Incredibile davvero quante informazioni nascoste ci portiamo dietro oltre ai 6 o più megapixel della nostra digitale. Informazioni che sono li, disponibili a tutti, nei cosidetti metadati, ma che per tutti sono indecifrabili senza gli appositi strumenti. Per i più, anzi, magari sapere che tipo di obiettivo montava la macchina utilizzata per lo scatto, che apertura di diaframma o che focale c'era, magari sono informazioni che non interessano affatto.

Ma ci sono informazioni anche un pizzico più utili per la massa. Per esempio, se state comprando una reflex digitale usata, potrebbe essere utile sapere quanti scatti ha fatto questa macchina. Informazione questa, contenuta anch'essa nei metadati dei 2 o più megabyte di cui un'immagine è composta.

In nostro soccorso ci viene questi simpatico tool, free, chiamato PhotoMe, che tira fuori una valanga di informazioni da ogni singola foto che gli sottoponete. Ovviamente non tutte le macchine fotografiche memorizzano tutte le stesse informazioni, ma comunque questo tool per windows resta pur sempre valido.

 

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Cuil (pronunciato cool) è un nuovo motore di ricerca sviluppato da ex dipendenti Google, da ieri disponibile a tutti gli utenti della Rete. Dopo mesi di crawling selvaggio, un nuovo mega motore con qualcosa come 120 miliardi di pagine è a disposizione di tutti i navigatori.

Alcuni mesi fa avevo già scritto in merito a questo interessante progetto ed oggi possiamo finalmente vedere il frutto di tanto lavoro condotto dal team guidato da Tom Costello, Anna Patterson e Russell Power.

Il motore, nel corso degli ultimi 10 mesi ha subito anche una piccola sforbiciatina al nome. Ad ottobre scorso, infatti, il nome era CuiLL con due L, mentre oggi è solo Cuil, con una L sola. A detta degli autori, questa nuova denominazione è di più facile memorizzazione; come dargli torto. Tuttavia, esistono entrambe i domini .com, e addirittura un terzo, cuiling.com al quale il motore si appoggia per tutta una serie di operazioni che andrò ad analizzare nei prossimi giorni.

 

Cuil, a prima vista - dato l'alto numero di pagine - si presenta come l’indice più completo di tutto il Web; tuttavia ad un primo esame sembra che molte siano le aree - specie per noi italiani - non coperte da Twiceler, il motore di Cuil. Da quanto apprendo dalle release notes, questo motore ha scansionato qualcosa come 180 miliardi di pagine, e grazie al loro algoritmo, Cuil ha deciso di pubblicare i 120 sopra menzionati, tutti scremati - nel limite del possibile - grazie al Safe Search che individua pagine con contenuti porno e spam (non ho verificato ancora la reale efficacia.).Immagine 1

 

La prima cosa che colpisce del motore è senza dubbio la proposizione dei risultati. Non più semplici astratti della meta tag description o della pagina, ma micro paragrafi, per di più disposti in un layout a tre colonne (modiicabile in due). Perchè? Gli autori sostengono che la visione a colonne semplifica la lettura, ragion per la quale gli stessi giornali la adottano. Visione condivisibile o meno. Certo è che essendo una novità, per un pò potrà destare interesse ... poi, non sò. A mio avvisio dovrebbero prevedere anche il classico formato Google-like.

Altra cosa che balza subito all'occhio è la presenza di una immagine all'interno di quasi  tutti i risultati. Anche qui gli autori spiegano come la scelta decisionale dell'utente, in presenza di una immagine, spesso ricada sui risultati che presentano le immagini. Ci posso anche credere. Sulle FAQ dicono che i siti web spesso sono pieni di immagini, e che il loro algoritmo farà di tutto per selezionare le migliori. Però non dicono che il loro algoritmo piglia anche le immagini a casaccio per la rete e le propone per altri siti.

Infatti, testando il motore, ho provato a chiedere tutti i contenti per la keyword Abruzzo. Il motore prontamente mi ha suggerito le keyword rilevanti, tra le quali c'era Hotel Abruzzo. E' interessante il terzo risultato (sarà il terzo o il settimo), dove viene mostrata l'immagine del sito del mio cliente, un Hotel in Abruzzo, che nulla a che vedere con il sito proposto, dove peraltro il sito in questione non è nemmeno linkato.

