Qualcosa su di me

Mi chiamo Andrea Moro, sono un appassionato di informatica da quando avevo 8 anni e da quando mio padre mi regalò il C64.

Qualche anno più tardi, il mio primo pc e nel 1994 la prima esperienza con Internet, di cui mi sono subito innamorato e con cui oggi mando avanti la mia attività di Web Designing e posizionamento nei motori di ricerca.

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Blog Day: partecipo anche io

Pubblicata il 31/08/2008 da Admin Tags: ,

Per me bloggare non è un lavoro come molti potrebbero pensare. Ci sono esempi evidenti di persone che sono riusciti a far soldi - quelli veri - semplicemente muniti di uno spazio web, tanta fantasia e molta conoscenza, ma anche parecchio tempo da dedicare alla loro creatura.
Per me bloggare è qualcosa che faccio in primis per me stesso. Sebbene, infatti, proponga gli articoli in modo che siano condivisibili da tutti, lo faccio perchè un domani se ho bisogno di qualche informazione o di qualcosa che sò di averci sbattuto la testa prima, ho almeno un punto di riferimento dal quale inziare.
Del resto, quante volte ci capita nella vita di dire o di pensare qualcosa come ... se solo mi fossi preso un appunto.

Detto questo, è però assolutamente indispensabile rimarcare come le relazioni sociali della vita di ognuno di noi siano estremamente importanti. Che siano electronic social relationship piuttosto che relazioni sociali di tutti i giorni, poco importa. Il relazionarsi con gli altri, confrontarsi e discutare, leggere e imparare è qualcosa alla quale non si può prescindere.

E' quindi con piacere che anche io partecipo - per la prima volta - al BlogDay 2008.

Cosa è il BlogDay? E' un momento di raccoglimento elettronico e di comunicazione, iniziato con la convinzione che i bloggers dovrebbero avere un giorno all'anno da dedicare a conoscersi tra di loro: nessun confine. Blogger di altri paesi e blog di tutti i temi.
Durante il BlogDay ogni blogger posta una raccomandazione di 5 nuovi blog, dandone notizia su Technorati e facendo partire una vera e propria maratona verso la scoperta di sconosciuti blog.

Per partecipare all'evento, basta seguire pochi semplici passaggi:

  • Si cercano 5 nuovi blog che si considerano interessanti (possibilmente che esulino il settore di competenza del proprio, cosa estremamente difficile, per via sempre del tempo tiranno.)
  • Si notifica ai 5 blogger la propria segnalazione in occasione del BlogDay2008.
  • Si scrive una breve descrizione dei blog segnalati con relativo link.
  • Si pubblica un articolo in data odierna (ovvero 31 Agosto) contente le segnalazioni e vi si aggiunge il tag del BlogDay usando questo collegamento: http://technorati.com/tag/BlogDay2008 nonchè il collegamento al sito omonimo: http://www.blogday.org

Detto questo, ecco i miei 5 blog per il BlogDay2008.

  • Viaggi Low Cost: scoperto questo blog pochissimi giorni fa, durante una delle mie tante attività di ottimizzazione fatta per alcune strutture turistiche. A me piace da sempre viaggiare. Brevi escursioni, piuttosto che lunghi periodi fuori le consuete mura domestiche, noleggiando un'auto e andando in giro a far foto. Momenti di relax mentale (ma non per questo di assoluto riposo) per scoprire fantastici luoghi intorno al mondo.
    Ma il tempo è tiranno, e queste uscite non sono sempre possibili; ho trovato allora in questo blog, nelle sue descrizioni che escono costantemente sempre su posti diversi, un modo di evadere almeno con la mente.
  • Ilaria Lab: un laboratorio di test software rigorosamente Open Source, dove ho trovato delle informazioni e delle recensioni secondo il punto di vista dell'autrice. Poi, che volete, lo linko anche perchè è Abruzzese pure lei.
  • WorkAbroad Blog: questo blog non è tantissimo che lo seguo. Più che altro da quando da circa 3 mesi fa ho riniziato seriamente a pensare di fare baracca e burattini (come si dice a Roma) e sloggiare definitivamente da un paese che sta diventando ogni giorno più ridicolo e invivibile. Allora leggere le opnioni su posti diversi ed esperienze personali non fa mai male.
  • Quinto Quarto: mangiare, viaggiare. Qui sembra tutto un connubio. Non è chiaramente quel tipo di blog che leggo tutti i giorni, infatti il feedreeder segna un numero impressionante di notizie da leggere, però quando ho bisogno di staccare la spina, ci faccio un salto.
  • Cucina che passione con Adventure Chef. Due italiani, uno residente ad Ancona, l'altro - beato lui - alle Filippine che ogni tanto propongono piatti e combinazione insolite da provare.
Technorati tags: BlogDay2008


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Risparmiare sulla RCA?

