Qualcosa su di me

Mi chiamo Andrea Moro, sono un appassionato di informatica da quando avevo 8 anni e da quando mio padre mi regalò il C64.

Qualche anno più tardi, il mio primo pc e nel 1994 la prima esperienza con Internet, di cui mi sono subito innamorato e con cui oggi mando avanti la mia attività di Web Designing e posizionamento nei motori di ricerca.

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Una di quelle cosec he spesso non capisco è perchè alla Microsoft dopo aver abituato con uno strumento, prima o poi lo strumento te lo tolgono.
Sto parlando del .NET Framework Configuration Tool alias Mscorcfg.msc. Questo tool di amministrazione veniva installato di default con il Framework 1.x e 2.0, quindi per intenderci fino al Visual Studio 2005, aprendo il prompt dei comandi impostato per lavorare con il framework, tutto era ok.

Con Visual Studio 2008, quimage esto tool è stato deliberatamente rimosso ed è installabile solo se si installa l'SDK. Il perchè non lo capisco. Come se i problemi relativi alla sicurezza dei file condivisi in rete non esistessero più.
Nulla di più sbagliato. Se infatti si prova a creare una share di una unità di rete dove avete i vostri progetti e cercate di caricare i file da questa share, ecco l'errore che si prosta dinanzi gli occhi. Lui, il solito The project location is not trusted.

Dato che tirar giù e installare l'SDK mi pare eccessivo, ricorriamo ad uno strumento alternativo da riga di comando: il CasPol.
E' talmente tanto grande questo CasPol che documentarle tutte le opzioni è impossibile. Comunque

caspol -q -machine -addgroup 1 -url file://d:/* FullTrust -name ".Net file on remote server


Con questo comando qui sopra altro non si dice di aggiungere in maniera silenziona (-q) al gruppo amministratore (-addgroup 1) il percorso (volutamente scritto in quel modo con quell'asterisco in coda) dando un nome significativo alla condivisione (casomai vi andasse si scaricare l'SDK e quindi vedere le cose in modo aggraziato nel tool visuale).

 


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Non è certo una novità che è uscito l'aggiornamento di Leopard 10.5.3. Hanno fatto molte patch e correzioni, ma io come sempre ne aspettavo una che sembrava risentita solo da me, e anzi a dire il vero, guardando sulla lista delle correzioni apportate, il problema sembrava ancora esistere.

Mi riferisco a Mail, il client di Posta elettronica nativo per Mac, che non riusciva a memorizzare la password dell'account POP3, richiedendolo tutte le volte che si apriva Mail ed ignorando di gran passo la checkbox con su scritto: memorizza password.

Bene, visto che non sembra essere scritto altrove, lo dico io. Il 10.5.3 corregge anche questo fastidiosissimo problema.

 

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Sfide, ogni giorno ce ne sono di nuove. Certo il mondo dell'iinformatica è un mondo estremamente competitivo, e gli anni passati, se provassimo a fare un piccolo esame lo dimostrerebbe senza prova di dubbio. Dopo la sfida di Ballmer lanciata su Yahoo, quando il Chief manager disse o vendi o ti compro in un altro modo, dimostratosi poi tutto un flop, sembra che Microsoft ci riprovi di nuovo, direttamente con Panoramio e quindi contro Google.

Qua non stiamo parlando di acquisizione o di che, ma di una vera e propria competizione. Il team di Live, infatti, ha indetto un concorso denominato Foto d'Europa, mettendo in palio dei premi per coinvolgere fotografi e aspiranti tali a pubblicare le loro foto sul loro sito per partecipare a questo concorso, che è decisamente molto simile al Contest organizzato da Panoramio.

Ma a cosa serviranno tutte queste foto? A far scegliere ai dipendenti Microsoft il posto dove andare in vacanza la prossima estate? Non credo proprio. Secondo me, dietro la facciata del concorso stanno archittendo una mastodontica operazione stile Panoramio. Raccogliere le foto su di un portale per poi metterle in share sulle mappe di Live.

Ancora presto per dire cosa ci sia nelle menti di questi signori, certo è che rimanendo in un contesto di concorrenzialità, molto probabilmente questa operazione potrà solo portare benefici agli utenti. Staremo a vedere cosa succede. Per il momento quelle poche foto (delle migliaia che ho) le lascio solo sul mio account di Panoramio del quale peraltro quasi tutte le foto sono state scelte per la pubblicazione in Google Earth.