La prima spiegazione logica che mi viene in mente è che l'immagine chiamandosi hotel_camera_matrimoniale.jpg, ha destato l'interesse del crawler delle immagini. Però non capisco perchè abbiano fatto questo accoppiamento errato. Roba da diritty di copyright e annessi e connessi.

 

Cuil, durante le ricerche, mostra anche le possibili ricerche correlate. A differenza di Google che le mostra a fondo pagina, Cuil le mette in alto, immediatamente sotto la textbox per l'immissione del testo da cercare. Un link navigabile per le pertinenze a maggior rilevanza; il resto dentro una combo attiva al click.Immagine 2

Il motore fa uso di Ajax, quindi il Javascript è d'obbligo. Tutto in piena regola web 2.0. Nei prossimi giorni mi riservo - anche visto il periodo di agosto piuttosto morto che sta per arrivare - qualche giorno di test. Magari se scappa fuori qualcosa di utile, lo farò presente.

Nel frattempo, invece, se siete alla ricerca di lavoro, potete mandare una e-mail a Cuil. Non dicono chi cercano, che esperienza deve avere, nè in che parte del globo stanno cercando, ma se siete appassionati di informatica o accaniti e indefessi scienziati del web, tentar non nuoce.

 

Cosa va approfondito al momento: dove e come segnalare nuove URL e dove e come segnalare le pagine contententi spam o pagine che non c'azzeccano un fico secco con la SERP. Devo capire infatti cosa ci fa una ditta di Frosinone in una SERP per una pagina che appena una volta dice "Frosinone confina a Nord con l'Abruzzo".

 

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Come annunciato la settimana scorsa, Google ha aperto Knol, la sua enciclopedia. Su questa enciclopedia, tutti possono scrivere di tutto, anche argomenti già trattati. Tutti possono trarne profitto, inserendo il proprio AdSense collector code, tutti - in breve - si daranno da fare per creare il proprio piccolo mondo e iniziare a sfruttare l'aspetto sociale di questo nuovo canale di comunicazione.Immagine 1

La prima cosa da fare, per iniziare, è ovviamente crearsi un profilo utente, giusto due righe per dire chi siete e cosa fate. Profilo che verrà utilzzato come firma per tutti gli articoli che andrete a scrivere. Un profilo attivo, nel quale inserire anche dei link verso i vostri siti, ma che vi dico subito sono tutti con il tag nofollow, quindi non addannatevi più di tanto l'anima per fare delle link farm, non servirebbe a niente.

 

La cosa più interessante del profilo utente è il fatto che si può procedere alla verifica, un pò come avviene per PayPal. Chi usa già lo strumento, sà di cosa sto parlando. Esistono sostanzialmente due metodi di verifica, quello telefonico (usato già per AdSense) e circoscritto però agli amici d'oltreoceano almeno per il momento, e quello tramite carta di credito. Questa verffica, non obbligatoria, permetterà di valutare anche l'autorevolezza di quanti vogliano collaborare, piuttosto che di dare un giusto peso a quanto letto. Già perchè il buontempone scopiazzatore di turno, mi auguro non verifichi la sua identità (almeno spero!!!).

 

Immagine 2Per poter scrivere poi, niente di più semplice: un bel tastone Write a Knol e si inizia. Titolo, sottotitolo, abstract e corpo dell'articolo. Il tutto con una barra degli strumenti stile Tiny MCE o FCKEditor, quindi spartana, ma al tempo stesso semplice da usare. Niente più BBCode o macro linguaggi come Wikipedia per creare link o sezioni.

Dopo che avete finito con la stesura, sulla parte sinistra dello schermo potrete dare il via alla pubblicazione o alterare l amodalità di collaborazione del vostro operato, passando dalla collaborazione moderata, dove chiunque pu suggerire, ad una a modello aperto, con tutti che partecipano o ad una collaborazione chiusa.

Infine il tipo di licenza. Knol, per default, usa una Creative Commons 3.0, ma si può impostare una CC 3.0 non commerciale o persino riservarsi tutti i diritti d'autore.