Pubblicata il 30/08/2008 da Admin Tags: , ,

Sembrerebbe che pagare di meno l'assicurazione della propria auto sia possibile. In un contesto dove questa destra continua costantemente a criticare l'operato della sinistra, prendendoci poi per il naso con fatti come "Ho risollevato le sorti dell'Alitalia" e "vi abbiamo levato l'ICI" - come se tutti i problemi degli italiani fossero solo su quelli - oggi mentre navigavo ho scoperto questo interessante post su come pagare di meno l'Assicurazione RCA.

Ho già provveduto a mandare una mail al mio assicuratore, preannunciadogli che VOGLIO RISPARMIARE qualcosa l'anno prossimo a Marzo. Non potrà certo dirmi che non l'avevo avvisato. Anzi, mi sono pure messo un appunto sull'agenda per ricordarmi di questa cosa, fatto salvo che qualche genio ora non riveda la legge Bersani a favore dei nostri amici assicuratori.

Technorati tags: assicurazioni, risparmiare, RCA

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Sono leggermente in ritardo per parlare di questo argomento, ma meglio tardi che mai. In casi come questi poi, dove le preview sono di casa, è forse quasi un obbligo.

Sto parlando di ASP.Net MVC, il pattern di Model-Controller-View, intorno al quale Microsoft sta sviluppando una parte del suo Framework, disponibile per ora come installazione a parte e quindi non incluso nemmeno nel recente SP1 rilasciato per il framework 3.5.

Il modello MVC consente di realizzare un nuovo tipo di applicazioni web ben differente dal WebForm al quale tutti siamo stati abituati fino ad oggi.
Per diral tutta, mi sembra di essere tornato al vecchio ASP classico, quando, non esistendo affatto il concetto di postback, tutto il processo si svolgeva tra il client che mostrava/intercettava l'azione dell'utente e una pagina server side che si preoccupava di elaborare la richiesta.

Certo, MVC è un pochino più complesso di questo, ma in buona sostanza questo è quello che è successo. Una nuova - netta - separazione dei livelli applicativi. File HTML (pagina aspx) che fa il rendering della pagina (il View), una parte di server-side per eseguire i task (Controller), e la famosa stratificazione e separazione dei dati che vivono per conto loro (Model).
Con questo sistema l'implementazione dei modelli di test è estremamente facilita, quindi non esistono più scuse per incorrere in errore a run-time visto che ora si può verificare tutto durante la fase di sviluppo.

Cosa chiedere di più? La possibilità di utilizzare tutte le nuove tecnologie introdotte nel corso degli anni. Presto detto. Si hanno a disposizione LINQ (Santificate quell'uomo che l'ha inventato) e AJAX tanto per citare le due estensioni più comuni.

Quindi semplice si, ma potente pure !!!

Siamo ancora in Preview, e da dicembre ad oggi si sono succedute ben 4 preview dverse, l'ultima di pochi giorni fa che ulteriormente espanso le possibilità di questo framework.

In sostanza ecco cosa cambia:

  • WebForm: come dicevo sopra non esiste più il concetto di pagina con il postback. Sparisce il viewstate. Si torna al caro buon vecchio form HTML con gli attributi action e method la cui action viene demandata al controler.
  • Controlli Server: chiaramente non esistendo piu' la logica delle WebForm anche i controlli server principali, non vanno usati. Quindi c'è un ritorno alla input type ....
  • Pagina .aspx: le pagine in questo modello ereditano da System.Web.Mvc.ViewPage e quindi, come potete immaginare, ora abbiamo a disposizione nuovi metodi e nuove caratteristiche, prime fra i quali due estensionsione per la HttpContext e la HttpHandler.

