Fare pulizia sul Mac

Il Mac, dopo quasi un anno di uso intenso, posso dirlo (e lo dico con oltre 16 anni di Windows alle spalle) è quasi del tutto perfetto. Ha le sue piccolezze, che prima o poi immagino risolveranno, ma una stabilità e una performance che Windows non si sogna nemmeno con la versione X64.

Del resto OSX, ma credo anche gli altri sistemi Mac, sono basati su Unix, FreeBSD per la precisione, e da che mondo e mondo si è sempre saputo della maggior stabilità di questo sistema dove nulla è lasciato al caso.

Oggi, però, mi sono – erroneamente – sbagliato a vedere le dimensioni di spazio libero sul mio disco di partenza. Mi domandavo come avessi potuto occupare 160GB di spazio tra applicazioni e roba varia. La prima cosa che ho pensato è stata quella di qualche file temporaneo, di qualche file ridondante, di copie di backup di file di sistema.

Leggendo un pò in giro per la rete, ho poi scoperto che praticamente i sistemi operativi Mac mettono tutto quello che c’è d’inutile nel cestino, quindi il cestino è proprio l’ultima spiaggia per il recupero. Una volta svuotato, come diceva mio nonno, Amen!

Ho quindi appreso che il Mac ha dei batch che partono in automatico per fare queste operazioni di pulizia. Questo script si chiama periodic e lo si può lanciare a mano nella finestra del Terminal attraverso il comando sudo che serve per l’impersonalizzazione dell’account di sistema.

Se si vuole sapere, invece, quando è stata l’ultima data di esecuzione degli script, si può – sempre dal Terminale, spostandosi dapprima nella cartella Macintosh HD/Applications/Utilities – lanciare questo comando:

ls -al /var/log/*.out

 

Se, invece, usare il Terminal è una cosa troppo da geek, potreste pensare di usare un software tipo Cocktail, che fa questo e molto di più.