Landing pages vs doorway pages

landing pages

Partiamo subito con il rimarcare la differenza tra landing page e doorway page, in modo da sfatare il motivo per il quale sono da sempre stato contrario alle doorway pages, che fatto salvo i primi anni (parliamo del 2000-2001) quando queste erano una buona tecnica, non ho mai più usato.

Le doorway pages, come dice il nome sono una porta di accesso al sito web, ma a differenza delle landing page (pagina di atterraggio ndr) sono posizionate su di un sito web esterno al dominio principale.
Ne consegue che tutti gli sforzi profusi per far salire le doorway page all’interno delle SERP dei motori di ricerca si vanifica quando il dominio che fa hosting per le doorway page scade, viene bannato o cambia completamente contenuto (e di conseguenza deve essere rivalutato dai motori).

Di contro, utilizzando le landing pages (o squeeze pages, squeeze da concentrato ndr), gli sforzi che si fanno vengono rivolti interamente al sito web principale, perchè il contenuto della landing page è ospitato nello stesso dominio del sito web che si sta ottimizzando.

I pro e i contro: se si gioca pulito, si fanno quindi delle pagine utili, corrette sicuramente la lancetta pende tutta a favore delle landing pages. Se invece si stanno facendo esperimenti, si è alle prime armi, o peggio si è senza scrupoli, fate un favore a voi stessi e al cliente che si è fidato – purtroppo di voi – usate le doorway pages.

Mi sono infatti capitati casi in cui chiamare scempio il lavoro svolto era un lusso. Detto questo, analizziamo quali sono gli elementi costituenti di una landing page.

Quali sono i fattori base di una landing page

1) Capacità di trasmissione: le landing pages deve dare la senzazione all’utente di essere capitato nel posto giusto per l’informazione che stavano cercando. Il testo deve essere semplice, chiaro, senza errori o ORRORI di ortografia.
Il testo chiave deve essere generalmente scritto tra il centro e la fine della pagina, questo perchè statisticamente parlando, di un testo letto mediamente ci si ricorda quasi sempre dalla seconda metà in poi di quanto è stato letto.

2) Capacità di retenzione: la pagina deve avere collegamenti strutturali al sito web che si sta spingendo. Quindi il menù di navigazione, per esempio, o la sitemap o qualche collegamento diretto ad altre pagine del sito che sia di supporto o approfondimento per la landing proposta.

Da evitare quindi assolutamente link esterni o peggio ancora banner o collegamenti sponsorizzati che possa distrarre l’utente.

3) Credibilità:  questo è un punto dolente. La credibilità di un sito generalmente la si conquista con il tempo, ma per coloro che atterrano sul vostro sito per la prima volta la credibilità viene trasmessa anche da come il sito web è presentato. Parliamo quindi di tre fattori fattori omogenei quali:

  • aspetto grafico,
  • qualità dei contenuti,
  • pagina dei contatti ben strutturata (dove si evince in maniera chiara che la ditta o il soggetto esiste).

In quanto all’ultimo fattore questo è direttamente collegato al punto 1, ovvero evitare di lasciare landing pages che attirino l’utente per qualcosa di potenzialmente inutile. Ad esempio se si sta lavorando su un sito di una agenzia turistica, è inopportuno lasciare una pagina che attiri l’utente per un’offerta di pasqua dell’anno precedente.

La pagina in questione, che può essere lasciata per motivi storici piuttosto che di completezza, dovrebbe per esempio essere aggiornata in modo che l’utente capisca di primo acchitto che l’offerta è scaduta, piuttosto che dovrebbe essere marcata con il tag unavailable_after (per ora accettato solo da Google, ma speriamo presto anche da altri motori).

Per esempio, qualche mese fa ho lanciato una offerta promozionale dove regalavo un buono vacanze se si realizzava un sito internet, ed essendo l'offerta a tempo, ho aggiunto il tag in questione.

 

Cosa non dovrebbe fare invece una landing pages. 

4 buoni consigli che in parte richiamano l’esatto opposto di quanto sopra enunciato.

1) Pagine antiestetiche
L’estetica è il primo metro di valutazione che un utente ha per attrarre il proprio visitatore. Una pagina vecchia, senza accorgimenti, senza un filo conduttore equivale a un visitatore perso. E questo non vale solo per la landing page, ma per tutto il sito.
Non è necessario essere il Picasso o il Monait del web, ma nemmeno lasciar fare le pagine ad un principiante che usa il mouse come se fosse un joystick di una playstation.

2) Pagine non sicure o “fuorvianti”
Ovvero pagine che contengono codice maligno e non sicuro. In questo caso, spesso o direi quasi sempre, l’attenzione non è fatta con proposito, ma una buona strigliata va comunque rivolta tanto al webmaster che cura la pagina, tanto al cliente che accetta passivamente l’esposizione di banner, piuttosto che di statistiche contatore o di codice javascript (per fare non sò bene cosa) inserite da chi fa o cura il sito senza che quest’ultimo abbia la bontà di preoccuparsi cosa accidenti fa realmente il bottoncino che si è aggiunto.
Spesso quel bottoncino o quel codice sono causa di infezioni virali, spyware, malware che poco sono graditi da parte degli utenti.

In questa categoria ci aggiungo anche tutte quelle pagine che aprono tonnellate di pop-up e che invadono lo schermo dell’utente. Grazie al cielo sono ormai poche e quelle poche sono ben contrastate dai pop-up blocker.

3) Pagine troppo generalizzate o pagine “scadute”

Pagine che contengono riferimenti a fatti, azioni, promozioni che non sono attuali piutosto che testo poco chiaro che vanifica la ricerca dell’utente. Se cerco la parola hotel abruzzo, mi aspetto di trovare un hotel in abruzzo, non un’offerta di una casa vacanza ne tantomeno quella di un agriturismo in abruzzo.

L’uso indiscriminato però delle parole chiave e dei sinonimi spesso contribuisce a falsare i risulati restituiti dalle SERP, perchè nell’esempio sopra citato sempre di tipologie di alloggio in Abruzzo si tratta.

4) Pagine mancanti

Nulla di peggio di questo errore, che restituisce un bel codice 404, quindi risorsa mancante, perchè il nome della pagina è stato scritto in maniera errata o peggio perchè la pagina è stata rimossa.

In casi come questi la cosa migliore è utilizzare il Google Webmaster Tool o lo Yahoo Center (visto che sono gli unici due motori che supportano questa cosa) e segnalare la rimozione di una specifica pagina.