla scheda, mandato al monitor che lo riconverte in digitale per essere visualizzato. L’informatica da sembre stata assimilata ad un concetto semplice 0 e 1, ovvero pi le cose sono semplici e meglio . Quindi se si dispone di una di queste nuove schede video che fanno uscire direttamente il segnale in digitale e lo possono trasmettere per essere visto direttamente senza ulteriori trasformazioni decisamente meglio. Significa una migliore qualit del segnale e, qualora il monitor abbia un tempo di risposta un p pi alto, questo fattore pu anche fungere da compensatore.

Si possono poi trovare altre porte sul monitor, alle quale ognuno da l’importanza che vuole. Cio non sono cos vitali per capirci; per esempio un connettore USB, se proprio si vogliono evitare mal di schiena crucciandosi per inserire il pennino, o una uscita composita S-Video se si vuole attaccare la video camera o il video registratore per riprodurre (e in alcuni casi per acquisire). Onestamente non sono quest’ultime porte “aggiuntive” che influenzano la mia scelta.


Dot
Pitch


Per capire cos', dobbiamo sapere che un pixel – l'unit di misura pi piccola dello schero – composto di una serie di "dot", punti, generalmente 9, disposti in 3 file di 3.
Ciascun Dot in grado di produrre uno solo dei tre colori primari RGB (Red-Green-Blue: Rosso, Verde e Blu) e il dot pitch quinidi la distanza in millimetri tra il centro di un dot ed un altro adiacente dello stesso colore.
Minore la distanza, maggiore la densit di pixel a parit di superfice e di conseguenza migliore la qualit del monitor (e quindi delle immagini che verranno visualizzate).
Qui la scelta pressoch irrilevante se si sta comprando un monitor per uso ufficio (text editing piuttosto che fogli di calcolo, programmazione o giochi) ma di vitale importanza per chi fa grafica, indiscutibile per coloro che fanno foto ritocco o stampa digitale.
Il dot pitch medio dei monitor in commercio si attesta intorno allo 0,27, un buon compromesso per la maggior parte degli usi, ma minore di caldamente consigliato per usi professionali. Allo stato attuale della tecnologia, si possono trovare in commercio anche monitor con Dot Pitch minore di 0,21 mm, ma anche qui non crediate che minore sia il costo e maggiore sia questo valore.

Pixel difettosi

Non per caso l'ultimo parametro, ovvero il metro di valutazione con il quale la casa madre riconosce i difetti dei pixel, cio quelli che non si accendono proprio o quelli in cui i colori della scala RGB sono sono rappresentabili perch uno o due canali danno i numeri.
Le informazioni che interessano sono: a quale classe appartiene il monitor e qual la politica di sostituzione.

Le classi previste dalla norma ISO 13406-2 sono quattro, e specificano quanti pixel difettosi per milione possono esserci, suddivisi in Tipo 1 (accesi), Tipo 2 (spenti) e Tipo 3 (subpixel R, G, B accesi o spenti).
La maggior parte dei monitor in commercio sono oggi di Classe II, che tollera due pixel accesi, due pixel spenti e cinque subpixel difettosi per milione di pixel (contro 5, 15, 50 della Classe III).
Ma come se questo non bastasse, ogni produttore applica dei criteri "proprietari" in base alla distribuzione dei difetti nello schermo, quindi consiglio caloroso, cercate almeno di prendere in considerazione monitor la cui assistenza tecnica sia in Italia. Il pi dei monitor a basso costo sono di marche di ditte che con l'Italia hanno a che fare solo per l'importazione. In caso di segnalazione guasti o di "incazzature" varie, potrete almeno parlare nella vostra lingua nativa.

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