Edit del 29-05-08: ieri quando ho scritto questo post non ho fatto caso (o forse l'hanno aggiunto stanotte .. non saprei) che effettivamente le foto saranno messe su Virtual Earth, un servizio equipollente a Panoramio. Il passo quindi con l'integrazione con le mappe di Live è veramente breve. C'è solo un piccolo particolare. Che Panoramio ha oltre 9 milioni di foto, contro credo qualche migliaia di Microsoft.

 


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Backup del profilo utente di Firefox

Pubblicata il 28/05/2008 da Admin Tags: ,

Fare il backup è una cosa importante. Non c'è infatti nulla di più deletereo di fare affidamento su di una macchina e questa ci lascia a piedi nel momento del bisogno. Voglia essere un errore umano o un tragico epilogo (e relativo funerale) di qualche pezzo del nostro pc, se ad essere compromesso era il disco fisso, ecco che giorni, mesi (o anche peggio - anni) di lavoro spariscono - il più delle volte - per sempre.

Il backup è una di quelle attività di manutenzione dei pc che non necessariamente va fatta quando si inizia a sentire puzza di bruciato; si può, anzi si deve, fare in via ordinaria, per avere il cosiddetto storico, cioè un archivio cronologico dei dati più importanti che permetteranno di risalire allo stato di una risorsa sotto diversi ambiti temporali. Non voglio dilungarmi oltre in merito, non era questo lo scopo del post.

Volevo invece segnalare che è uscita da qualche giorno la versione 1.4.8 di MozBackup, il profile saver per tutti i browser Gecko based.

Con le ultime release della volpe di fuoco, infatti, alcune cose devono essere state cambiate internamente nella struttura del profilo al punto che la vecchia versione non era più in grado di salvare ne cookies, ne password. Purtroppo l'ho imparato a mie spese, che in un attimo di distrazione nel precedente salvataggio non ho notato che le password dei vari siti a cui ho accesso non sarebbero state più incluse nel profilo di salvataggio.

Nulla di così increscioso; solo la rogna di doverle reinserire tutte di nuovo e memorizzarle.

 

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Oggi voglio parlare di un errore che ho visto apparire sui miei schermi durante il debug di un sito in ASP.Net basato sul CMS Open Source di Microsoft. A questo CMS ho aggiunto alcuni componenti scritti per migliorarne le prestazioni e caratteristiche.

Ad un certo punto vedo apparire, premendo F5, un pop up con il seguente errore: The following module was built either with optimizations enabled or without debug information.

Cos'era successo? L'errore mi compariva peraltro su di una Dll congelata, quindi non toccata e ne tantomeno ricompilata, quindi non vi era ragione per la quale dovessi beccarmi questo errore.

Inizio a googlare un pochino e trovo decine di blog con possibili soluzioni, ma tutte non si adattano al caso. La maggior parte di queste soluzioni diceva di controllare le impostazioni di debug del progetto incriminato, ma nel mio caso tutto sembrava corretto.

La mia soluzione: ho preso e cancellato la dll incriminata dalla cartella bin del progetto ASP.Net, entrato nei reference del progetto e rimosso il collegamento alla dll, quindi entrato di nuovo nello stesso pannello e aggiunto i riferimenti. Adesso tutto è tornato a funzionare, ma non saprò mai cosa è successo.

 

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Today I would go through an error I got yesterday when I was debugging an ASP.Net web site with an external control I wrote to improve it's functionality. At a certain point, pressing F5 to enter in debug mode, I suddenly get into the pop-up windows that report me an error with my dll. The error was referring to missing debug information as I wrote in this post's title.

What's happening I really don't know. I didn't make any changes on the dll as well as didn't rebuilt it, but the error was there. Both dll and pdb files was in the bin directory of my main web project, so apparently there wasn't any reason at me to get that error.

Ok; I started googling a bit to look for some possible solution, and I found many different posts about the argument. All the solutions found assume a possible misconfiguration on the project properties. I did some checks, but nothing was wrong.
Particularly, every solution found - maybe tons of cut and paste has been done along the way - point the accent on the building way not set up to debug anymore.

I've spent about 10 minutes and around twenty F5 keypress before to find the right path. Simple delete the guilty dll from the bin folder, remove the project reference and then add it again. That's all. Happy debugging.

 

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L'importanza di un URL comprensibile

Pubblicata il 27/05/2008 da Admin in SEOIng Tags: ,

Su Internet non si va mai abbstanza di corsa. Le ultime tecnologie, quelle che ci hanno abituato ad una ricezione delle informazioni in maniera più istantanea, in un certo senso sono anche colpevoli di quella attenzione sempre più superficiale che gli utenti dedicano durante la ricerca. Una prima occhiata fugace, generalmente solo alla prima pagina, e via. Si pensa di aver trovato tutto quando in realtà chissà quanti altri risultati - magari decisamente più validi, ma non ottimizzati - si celano dalla seconda pagina in poi.

