Un buon monitor non è tutto se non è calibrato

Avere un buon monitor non significa avere delle immagini perfette, ancor meno delle stampe realistiche siano esse state acquisite da scanner piuttosto che da fotocamera digitale.
Questo perch ogni monitor (anche stessa marca e stesso modello, magari prodotti il minuto prcedente) hanno un profilo colore assolutamente unico e irripetibile, una specie di impronta digitale che consente al monitor di "interpretare" il colore restituito dalla scheda video sulla base del profilo e della tabella colore richiesta.

Il concetto chiaramente un p "professionale", ma indispensabile onde evitare recriminazioni sulla fotocamera che non funziona, sulla stampante che ha i toni sbiaditi o sulla stamperia alle quale si mandano le foto.

Proprio perch ogni sistema diverso, impensabile che la mia foto sia identica anche sul sistema di stampa digitale del laboratorio. Cos succede che se io faccio del foto ritocco – magari inutile – sulla foto delle vacanze per correggere quel troppo azzurro del cielo contrastandolo con del verde per scurire il tutto, lavorando l'immagine sul mio monitor non calibrato rischio invece di toccare qualcosa che invece era "perfetta" e il risultato – scadente – finale lo si vedr solo in stampa.

Si rende pertanto necessario calibrare il proprio monitor (ed eventualmente la stampante e lo scanner) secondo lo standard ICC (International Color Consortium) supportato da Windows 98 in poi.
Questo profilo colore in realt un file che crea una tabella
(LUT = Look Up Table) i cui valori diranno alla scheda video quali segnali dovr emettere per fare in modo che un determinato colore possa essere emesso correttamente dal monitor.

Per creare la LUT indispensabile calibrare correttamente il monitor (quindi impostare correttamente il gamma, il livello di contrasto, di luminosit e il punto di bianco) e farne il profiling (cio generare quel file con estenzione .icc) da utilizzare nelle impostazioni del monitor, della stampante e dello scanner.

L'operazione di calibrazione non assolutamente semplice, direi quasi impensabile ad occhio nudo perch ognuno di noi "vede i colori" a modo suo. Bastano poi minimi particolari esterni che influenzano la calibrazione al punto che ogni tentativo vano.

Cosa fare allora? Premesso che ogni monitor dovrebbe uscire gi "calibrato" dalla fabbrica – ma su questo non ne sono estremamente convinto visto che una buona calibrazione richiede una 20ina di minuti – sarebbe indispensabile – per chi del monitor ne fa un uso professionale – procedere all'acqisto di un colorimetro digitale.
Si tratta di un centinaio di euro o poco pi e sicuramente vi sollever da mattinate di stampe inutile e prove colore con eventuali software di calibrazione – che torno a ripetere sono alla fine influenzati da colui che calibra.

Se proprio volete risparmiare questi cento euro, allora potete tentare le sorti con alcuni software. Il pi famoso l'Adobe Gamma, distribuito per assieme al Photoshop, quindi non si tratta di un prodotto gratuito. Diversamente si pu optare per il QuickMonitorProfile e il QuickGamma due tool gratuiti.

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