Insomma, Knol ha tutte le carte in regola per offrire un nuovo mondo di sapere. Va ancora perferzionato sotto qualche aspetto, primo fra i quali una scissione netta dei contenuti in lingua come per l'attuale Wikipedia, ma i contributi non tarderanno ad arrivare. Già sette mesi di test hanno portato notevoli apporti alla Googlepedia. Vedremo tra altri sette mesi cosa sarà successo.

 

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Un titolo migliore per cercare di riassumere questa faccenda proprio non mi veniva. Il fatto. Stamane cerco di aprire un file di excel regolarmente salvato e utilizzato fino a ieri. Da premettere che ora lavoro in ambiente Mac, quindi quasi esclusivamente questo file lo apro con Office for Mac 2008, ma qualche volta, in virtualizzazione, se ci sono, mi capita di aprirlo anche con Office 2007. Immagine 1

Mai una volta che abbia trovato problemi di compatiblità, errori in lettura, valori spostati o rimossi (e ci mancherebbe pure - ndr). L'unica differenza che ho notato - perchè è una differenza visiva ed immediata - tra le due suite Microsoft è una diversa interpretazione dei colori delle celle con la formattazione condizionale, ma onestamente parlando non mi crea questo grande scompenso.

Ebbene, stamattina quando tento di aprire il file da Office for Mac, ricevo un bel messaggio di errore che in sintesi dice che non può aprire il file a causa di un qualche errore (Vedi immagine qui accanto). Non vi è una spiegazione del problema e da profano del Mac e del suo possibile registro eventi che non saprei dove andare a recuperare, inizio a pensare una possibile risoluzione del problema.

Premesso che avevo comunque il backup di ieri, quindi avrei sicuramente fatto prima a prendere la copia di backup togliendomi tutte le castagne dal fuoco in un baleno, io sono un tipo a cui piacciono le sfide. Devo capire il perchè. E il primo perchè è: come mai Office for Mac non prevede una procedura di ripristino degli errori dei file danneggiati?Immagine 3

Già, perchè il primo tentativo è stato quello di aprire il file con Office 2007, e con grande stupore un validatore interno ha riconosciuto lo stesso errore proponendomi anche il recupero e la correzione delle informazioni.

Operazione avvenuta con successo, tanto è che ho scoperto anche il problema e riavuto indietro il mio bel file con meno di 3 minuti di lavoro (e 10 per documentare quello che è successo con questo post). Immagine 2

Questa cosa è decisamente strana. Vero che i team di sviluppo delle due suite non sono gli stessi, ma forse i signori che sviluppano Office for Mac si sono adagiati un pò troppo sul concetto che il Mac è infallibile e indistruttibile al punto che si sono permessi di non scrivere quella parte di codice relativa al recupero dei file danneggiati.

 

Mal che sarebbe andata, c'era una soluzione completamente differente, la cui condizione sinequanon era che il file fosse nel nuovo formato Excel (quello con estenzione xlsx, per capirci).

Infatti, come già spiegato in passato, Microsoft da Office 2007 adopera un formato aperto per i suoi documenti, che vogliano essere dei docx o degli xlsx, sono alla fine dei file compressi al cui interno le informazioni sono tutte scritte in chiaro senza codifica alcuna. Mal che sarebbe andato, bastava rinominare il file in un .zip, cercare dentro la cartella worksheet il file xml relativo al foglio di interesse, salvarlo altrove e tentare una reinclusione in un file nuovo creato per l'occasione.

Nel merito di quanto sopra espresso, a questo punto mi sono preso la briga di fare qualche prova. L'operazione non è proprio immedatissima, e a dire il vero non sono riuscito in un recupero totale dei dati, sebbene le informazioni le avessi li tutte a disposizione, perchè comunque all'interno dei file xml erano tutte presenti.

Ho notato infatti che, considerato una cartella di lavoro con un solo foglio, i dati testuali contenuti nel foglio vengono salvati in un file separato dell'archivio, che si trova al di fuori della carte woorksheets (file sharedStrings.xml), mentre all'interno della poc'anzi nominata cartella worksheets sono present tanti file quanti sono i fogli della cartella stessa.

Questi file (testo e stringhe) dovrebbero essere messi in relazione tra di loro mediante dei file contenuti nell'archivio che prendono il nome di *rels. Tuttavia, rimpiazzando questi file, non sono riuscito ad ottenere il risultato sperato. C'è qualcosa quindi che mi sfugge in questa tecnica di recupero maccheronica, quindi consiglio caldamente a tutti il buon e sano backup.

