La (felice) scomparsa dei numeri sanguisughe

Ci sono voluti anni di truffe, bollette mastodontiche, urla e impeti degli utenti arrabbiati e ricorsi e denunce di quelli incazzati, ma alla fine l'AutoritÓ TLC ha optato per l'abolizione definitiva delle numerazioni a tariffazione speciale (numeri sanguisuge – ndr) che da anni perpetrano danni al portafogli dei poveri abbonati al telefono che incosciamente (leggasi dialer) o inconsapevolemente o per necessitÓ (leggasi call center) sono stati vittime di un sistema che da sempre Ŕ stato a favore dell'incumbent che poteva cedere a terzi la possibilitÓ di mettersi in collegamento con questi numeri a tariffazione speciale.

Un vampiraggio telefonico con numeri a sovrapprezzo che avrebbero dovuto fornire servizi legittimi ma che sono stati troppo spesso trasformati in massivi e illegali prelievi di denaro ai danni degli utenti italiani.

Con il nuovo piano di numerazione nazionale da tempo annunciato, Agcom ne determina la sostanziale abolizione, permettendo una sopravvivenza rivista e corretta solo per alcuni generi di servizi.

image Verranno uccisi e saranno sepolti con grande gioia gli 144, 163, 164 e compagnia bella.
Le uniche numerazioni che rimarranno in vigore e che prevedono un compenso ulteriore rispetto a quello della normale chiamata telefonica saranno gli 89x. Ma non saranno pi¨ numeri che consentono addebiti da 15 euro alla risposta: sarÓ possibile sfruttarli solo per tariffazioni flat da uno o due euro, ad esempio per servizi di televoto, donazioni e via dicendo. Lo scatto singolo quindi Ŕ morto, viste le truffe che vi venivano veicolate.


Ma l'elemento principe di questo nuovo decreto Ŕ il fatto che finalmente – come da anni vado dicendo con chiunque parli – Ŕ l'inversione dei ruoli, ovvero questi numeri saranno tutti e di default disabilitati e solo su richiesta dell'utente l'incumbent o il fornitore di turno potrÓ abilitarli dano quindi luogo ad un vero mercato libero, dove ad essere liberalizzata Ŕ finalmente la scelta del consumatore e non l'arroganza del fornitore.

NovitÓ sostanziali anche per gli SMS, di cui faccio un uso praticamente raso a zero e per il quale quindi non ho approfondito oltre.

Ora non resta che fare un'ultima grande riforma. Imporre a tutte le societÓ che offrano un servizio di call center di non pagare lo stipendio all'operatore, mettendo quindi – come era un tempo – numeri a tariffazione urbana con i quali di diritto ogni utente dovrebbe poter accedere ai servizi di assistenza del prodotto o del servizio comprato.

Trovo infatti ignobile (e anche illegale, anche se sicuramente dei principi di liceitÓ saranno stati rispettati – ndr) che comprato per assurdo un televisore, o un pc, o quello che volete, devo pagare anche fino ad 80 centesimi al minuto per mettermi in contatto con qualcuno che mi sappia dire perchŔ non funziona o come o dove mandarlo in assistenza.

Questi sono costi che dovrebbero esclusivamente essere applicati al momento in cui godo del servizio di assistenza, perchŔ come pi¨ volte m'Ŕ capitato 10 minuti di musichetta e personale altamente impreparato non giustificano questi salassi.