Facciamo luce sul tag title

Frequentando i blog e i forum del settore seo, sempre più spesso si parla delle solite cose. Domande  trite e ritrite a cui non mancano ovviamente le solite risposte. Una di queste è quali sono i fattori on page più importanti e su come si devo sistemare il tag title.

Cerco allora di far luce, nella mia modesta esperienza, su questo argomento, sperando di dare una risposta definitiva – almeno al momento.

Come costruire un buon tag title

Premesso sempre che i fattori on-page nell’ambito dell’indicizzazione nei motori di ricerca rivestono circa un 30% (a mio avviso) del successo di un buon posizionamento, non è bene prendere sotto gamba questo 30% perché del resto è quello che poi – volente o nolente – serve a “stabilire il dialogo” con i vostri visitatori.

In particolare il tag title, se ci pensate bene, è visibile come intestazione nei motori di ricerca e come nome del documento all’interno della finestra del browser, quindi un titolo ben curato e forte sarà sicuramente di maggior imprinting che non il canonico “nome azienda” o “nome di sezione” e automaticamente questo si traduce in un maggior tasso di conversione.

Del resto il titolo quasi deve essere un riassunto del contenuto della pagina, che al di là di ogni ragionevole dubbio (fatto salvo prosaici tentativi di mascheramento) deve permettere all’utente di capire se una risorsa possa essere utile o meno.

Google, così come gli altri motori, mostrano in media intorno ai 50 caratteri nei risultati di ricerca (sottolineo la parola media). Se poi ci si mette qualche carattere particolare, la lunghezza si accorcia ulteriormente.

Assicuratevi che il title possa identificare correttamente il contenuto della pagina, mettendo quelle parole chiave che vi interessa posizionare e non “affogare” il title di parole chiave sperando che possa permettervi di salire più rapidamente.

Se in un primo momento questo potrà succedere, si spera che quanto prima il costante miglioramento degli algoritmi tenda a smantellare questo comportamento da parte di seoer poco corretti.

Il concetto di fondo è del resto sempre lo stesso. Scrivere per gli utenti, con un occhio di riguardo per i motori, ma non scrivere per i motori perché si vuole per forza comparire primi.

Assicuratevi sempre di avere tag title differenti per ogni pagina. Se per esempio una pagina è troppo lunga e necessita di essere spezzata in una o più pagine, evitate nella seconda pagina di ripetere – per quanto possibile – lo stesso tag title di quella precedente.

Infine, e non per ultimo, cercate di costruire frasi di senso compiuto e corte, magari usando qualche tecnica di scrittura giornalistica, che come dice la mia insegnante di inglese, prediligono molto la forma passiva, perché più concisa, ma soprattutto perché permette di invertire il soggetto con l’oggetto, dando a quest’ultimo maggior enfasi.

Queste sopra sono ovviamente delle linee guida. Non esiste il tag title perfetto così come non esiste la regola assoluta. I fattori che contribuiscono al posizionamento del resto sono molteplici e a volte anche il più piccolo cambiamento, come per esempio l’inversione di due parole nello stesso titolo, può produrre risultati nuovi migliori o peggiori.

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