In tal caso, forse uno sguardo a questo tool, forse può risolvere i problemi. Io non l'ho provato, quindi non sò con precisione se funzioni o meno. Ma già il fatto che ci sia una demo, consente di provare un recupero e vedere quale informazioni siano ripristinabili.

 

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Dopo la fase di testing, Knol - l'enceclopedia di Google - apre i battenti. A dicembre scorso, quando il progetto venne presentato, vi fu un putiferio per la rete e le solite diatribe di chi copia per primo e di chi fa le cose fatte meglio.

E' vero Wikipedia in questo senso è senza dubbio la migliore risorse e fonte di conoscenza. Proprio come per Knol, chiunque può contribuire. Scrivere contenuti nuovi, editare quelli presenti, ma il grande limite che Wikipedia presenta è la mancanza di tracciabilità e la paternità delle informazioni.

C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.

Henry Ford

 

Con Knol, promette Google, le cose dovrebbero essere diverse: ogni knoler verrà identificato e messo in evidenza come autore della notizia proposta, mettendo quindi in gioco la propria reputazione personale. Certo, nulla vieta di creare account falsi, con generalità inventare, però fino a che punto ci saranno tanti buontemponi che non hanno nulla da fare?

Inoltre Knol mette in pista un nuovo sistema di collaborazione, definita dai progettisti come moderated collaboration, ovvero le mani in pasta su quanto scritto le potrà mettere solo l'autore della notizia, il quale potrà accettare o respingere i suggerimenti ricevuti dal lettore. Una forma di protezionismo utile, che più volte mi è capitato di combattere in wikipedia, il quale era spesso affogato da editing al volo di personaggi dalla dubbia moralità che usavano il sistema per farsi autopropaganda e linkare i propri siti. Tecnica che ha ben presto smesso di suscitare interesse con l'introduzione del tag nofollow.

Altro punto di forza (?) è poi il fatto che vi potranno essere più knoler che parleranno dello stesso argomento. Sarà, ma questo personalmente lo trovo un deficit. Il sapere è infinito, è vero, ma perchè scrivere due articoli simili? Concorrenza o social image spreading? In questo caso, io avrei più allargato i confini della gestione e avrei implementato un sistema collaborativo tra autori, ovvero una sorta di bacheca dove qualcuno propone un argomento, i vari knoler interessati si associano, e poi si mettono d'accordo sul dove e sul come proseguire.

Sono invece favorevole al sistema di rating, dove saranno i lettori a dare una propria opinione sull'articolo scritto. Il motore di ricerca della Googlepedia promette di dare ampia visibilità ai vari Knol realizzati: tali contenuti saranno indicizzati e proposti anche tra le SERP comuni.

 

Insomma, il progetto ha tutte le carte in regola per poter diventare presto un buon concorrente di Wikipedia; sarà il tempo a dirci se e quanti utilizzeranno il sistema, attivamente o passivamente. Ma il fatto che la Googlepedia permetterà l'inclusione dei propri AdSense per trarre profitto dal tempo investito per la stesura degli argomenti, mi sembra un buon incentivo per iniziare la scalata.

 

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Amanti del computer e della shell Unix style? Si? No? Non importa. Se volete farvi belli con i vostri amici facendogli credere che non sono capaci a fare un tubo, oppure semplicemente volete allenare i vostri polpastrelli digitando qualcosa di più? Oggi ho il sito che fa per voi!

Si chiama Goosh.org, ovvero un progetto non ufficiale Google che sfrutta però la potenza del big motore e delle sue Api, per restituire i risultati delle Serp in una interfaccia Ajax molto snella e al tempo stesso più leggera.

Direte voi: Google è tanto veloce per conto suo, perchè renderlo ancora più veloce ma al tempo stesso complicarsi la vita con questa interfaccia? Nulla da eccepire. Non me lo ha ordinato il dottore di dispensare questa cosa, tuttavia, al di là dell'idea di fondo molto Web 2.0, trovo il progetto usabile sotto molti punti di vista, primo fra i quali il tornare a ricevere feedback da parte di Google solo relativamente ai risultati contestuali del motore e non a tutte le successive integrazioni fatte tra mappe, immagini, blog, news e chi più ne ha più ne metta.

