Tecnologia U3 Smart

Purtroppo l’altro giorno dopo due anni di “onorato servizio” la pen drive da 1 gb che uso per le assistenze tecniche (spostare file, portarmi dietro applicativi e altro) decide di morire.

Devo necessariamente comprarne una nuova, così vado dal distributore e me le guardo. Sono una infinità (di marche, dimensioni, caratteristiche) e l’imbarazzo della scelta ovviamente c’è.

Mi focalizzo non tanto sulla capacità e nemmeno sulla marca, ma sulle carattestiche fino a che non scorgo su una di quelle esposte la sigla U3. Che roba è?

Inutile domandare al distributore che è li solo per vendere. Vabbè proviamola.

Tralasciando dettagli specifici, la U3 è una nuova tecnlogia che consente alla chiave di essere “operativa” e di avere una specie di “vita” propria consentendo di avere veramente l’ufficio in tasca con la portabilità intriseca che il sistema riserva.

Mi spiego. La chiave, preformattata in modo particolare in fabbrica, contiene due partizioni (una di sistema e una di dati di tipo FAT) che permette oltre al solito riconoscimento della chiave e installazione dei driver, anche una piccola utility grafica che viene lanciata al momento dell’inserimento nel sistema ospite. Questa interfaccia grafica permette quindi di utilizzare i dati e – ecco il punto forte – i programmi installati sulla chiave.

Di norma, nei sistemi windows, i programmai quando vengono installati devono necessariamente scrivere delle informazioni nel sistema che rendono il programma legato al pc a vita senza possibilità di spostarlo altrove.

Con la tecnlogia U3, i programmi scritti apposta per questo sistema, vengono installati sulla chiave, queste informazioni che devono essere scritte nel registro di windows in realtà vengono scritte in una specie di registro alternativo contenuto in quella partizione di sistema che viene “consolidata temporaneamente” al registro della macchina ospite senza far danno alcuno, consentendo di poter installare i programmi e utilizzarli direttamente dalla chiave senza che si necessiti per questo di autorizzazioni da parte dell’amministratore di rete di turno.

Trovo la cosa decisamente fantastica ed innovativa, per quanto vero che sono in ritardo di soli due anni visto che la tecnologia U3 si è affacciata per la prima volta nel 2005. Ma la scusa ce l’ho … la vecchia chiave l’avevo comprata prima.

A parte questo, facendomi poi un giro per la rete ho visto che i principali produttori di Pen Drive che integrano questa tecnlogia sono Sandisk, Verbatim e Western Digital. Tutti hanno la loro personalizzazione del cosìdetto LaunchPad e offrono – chi più, chi meno – software già precaricati e altri che si possono scaricare gratuitamente dai loro rispettivi siti piuttosto che dal repository centrale della U3.

Degno di nota (ulteriore) di questo sistema secondo me è il tool di sincornizzazione, che consente di avere i file sincronizzati tra il pc master (per il quale si crea il profilo, e se ne possono creare più di uno) e quelli lavorati off-line. Per esempio si possono sincronizzare e-mail con Outlook, Outlook express (piuttosto che usare un Thunderbird direttamente dalla chiave ed evitare altri problemi), documenti vari, i collegamenti preferiti di IE e di Firefox.

Il tutto protetto da un antivirus, dato in licenza gratuita per lo meno dalla SanDisk (della quale ho comprato la chiave).

Ovviamente, e concludo, attenzione a non riporre troppa fiducia nelle chiavi. Sono facilemente smarribili, ma soprattutto possono rompersi come niente. E non sto parlando di rotture accidentali del tipo “la chiave finisce sotto la ruota della sedia della poltrona”, ma cose del tipo che una chiave inserita nella porta usb riceve una sovralimentazione (non chiedetemi come e perchè) e “brucia” la chiave stessa.

Questa per lo meno è l’unica spiegazione che mi posso dare dopo che la chiave di due anni si è rotta e lo ha fatto anche quella comprata ieri con la quale sono stato a raccontarvi tutto questo.

Technorati Tags: , ,