Applicazioni on line: una moda passeggera o il futuro?

Da qualche tempo c’è un proliferare di applicazioni on-line. Siamo partiti con le web-mail, per passare all’office automation, per approdare alla grafica (Photoshop Express). Certo, l’esigenza di essere sempre operativi è ogni giorno più pressante. Ma si tratta di una esigenza del momento, una tendenza, o del futuro?

Se si naviga per il Web è facile imbattersi in programmi che permettono di fare quello che correntemente facciamo sul nostro computer, anche in mancanza di questo (certo un pc per collegarsi è pur sempre necessario), ma con il (s)vantaggio di avere tutti gli strumenti quasi sempre in forma gratuita. In altre parole se c’è bisogno di scrivere un documento, perchè comprare il costoso Microsoft Word, o installare Open Office. Basta utilizzare il Google Docs e il gioco è fatto. E come questo, si possono fare altri esempi:

Sarebbe ora utile comprendere la reale praticità degli strumenti on line. Non scordiamoci che, almeno qua in Italia, il nostro panorama di connettività grazie ai milioni di disinvestimenti mai fatti da parte dell’incumbent, ancora parecchie zone d’Italia non godono di una connessione veloce. E non ci sta UMTS che tenga, perchè in alcune zone, non arriva nemmeno il nuovo segnale 3G. Quindi? Quanto realmente si può fare affidamento sulle applicazioni on line? Si può davvero attendere che oltre al normale tempo di caricamento del sistema operativo, si aspetti anche quello necessario alla connessione verso il sito remoto e al caricamento dei propri dati? Che sicurezza ci offrono questi fornitori di servizi in merito allo conservazione dei nostri dati?

Sarebbe poi interessante comprendere il fattore usabilità e accessibilià che queste software house stanno tenendo in mente durante lo sviluppo delle loro piattaforme. Se una applicazione client, nel bene o nel male, aveva degli spazi fissi come il monitor che poteva comunque sfruttare a schermo pieno, delle interfaccie di dialogo predefinite perchè pilotate dal sistema operativo, dei vincoli di conformità imposti anche dal buon senso, sul web queste regole vengono tutte meno.

Un’interfaccia confusionaria, sviluppata magari per un solo browser (non faccio nomi), o un’accessibilità (intesa come caricamento) scadente potrebbero essere un problema piuttosto che una soluzione.

Ad ogni modo, che sia una moda o che sia il futuro, a mio avviso vanno condotti ancora numerevoli sforzi prima di poter abbandonare completamente il computer fisso con tutto il suo repertorio di software installati. Voi cosa ne pensate?