Ci sono ancora moltissime cose da fare, e così, dopo scarso un giorno di lettura le prime perplessità che mi vengono in mente sono tutte rivolte alla sicurezza. Cosa e come ci difende questo nuovo modello da fenomeni come l'URL spoofing o l'HTML e SQL injection. Sono cose che quanto prima vorrò andare a verificare. E poi, cosa succede a quella logica tier che per anni ci hanno inculcato nella testa? Ad un primo approccio con un progetto vuoto, sembra tutto essere davvero tornato al modello ASP. Un sacco di fiile con l'aggiunta di un unico assembly.

Spero di potermici dedicare a sufficienza su questo nuovo e promettente aspetto del framework, quindi anche per mia futura memoria, ecco alcune risorse dalle quali iniziare:

Nel mio piccolo cercherò di contribuire anche io scrivendo man mano che affronto gli argomenti.

Technorati tags: MVC

 


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Photosynth.net

Pubblicata il 27/08/2008 da Admin in Prove hardware e software Tags:

Era ancora il 2006 quando alla Microsoft si imbarcarono in questa nuovo progetto il cui nome è abbastanza significativo di suo: Photosynth. La parola, derivata da Photo - fotografia - e synth - dal verbo sintetizzare - vuole chiarire da subito l'unica funzionalità di questo progetto, ovvero sintetizzare le foto? Si ma in cosa? Una foto è già - se vogliamo - sintetica di suo. Infatti lo scatto riproduce comunque uno o più soggetti. Che siano in primo piano, di sottofondo, o altro, generalmente di una foto non hai nulla da sintetizzare.
Ma cosa mi dite però dell'ambiente circostante? Anche quello è sintetizzato. Già, ecco il punto. Una foto non è un video che nel bene o nel male ti mostra l'ambiente circostante e uno o più soggetti. Oltrepassato il limite dei margini della foto, tutto il resto è inesistente se non nei ricordi del fotografo.

Ecco allora che la tecnologia di Photosynth accorre in aiuto. Photosynth nasce dalla collaborazione tra Microsoft Live Labs, Microsoft Research, University of Washington e gruppi legati a Microsoft che si occupa nello specifico di imaging.

 

Ufficialmente rilasciato qualche giorno fa, il compito di Photosynth è quello di riuscire in automatico a ricreare paesaggi o ambienti virtuali partendo dagli scatti effettuati. Ma ci pensate? 10, 15 o anche di più foto per creare un ambiente virtuale da poter condividere con i vostri amici, parenti o con tutto il network sociale al quale siete interconnessi.

Piccolo problema, ancora, è che il prodotto funziona solo in ambiente windows. Immagino stiano lavorando a dei plug-in anche per le altre piattaforme, ma per il momento ancora non si sà nulla.

 

Il processo di construzione dell'immagine tramite Photosynth è semplice: si parte da più foto digitali, anche amatoriali e diverse tra loro, che vengono analizzate dal software il quale riesce a ricavarne alcuni tratti distintivi per poterle poi riunire tra di loro.
Il tutto avviene esclusivamente on-line, previo download di un software che funziona solo su Windows XP e Vista. L'upload e la gestione delle immagini avviene esclusivamente on-line; quanto a spazio, Microsoft mette a disposizione 20Gb a ciascun individuo che si registra al servizio. L'unica nota negativa è che ovviamente il prodotto è fruibile esclusivamente stando collegati, quindi niente sampler da tenere sempre sul pc come invece potrebbe avvenire se si usa la medesima tecnica e un altro software VR per creare fotografie panoramiche virtuali fruibili.

Per iniziare con Photosynth, si può scaricare una guida in pdf. Personalmente non ho avuto modo di provare il software, anche perchè non ho foto in sequenza che rispettano i criteri necessari, però mi riprometto alla prossima uscita che faccio in cui è prevista anche la macchina fotografica, di scattare delle foto da poter usare come campione.

 

Technorati tags: fotografie panoramiche


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Il mio sito è sotto attacco

Pubblicata il 25/08/2008 da Admin Tags: , ,

Negli ultimi anni i problemi di sicurezza dei vari web server, in aggiunta ad una errata programmazione dei siti web ospitati è stato un terreno fertile per hacker e cracker che si sono intrufolati nei sistemi per lasciare il loro zampino creando scompiglio per la rete e per l'incauto visitatore (magari sprovvisto di antivirus) che certo delle sue superbe qualità di esperto utente di computer scarica e salva tutto quello che gli viene proposto senza domandarsi alcunchè.