Personalmente ritengo doverosa una ricerca almeno nelle prime 3 - 5 pagine, specie se si sta cercando di un argomento trattato su più fronti e da diversi autori, ma che volete siamo persone e (per fortuna) non siamo tutti uguali.

Ecco allora che un URL comprensibile sicuramente aiuta in questo processo di selezione iniziale. Riuscire a catturare l'attenzione dell'utente per conventirlo in cliente.

Ne parla oggi il blog di Google Italia con il suo Best practice per la formattazione degli URL, ne ha parlato qualche giorno fa anche Simone Luciani con URL strategiche per un impatto SEO al massimo.

Ma non stiamo certo parlando di novità. Quella dell'URL rewriting è una cosa abbastanza datata. Sono già almeno 3 anni abbondanti che si mette in pratica questa tecnica, e ancor prima di questo ci si era già abbondantemente accorti che si riscuotevano maggiori conversioni con URL più significativo. Del resto l'URL (Uniform Resource Locators) è da sempre stato una componente delle SERP restituite dai motori di ricerca, solo che inzialmente veniva spesso trascurato in favore di una più accorta analisi del tag Title. Oggi le cose sono cambiate, gli utenti sono più frettolosi - vero - ma anche un pizzico più attenti, e questo per fortuna serve solo ad una migliore visione dello strumento Internet.

 

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Difendersi dall'Hot Linking con Asp.Net

Pubblicata il 26/05/2008 da Admin in Tips Tags: ,

Oggi, durante il mio giro di ronda, quotidiano, mi è balzato all'occhio un consumo di banda eccessivo per uno dei siti dei miei clienti. Apparentemente potrebbe sembrare una cosa positiva, poichè magari alcune modifiche apportate al sito avevano destato interesse nel pubblico. Il brutto però è che non avevo modificato il sito da circa un mese; chiaro quindi che o c'era un boom di ricerca e di interesse verso questa ditta oppure stava succedendo qualcos'altro.

La risposta, come quasi sempre succede, è quella peggiore. Qualche buontempone aveva deciso di appoggiarsi al sito del mio cliente per mostrare alcune immagini del suo sito. Aveva fatto quello che in gergo si chiama Holinking (o Inline linking), ovvero aveva utilizzato una deprecabile pratica che consiste nell'inserire all'interno di una pagina web un collegamento ad una risorsa (nel mio caso un'immagine, che è del resto il caso più frequente) contenuta su un host remoto differente dal proprio.

L'operazione, in se apparentemente innocua, in realtà crea tutta una serie di problemi al sito e al server ospitante il sito, primo fra tutti l'occupazione di banda che viene letteralmente rubata. Quello del Bandwith theft può anche arrivare a causare dei seri rallentamenti del sito senza una apparente ragione.

In pratica, vedendola sotto un profilo più tecnico, succede che il client che si collega al sito XYZ richiede una risorsa una pagina di quel sito, ma essendo le immagini contentune sul sito ABC, il server del siti XYZ consumerà solo 4-5 kb (per esempio) che sono solo quelli del peso reale della pagina. Il resto della banda sarà a totale carico dell'ignaro proprietario del sito ABC al quale verrà rubata questa banda per mostrare solo le immagini contenute sul suo sito, ma senza per questo mostrare i contenuti ai quali sono associate.
Risultato, se è un sito abbastanza trafficato quello che vi ha fatto l'HotLinking, vi ritroverete forti picchi di traffico e qualche Megabyte in meno come se nulla fosse.

 

Come capire se il proprio sito è oggetto di Hotlinking

La strategia migliore è, come sempre, quella di osservare le statistiche ed in particolare la sezione referrer degli accessi al sito: se si nota un incremento inconsueto delle visite o degli hits, accompagnato da un rallentamento nel caricamento delle pagine, è opportuno fare un'indagine più approfondita. E' quello che ho fatto io, infatti la cosa non è durata più di due giorni.

Tuttavia è anche doveroso dire che questo genere di fenomeni difficilmente lo si riesce a notare con software a tracciamento javascript: per capirci Google Analytics, ShynyStat e compagni non consentono di individuare questa anomalia. Sono necessari strumenti in grado di analizzare i file di log del webserver su cui ci si appoggia per la pubblicazione del sito.