Non sò se questo è un comportamento delle Api, una scelta dell'autore - tal Stefan Grothkopp - o un errore sparso da qualche parte. Fatto sta che la cosa mi piace davvero! Un esempio?

Guardate queste due Serp, fatte per la medesima long tail keyword "realizzazione siti web abruzzo":

 

Immagine 1 Immagine 2

 

Al di là dell'immediato diverso ordine dei risultati, il che è possibile, visto magari il diverso data center in uso, e al di là delle feature aggiuntive che ho nel mio Firefox, vedete come cmq i risultati proposti dal motore a linea di comando, differiscono proprio perchè sono puliti.

Per iniziare ad usare Goosh, come già detto si usa solo la tastiera. Help è il comando base per la guida, web per effettuare le ricerce. Pratico, veloce, con una history di quello che si è cercato nella stessa finestra, niente bisogno di caselle di testo per l'input e con uno stile terminale per l'output. Insomma, una parte di Google che mancava.

Goosh sfrutta in tutto e per tutto i servizi di Google. Che dire, un bell'applauso al suo ideatore.

 

Immagine 4

 

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Se avete deciso di passare a miglior vita, abbandonando il vostro vecchio sistema a 32 bit in favore di uno a 64 bit, voglia essere con un computer nuovo o con uno già carrozzato e un ambiente virtuale, se siete degli sviluppatori in ASP.Net, potreste imbattervi, al primo avvio di un sito che fa uso di assembly esterni al sito stesso, nell'errore: An attempt was made to load a program with an incorrect format.

Che fare? Esattamente come quando ci fu il passaggio dai 16 ai 32 bit, con tutte le storie sulla retrocompatibilità, anche il mondo a 64 bit non potrà esimersi dal rendere accessibili applicativi di vecchio stampo per la nuova tecnlogia. Ecco che allora l'errore di cui sopra, abbastanza criptico nel suo genere, verrà fuori allarmando chiunque non sappia di questa ipotesi e non conosca WOW64, acronimo di Windows on Windows64, ovvero un mondo a 32 bit dentro a quello a 64.Immagine 1

Visto sotto il profilo di IIS 7 e windows 2008 64, quello nel quale ho riscontrato questo errore, si tratta di un semplice passaggio atto ad abilitare questo mondo intermedio. Un passaggio che va ad impattare il modo di comportamento dell'Application Pool associata al sito web, dove con una semplice impostazione si dice di abilitare il sistema a 32 bit. Al resto ci penserà IIS. Fantastico vero?

In pochi, semplici, passaggi:

  1. Aprite la console di Internet Information Server
  2. Verficate quale sia l'Application Pool associato al sito web che intendete modificare
  3. Modificate le proprietà avanzate dell'Application Pool del punto 2 (o eventualmente se è usato da più di un sito createne uno nuovo)
  4. Cercate la voce Enable 32 bit application nella scheda General e impostatela a true

In questo modo il vostro sito web tornerà a funzionare regolarmente.

 

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Questa mattina mi sono svegliato ridendo... perchè mi ero appena sognato questa barzelletta. Non sò, magari l'ho sentita in giro, come può darsi che l'ho appena inventata. Io mi ci sono fatto un pò di risate ... non sò voi!

 

Pierino a scuola. Allora Pierino, fa la maestra, devi sapere che in matematica esistono altri due simboli oltre a quelli che abbiamo visto ieri: il minimo e l'infinito.
Il minimo, indica per qual cosa al di sotto della quale soglia non si può scendere.
L'infinito, invece, indica qualcosa che si protrae nel corso del tempo, per sempre.
Tutto chiaro?
Si, signora maestra. Adesso capisco perchè mio papà il 27 del mese è sempre arrabbiato. Perchè prende ogni volta il minimo salariale, ed è una storia che andrà avanti all'infinito!

 

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Una importante novità quest'oggi quando ho aperto AdWords per i controlli quotidiani. Google ha - finalmente - introdotto un sistema di gestione relativamente al posizionamento, ovvero per le campagne a contenuti, che da oggi si possono specificare in maniera più oculata e precisa solo all'interno di determinati siti web appartenenti a determinate categorie. Una scelta tutta pilotabile dall'inserzionista o dal SEM manager, che permetterà di ottenere migliori rendimenti (più targettizati) dalle proprie campagne, con - si spera - minori investimenti.