In tutto questo frangente, i motori di ricerca, sempre più accorti all'esperienza di navigazione, hanno iniziato già tempo a porre un freno, integrando avanzate tecnlogie di scansione e algoritmi vari per avvertire il navigatore del possibile rischio.

Il primo motore a fare questa cosa è stato, manco a dirlo, Google, già dal lontano 2006: hanno seguito Scandoo, e Yahoo!
Molto probabilmente poi, anche gli altri motori (Altavista, Live, ecc) avranno preso le loro precauzioni, ma non voglio metterci la mano sul fuoco, perchè comunque come utente di internet (non come professionista) anche le mie ricerche si limitano all'uso di Google e solo saltuariamente a Yahoo!.

C'è da dire che i il team AntiMalware non ha mai smesso di lavorare sulla tecnologia, che all'inizio sapeva un pò di gruviera, tanto è che a Maggio 2008, sul blog ufficiale di Google appare la notizia del riscatto.

 

Indipendentemente da tutto, non ho mai avuto modo di trovare nei risultati proposti dal Big Motore segni rilevante di icone o altro che indicassero la possibilità di rischio come invece avveniva (e avviene) per Scandoo e Yahoo!. Molto probabilmente fino ad oggi hanno agito con condizioni di preclusione nell'inserimento del sito contentente i problemi. Onestamente non lo sò.

Al di là di questo, pochi giorni or sono, alla Google hanno ulteriormente migliorato il famoso Webmaster Tool. Ora per ognuno dei siti registrati all'interno del Tool, in presenza di problemi di malware/spyware rilevati dal motore (il cui avviso dovrebbe comparire nella sezione diagnostica) è possibile chiedere la revisione e reinclusione.

Non sono tutte stelle quelle che luccicano.

Non sono stelle tutte quelle che luccicano. Sul medesimo post dove Google diffonde la notizia, leggo di parecchi problemi legati ad una fantomatica scritta che comparirebbe accanto al risultato nella SERP per avvertire il navigatore del potenziale problema.
Segnale di avvertimento che dovrebbe, a detta del team, scomparire in un lasso di tempo ragionevole - 24 ore - dalla richiesta di verifica, ma che in alcuni casi ho letto protrarsi fino a tre settimane.

Fintanto che l'allarme è giustificato, per carità, son ben contento che il motore mi aiuti! Ma siamo sicuri di tutto quello che ci dice? E se si presentano poi dei falsi positivi come in questi casi denunciati dagli autori dei vari commenti?
Non ho verificato la veridicità di quanto detto, ma immaginatevi di andare in giro con un cartello sulle spalle con su scritto Asino, per poi scoprire che l'Asino non eravate voi, ma il vostro compagno di banco che v'ha passato la risposta sbagliata.
Calate questa cosa nell'esempio tipico del sito web che fa uso di javascript di terze parti ... e il gioco è fatto.

 

Come fare per prevenire questi attacchi di badware / malware.

Se dovessi rispondere in maniera tecnica ed esaustiva ad un quesito del genere, dovrei scrivere un altro post al riguardo, e non è detto che non lo faccia prima o poi.

Vi dispenso, invece, alcuni consigli per evitare questo genere di situazione:

 

  1. Evitate di andare in hosting da provider decisamente poco affidabili, il cui impegno sul fronte della sicurezza è prossimo allo zero. Come fare per riconoscerli? Così a naso mi viene da dire, se vi fanno pagare per avere un servizio antivirus, speculandoci su, già questo è cattivo segno.
  2. Evitate di usare il primo script javascript che vi passa sotto mano. Di librerie per fare questo o quella cosa ne esistono di tutti i tipi, ma non di rado si scopre che quella gratuita poi, tra le n righe di codice, lascia qualche cookie dannoso.
    A tal proposito quindi, evitate di usare - se potete - javascript per contantori visite, statistiche free o altro.
  3. Periodicamente controllate i log del vostro sito. Tanto che siate in hosting, quindi in questo caso controllate le statistiche, che siate in housing, quindi controllate i log, grazie a delle verifiche saltuarie potete vedere chi accede, cosa richiede ecc. ecc. Generalmente gli script malevoli attivano un processo di scambio dati in/out che si può scoprire con un'attenta analisi. Prendere provvedimenti sulla o sulle pagine / file incriminati.
  4. Evitate di linkare risorse esterne, facendole puntare direttamente alla risorsa da downlodare. Piuttosto puntate il link verso una pagina che spiega cosa state per scaricare.
  5. Controllate i commenti, se si tratta di un blog, di un forum o di un sito con il guestbook (esistono ancora??) nella quale si può lasciare il proprio feedback che potrebbe essere utilizzato da terzi per creare link a risorse non autorevoli come per il punto quattro.