 

Come prevenire l'Hotlinking con ASP.Net

Se il vostro sito si appoggia ad un server web IIS ed è un sito dinamico che utilizza ASP.Net, una soluzione è quella di scrivere un HttpHandler e registrarlo sulla macchina per le estenzioni delle immagini. Facendo veicolare le richieste per questo vostro componente si può verificare se il richiedente è il vostro sito o una risorsa esterna. Nell'ultimo caso, si potrebbe, invece di restituire la risorsa stessa, ritornare indietro un codice di errore 403 o un'immagine fasulla.

Se il vostro sito è statico, purtroppo, non vi resta nulla da fare che cambiare il nome dell'immagine e aggiornare le vostre pagine, sperando che le pagine da cambiare non siano troppe.

Fonte: un ringraziamento a Cristiano Fino e al suo ariticolo dal quale ho preso spunto per parlarvi di un caso reale che - come spesso accade - si pensa sempre: tanto a me non può succedere :)

 

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Monetizzare con il proprio blog

Pubblicata il 25/05/2008 da Admin Tags: , ,

Raccimolare qualche euro (o anche qualche migliaio di euro come alcuni sono riusciti) con il proprio blog lo si può fare in diversi modi. Programmi di affiliazione, in cui Paolo ha una certa esperienza, o con programmi di banner exposition tra cui - come al solito - spicca il Google AdSense.

Questo però non vuole essere un post dedicato al mondo del guadagnare on line; ci sono fin troppi siti e blog che parlano dell'argomento. Quello su cui volevo - velocemente - soffermarmi oggi, era l'integrazione di AdSense nel proprio sito. Il codice che rilascia Google è un semplice codice javascript. Basta un copia e incolla nelle pagine. Ma che succede se il sito è un sito dinamico? Le cose si fanno più facili per certi versi, complicate per altre.

Per esempio DotNetBlogEngine, la piattaforma che ad oggi gestisce questo blog, non ha nativamente predisposto un sistema per la pubblicazione di questi annunci. Esiste un sistema manuale, che è quello di modificare il codice sorgente del template scelto e fare in modo che un banner (o quello che volete) venga mostrato su tutte le pagine.

Se però volete mostrare un banner, un referral o altro all'interno, in coda o in testa al vostro post, anche questo motore di blogging molto evoluto per certi versi ha i suoi limiti. Una sbirciatina al codice sorgente e sfortunatamente mi sono reso conto che per poter aggiungere dinamicamente un banner come sopra citato non era possibile senza ricompilare (e disallineare - ndr) la mia versione del motore con quella ufficiale.

Fortunatamente, girovagando per la rete, ho trovato questa extension scritta da Cristiano Fino: Adsense Injector extension per BlogEngine.NET.

Il codice, senza starla a raccontare tutta, fa un inject dei profili di AdSense che configurate nel blog con un ampio margine di personalizzazione. Per certi versi è limitato, e spero nei prossimi giorni di riuscire a mettermi in contatto con l'autore per suggerirgli alcune modifiche. Intanto però ringrazio Cristiano di questa estenzione che mi ha risparmiato qualche ora di programmazione.

 

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Fare Internet Marketing già per conto suo è abbastanza complesso, figurarsi poi se non si possono avere gli strumenti giusti per fare quello che in gergo si chiama keyword advertising. Indiscutibilmente, per lo meno tra le varie campagne di advertasing provate, quella di Google con il suo AdWords è la più semplice e più completa, e per certi versi anche più competitiva. Resta però sempre lo scoglio della gestione, relegata per tutti al browser di turno e all'interfaccia web proposta.image

Questo è vero tranne che per Google. A Mountain View, i progettisti hanno ideato e sviluppato un prodotto cross-plaform Windows / Mac chiamato AdWords Manager; si tratta di un software client che si installa localmente sul pc del SEM e che consente l'interazione con il proprio account AdWords, garantendo le stesse funzioni, ma con un pizzico di celerità in più. Infatti operazioni potenzialmente non valide o errori di creazione di una campagna vengono segnalati immediatamente e comunque la gestione totale delle modifiche viene effettuata in un unico passaggio garantendo quindi una certa celerità sotto questo aspetto.

Saranno già un paio di mesi che utilizzo il prodotto e onestamente quelle rare volte che sono dovuto ricorrere all'interfaccia web mi sono presi i cosiddetti cinque minuti.

Potrebbe essere interessante nei prossimi giorni approfondire qualche la cosa, mostrando alcune screenshot o qualche passaggio, ma non sò se la cosa possa trovare veramente un riscontro. Se tu che mi stai leggendo pensi la cosa possa essere utile, non esitare a lasciare un commento. Magari potrei farci un pensierino.

Nel frattempo ti lascio il link da dove poter effettuare il download del Google AdWords Manager.

 


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