I posizionamenti sono completamente facoltativi e incidono solo sugli annunci nella rete di contenuti.

Questo sistema del posizionamento, in realtà non è cosa nuova per Google. Chi è del mestiere lo sà. Tuttavia, prima, per potervi accedere era necessario creare delle campagne ad hoc, che spesso implicavano il sovrapporsi di parole chiave ed annunci, con la conseguenza che seguire una campagna poteva diventare un incubo.

Quest'unificazione offre senza dubbio il vantaggio di una più facile ed immediata lettura, quindi. Sia inteso, non vi è alcuna forzatura nell'usare questo nuovo sistema. Chi vuole o chi si trova a suo agio con il vecchio metodo, basta che semplicemente ignori la nuova funzione di AdWord e nulla cambierà nel suo modo di gestione. Tuttavia, credo che saranno in pochi quelli a non voler almeno provare questa nuova caratteristica.

L'abbinamento di posizionamento e parole chiave offre due vantaggi immediati. Ricordando ancora una volta che questa feature impatta solo la rete dei contenuti, scopriamo assieme le differenze.

 

Offerte diversificate per posizionamenti specifici.  Si potrà continuare ad utilizzare il targeting contestuale con le parole chiave per pubblicare gli annunci nella rete di contenuti e impostare delle offerte per i posizionamenti per una selezione di siti tra quelli proposti e suddivisi per categorie. Questo permetterà di raggiungere come prima un ampio target, ma di spendere qualche centesimo (o qualche euro) in più per siti di nicchia, essendo così praticamente certi di coinvolgere il proprio settore di pertinenza, ma senza lasciar scappare l'occasione fugace del visitatore fuggiasco catturato chissà dove.

 

Offerte per parole chiave e posizionamenti corrispondenti. Si potrà beneficiare del targeting delle parole chiave limitando al contempo i posizionamenti in cui i tuoi annunci possono essere pubblicati.

Ad esempio, puoi impostare la campagna in modo che appaia solo nei di appassionati di fotografia e solo quando i contenuti del sito corrispondono alla parola chiave "obiettivo grandangolare". Il traffico potrà ridursi, ma la corrispondenza contestuale di AdWords consentirà degli annunci altamente mirati.

 

Il tutto potrà essere tenuto sotto controllo attraverso la reportistica di AdWords: creando un rapporto di rendimento del posizionamento per la singola campagna si potranno avere sotto mano dati certi su quante volte un annuncio è stato pubblicato, su che siti, che url, oltre che vedere i dati cmq in maniera immediata tramite le statistiche in linea offerte dalla nuova funzione.

Non c'è che dire, era una cosa che proprio mi mancava. Grazie Google.

 

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L'altro giorno parlavo di una infausta esperienza avuta con il supporto tecnico della Samsung, in particolar modo per il cellulare Samsung D900i che - con il software fornito a corredo, PC Studio 3 - non si riesce a sincronizzarlo con i dati presenti in Microsoft Outlook.
Brevemente, a parte il fatto di decuplicare all'inverosibile le schede dei contatti tanto sul cellulare che nella rubrica di Outlook, la cosa peggiore che non fa è quella di esportare correttamente il numero di telefono, trimmando lo zero dell'area code (prefisso).
Utilizzando utility di terze parti, quali Mobile master, i dati della agenda vengono raggruppati in un unico giorno, mentre l'aggiornamenteo della rubrica se non altro funziona. Ma spendere 30 euro per un software, il cui supporto verso il cellulare non è nemmeno garantito dallo stesso autore, che mi ha dichiarato il cellulare come totally buggy, proprio non mi passa per l'anticamera del cervello. Tanto più che oggi la sincronizzazione dei dati tra pc e cellulare inizia ad essere una cosa che - tolti i modelli entry level da 40 euro - bene o male tutti i cellulari hanno.
In effetti anche il Samsung ce l'ha: come detto sopra PC Studio, che gira solo sotto Windows e per giunta è anche bacato.

