Lavorare in un help desk informatico?

Mi domando (spesso e volentieri) se chi viene assunto anche per delle semplici operazioni di help desk informatico abbia dovuto superare un qualche esame o semplicemente gli sia bastato leggere una qualche rivista per far impressione sull’esaminatore che ha deciso di assumere questa persona.

Fatto: oggi mi chiama un mio cliente di uno studio commercialista e mi dice: "Devo rinnovare quelle smart card della camera di commercio, e mi dà un errore su un file xyz, e non riesco ad andare avanti. Ho chiamato l’help desk della camera di commercio e questi mi hanno fatto ricercare quel file .dll dal sistema e mi hanno fatto cancellare tutte le copie di quel dato file tranne quelle nella cartella del loro programma, ma ce n’è una che non riesco a cancellare che sta nella directory del Panda Antivirus. Come faccio a cancellarlo?".

Io, sbigottito, replico per capire bene, e effettivamente il mio cliente mi conferma che il tizio gli ha detto di rimuovere dal sistema tutti i file che non fossero contenuti nella cartella dove il software distribuito dalla camera di commercio risiedesse.

 

Al che, ora mi domando: MA COME ACCIDENTI SI FA AD ASSUMERE UN IDIOTA DEL GENERE?

 

Non voglio sapere come si chiama questa persona, per me quello che qui ha sbagliato è colui che ha assunto questo personaggio che non sà nemmeno con che lettera inizia la sua attività di help desking.

Io rimarco al cliente: "E se questo file fosse stato un componente di sistema del tuo software della contabilità? Cosa avresti fatto? Avresti compromesso il tuo lavoro perchè un tizio qualasiasi ti ha suggerito di cancellare un file perchè al programma che loro usano, il Dike, non andava bene il numero di versione?".

E’ veramente roba dell’altro mondo! In un certo senso sono contento che questo file si trovasse nella cartella Panda; per come è stato concepito l’Antivirus quella cartella è protetta da un servizio che impedisce la modifica dei file così come la rimozione e questo ha costretto il cliente ha chiamarmi.

A quel punto, con il software di assistenza remota che uso per supportare i clienti mi collego al suo pc, gli faccio ripetere le operazioni per verificare quale fosse il problema e lo risolvo?

Come? Si lo scrivo, almeno se il tizio capiterà su questo post, avrà modo di imparare qualche cosa. Bastava, visto che per qualche assurda ragione (dovuta chiaramente a qualche macroscopico errore di programmazione) dare la precedenza di ricerca del file nel path del Dike. Infatti, qualche altro genio, avrà fatto questo Dike indicando di cercare le librerie non secondo un percorso di installazione che magari poteva essere memorizzato in una Hive del registry, ma ricercando consequenzialmente rispetto all’ordine delle cartella inserite nella variabile d’ambiente Path (vabbè?!?!).

Quindi con 45 secondi io gli ho risolto un problema che il tizio ci ha speso almeno 5 minuti di telefono (tra il suggerirre di fare una ricerca di quali file fossero presenti e cancellarli ipotizzo almeno questo lasso di tempo) fatta eccezione chissà quali astrusi tentativi avrà tantato prima. Su questo non ho verificato.

Ora secondo voi, a chi bisogna mandare la fattura? Al (povero) cliente succube del sistema o alla Camera di Commercio facendo decurtare la parcella dallo stipendio del tizio?

 

Technorati Tag: