Il SEO nel settore turistico serve davvero?

Inutile negarlo, da quanto faccio SEO, considerata la mia passione molto marcata per la cucina e del viaggiare (quando posso) in giro per l'Europa, occuparmi di SEO turistico è la cosa che mi ha sempre affascinato di più, dove peraltro è necessario sfoderare un certo talento se si vuole rimanere a galla e indicizzare il proprio sito di vacanze.


Nei giorni scorsi, alla ricerca di nuovi potenziali clienti, sono andato in un paio di alberghi di recente inaugurazione. Non è certo il periodo migliore: siamo in alta stagione e il management tutto ha la testa tranne che a pensare ad eventuali azioni di propaganda. Del resto, in questo periodo, quel che è fatto doveva essere stato fatto già da tempo.


Delle domande fattemi da uno di questi direttori di alberghi, però, mi ha dato lo spunto per scrivere questo post. Quanto i clienti credono davvero in queste formule promozionali? Quanto realmente i visitatori percepiscono il vantaggio dell'offerta pur non conoscendo la struttura?
In poche parole, mi ha chiesto quanto questo gioco al ribasso, questo offrire pacchetti low cost fosse valido per un hotel di un certo livello, quanto realmente e soprattutto quando la conversione avrebbe avuto luogo.


Domande piccanti, perché – come più volte ribadito – garantire il posizionamento e la conversione non si può. O hai la palla magica, ma se ce l'avevo ero già alle Seichelles sventolando il biglietto della lotteria vincente, oppure ti attrezzi per dare il meglio di te stesso.


Saggiamene gli ho solo potuto dire che la presenza è una cosa imprescindibile da qualsiasi altra condizione si voglia poi impiantare. Esserci, in un contesto globale come quello di Internet, fa sicuramente la differenza, ancor di più nel settore turistico.
Al che gli ho mostrato gli evidenti segni del mio lavoro, dell'Hotel Tuteelium, che è arroccato sulla sua posizione  da oltre 3 settimane, con la parola Hotel Low Cost con oltre 12 milioni di risultati, in seconda pagina, oscillando di posizione mediamente ogni due giorni.

Gli ho mostrato i dati di accesso alle statistiche, che comunque dimostrano un palese segno di interesse dalle diverse fascie di utenza italiana quanto estera, e i tempi medi di lettura, segno che quasi 4 minuti a visita sono spesi sulle pagine del sito per una lettura di qualcosa che ha sicuramente destato attenzione (altrimenti gli utenti dopo 30 secondi, anche meno, volano via).


Non so se quanto mostrato è stato sufficientemente convincente, ma il tizio aveva molta fretta, e si sa, la gatta frettolosa fece i figli cechi. Ho preferito quindi chiedergli un secondo appuntamento a stagione conclusa.

 

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