Ma poi la soluzione. Ero alla ricerca di un nuovo cellulare. Già perchè stavo continuando ad utilizzare il vecchio 6288 cmq intrippato all'inverosinile, quando finisco sulla pagina di iSync, il tool di sincronizzazione del Mac. Non sapevo nemmeno della sua esistenza. Il Samsung D900i non è direttamente supportato, ma un tizio da qualche parte del globo ha sviluppato un plug-in che funziona egregiamente.

Dopo la semplice configurazione, sono riuscito via Bluetooth a collegarmi al mio cellulare. Fantastico. Rimaneva un piccolo scoglio ancora. Ora non avevo più Outlook 2007, che ovviamente iSync non sà nemmeno cosa sia. Avevo Thunderbird, recentemente iniziato ad utilizzare, anche lui non di casa Mac. Certo nulla mi avrebbe impedito di utilizzare le due applicazioni native Apple, ma come spiegato in precedenza, avevo spostato tutto sulla piattaforma Mozialla per una questione di integrazione e portabilità.

Un'escamotage temporaneo è stato quello di esportare i dati di Lightning e della rubrica indirizzi nei due formati riconosciuti dai software Apple e quindi lanciare la sincronizzazione, che dopo qualche istante è andata correttamente a buon fine.

Adesso posso finalmente utilizzare il Samsung D900i. Unico piccolo neo di questo cellulare, il primo che in realtà riscontro, è il campo note di ogni singola scheda dei contatti. Sono sempre stato abituato con i Nokia ad avere campi di - credo - almeno 2000 caratteri se non di più. Questo Samsung ne ha a malapena 50. Spero sia un problema di questo cellulare e non di tutti i modelli della casa koreana.

 

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Wikia Search è secondo me il motore più rimasto nella memoria dei SEOer non tanto perchè a crearlo è stato l'inventore di Wikipedia, ma perchè ha da subito offerto un sistema che permette la modifica dei risultati proposti dalla serp, senza essere ne registrati ne autenticati in quel modo. Ognuno, in Wikia, è editore di tutto: nel bene o nel male. Servirebbe grande senso civico, responsabilità e soprattutto professionalità per rendere una cosa del genere di pubblico dominio anche sul big motore, ecco perchè Google, in via sperimentale, ha introdotto la manipolazione dei risultati solo per un numero ristretto di persone.

This feature allows you influence your search experience by adding, moving, and removing search results. When you search for the same keywords again while you are logged in to your Google account, you'll continue to see those changes. If you later want to revert your changes, you can undo any modifications you've made.
Note: This is an experimental feature served to a random selection of participants and may be available for only a few weeks.

Non è un servizio a cui tutti possono accedere e non sono riportati da nessuna parte i criteri secondo i quali il motore ti sceglie per l'arduo compito. Voglio azzardare una risposta: tramite la google toolbar. Che sia sempre stata impicciona, la toolbar di google, è noto quasi a tutti, e forse questa sua caratteristica questa volta torna utile agli sviluppatori che decidono di abilitare la feature modifica risultati nel loro motore. Ribadisco, è una risposta azzardata che non trova - non al momento - alcun fondamento su nulla.

Tornando al concetto di manipolazione. Come e a che cosa servirà questo esperimento a Mountain View?

Allo stato attuale non sò cosa pensare, però mi piacerebbe azzardare l'ipotesi che un domani tutti possano godere di questa funzione che, invece di riflettere immediatamente i risultati sulle SERP di chiunque navighi, trasmetta il feedback a dei quality rater che a loro volta valuteranno la bontà della segnalazione.

Così facendo si verrebbe meno ad atti di concorrenzialismo puro e di gelosia, fornendo ancora una volta una migliore user experience.

Solo il tempo e un uso sensato dello srumento riservato ai pochi fortunati, ci saprà dire come Google intenderà procedere con questa importante modalità.

 

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Apple aggiorna il suo pacchetto di driver per stampanti HP. L'aggiornamento, sostanzioso per coloro che hanno Mac OS X 10.5.3, pari a 405 MB, e di una manciata di MB - circa 50MB - per chi ha l'OS X 10.5.4 - contiene tutti i più recenti driver per le stampanti HP. aggiornamento driver mac

Il nuovo pacchetto di driver per stampanti HP è proposto come aggiornamento automatico da Aggiorna software solo se abbiamo una stampante di questo costruttore collegata al Mac. Il pacchetto di nuovi driver è anche disponibile per il download in questa pagina del supporto Apple.

 

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