Infine, se non siete sicuri di come siete stati bollati da Google, collegandovi al seguente indirizzo - http://www.google.com/safebrowsing/diagnostic?site= - potete verificare il vostro stato di salute del sito in tempo reale mettendo dopo il segno di uguale l'indirizzo del sito che volete controllare, comprensivo di protocollo http://.

Se avete commenti o ritenete la lista sopra incompleta, aggiungete una vostra nota. 

 

Technorati tags: badware, malware, controllo, motori di ricerca


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MWPSK - SitemapEditor Extension

Pubblicata il 23/08/2008 da Admin in ASP e ASP.Net Tags:

Qualche giorno fa ho rilasciato una estenzione per il (quasi) famoso CMS Open Source targato Microsoft.

Lo scopo di questa estensione, come dice bene il nome, è quello di ampliare le funzionalità di base del SiteMap Editor, mettendo ora in condizione il CMS di fare quanto segue:

  • Supportare la data di ultima modifica di una pagina
  • Sapere in che livello si trova un dato nodo
  • Sapere quale è il genitore (ancestor) del nodo corrente
  • Supportare la possibilità di pagine virtuali tramite un comando "Copia"

Per tutti coloro i quali fanno uso di questo CMS, o che comunque sono interessati a dare uno sguardo, possono andare sulla pagina della Sitemap Editor Extension.


Technorati tags: MWPSK, Sitemap Editor

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Con Internet Explorer 8 quasi alle porte, potrà Microsoft sperare ancora di mantenere una posizione dominante sul mercato?
Questa domanda mi ronza in testa da diverso tempo, ed è difficile negare che il suo più feroce rivale - per giunta open source - Mozilla Firefox non gli stia mettendo il bastone fra le ruote. Anche Opera, recentemente rinnovatosi, ha portato ulteriore scompiglio nel mondo del web, senza contare poi il sempre più alto numero di utenti che sta spostando la propria preferenza sulla piattaforma Mac e quindi - di default - un altro browser ancora: Safari.


Ma facciamo un salto indietro nel passato: le persone, i neofiti, spesso pensano che Internet Explorer è stato il browser dominante dagli albori del computer, semplicemente per via del fatto che accendi Windows e lo trovi pronto all'uso.
Mi dispiace deluderli, ma in realtà non è così. Per un lungo periodo, tra il 1994 e il 1998, almeno qua in Italia il più popolare browser, senza eguali, è stato Netscape. E se volessimo proprio fare le pulci, allora anche Netscape non ha avuto mercato. In un mondo dove Internet era appena agli albori, il primo uomo a creare qualcosa per navigare su Internet (non certo come lo conosciamo oggi noi) fu un tal Neil Larson, quando nel 1977 (epoca in cui io mettevo il pannolino) egli creò un programma - Il TRS-80 - che permise la navigazione tra i "siti" tramite salti nell'ipertesto. Se conoscete Lynx, immaginate qualcosa di molto simile.
L'Internet, almeno quello come lo conosciamo noi,  ha, invece, iniziato a prendere forma solo nel 1989 grazie a Tim Berners-Lee e al suo browser WorldWideWeb, una versione più evoluta del TRS 80.


Nel 1993 il primo browser grafico popolare venne rilasciato sotto il nome di Mosaic a cura di Marc Andreessen e Eric Bina. Mosaic poteva girare su Unix, Windows, Amiga e anche sugli  Apple computer. E' stato il primo browser su Windows che poteva consentire la visualizzazione degli ipertesti misti alle immagini.
Il declino di Mosaic iniziò l'anno stesso in cui Netscape Navigator venne pubblicato. Era il 1994, quando sempre Marc Andreessen, fondò (assieme ad un altro personaggio di cui al momento mi sfugge il nome) la Netscape Communications Corporation.
Netscape è stato senza eguali in termini di funzionalità e usabilità del momento. La sua punta di forza era il fatto di fare un download della pagina in streaming, ed in tempo reale mostrare ai navigatori il contenuto scaricato, senza per questo dover attendere il download totale. Era il 1996 quando Netscape deteneva quasi il 90% delle posizioni sul mercato, nonostante un nuovo concorrente era già nato: Internet Explorer.


L'esordio del browser di casa Microsoft non fu dei più brillanti. All'inizio - 1995 - quando usci la prima versione di IE, peraltro basata su Mosaic, e almeno fino al 1999, per quel che mi ricordo, ci fu una lotta estenuante tra i due browser a colpi di fix, patch e nuove release. Poi venne il tragico momento quando Netscape e IE pensarono bene di adoperare ognuno il suo modo di interpretare le pagine (quelle che un po' succede ancora oggi con IE) senza rispettare un minimo di standard.
A quell'epoca non esistevano ancora i fogli di stile, e si doveva lavorare con gli escamotage più assurdi, fintanto che - almeno io personalmente - decisi ad un certo punto di abbandonare completamente i test su Netscape, perché nel 2001-2002 le sue quote di mercato si erano praticamente ridotta ad un misero e scarso 7%.

Su come fece Microsoft ad ottenere un simile risultato, per anni l'Antitrust americana ci ha ammorbato con il fatto che IE era bundlizzato con Windows. Il che portò milioni di persone ad usare direttamente IE invece che prodotti alternativi, comunque da scaricare e installare. Ma quello che a mio avviso è stato il vero successo, fu il fatto che per un lungo periodo di tempo, Microsoft dedicò anche tempo e risorse al suo prodotto, contrariamente a Netscape che per un lungo periodo lasciò sul mercato Netscape 4.5, senza mai aggiornarlo o correggerne i bug riportati.

Gli anni che vennero, dal 2002 al 2005 furono notevolmente più tranquilli. Sembrava come se Internet Explorer aveva vinto la guerra e che nessuno avrebbe potuto competere con Microsoft. Nel 2002/2003 la quota di mercato di IE raggiunse il 95%. Vi lavoravano sul progetto più di 1000 persone e milioni di dollari erano stati destinati come finanziamento al progetto. Poi di nuovo lo sfacelo. Alcuni analisti sulla sicurezza hanno iniziato a fare le scarpe denudando i problemi di IE, poi i web designer che si lamentavano della questione di compatibilità, ma alla Microsoft, consci di non avere concorrenti tra i piedi, presero gli avvertimenti come un gioco.
Per un attimo, quando lessi che Netscape fu acquisita da AOL, sperai che un nuovo Netscape sarebbe stato rilasciato a breve. Il che si avverò, non nei tempi che avevo immaginato, ma la versione 6 di Netscape faceva più schifo della 4.5 e questo decretò nel giro di pochi anni il funerale decisivo.


Era tempo di Open Source.


Già qualche anno prima della morte definitiva di Netscape, la stessa Netscape corporation aveva messo a disposizione di tutti l'infrastruttura del browser per essere riutilizzata; ed è quello che la gente fece. Nacquero browser minori come Galeon e Camino, giusto per citare i più famosi.

 

E poi venne Mozilla Foundation.

In un primo momento si pensò a Mozilla come una riesumazione di un cadavere, per create Netscape 7, ma il taglio con il passato doveva essere decisivo. Ecco allora Firefox 1.0.
Da quel giorno, tempi duri sono arrivati per IE e per Microsoft che ad oggi ha visto perdere quote di mercato in maniera spaventosa, specie dopo il rilascio - qualche mese or sono - della nuova release: la 3.0.
Perché Firefox ha avuto così tanto successo? Per gli stessi motivi per i quali, anni prima, Netscape perse mercato. Microsoft rese stantio il suo prodotto. Non lo aggiornò più (Internet Exlorer 6 ha vissuto per oltre due anni, fino al tardo 2006). Firefox invece pose un freno a tutte quelle questioni di sicurezza e di compatibilità che gli utenti andavano chiedendo a gran voce.
In aggiunta a questo, un modello Open Source, sul quale chiunque poteva costruire la propria estenzione, il proprio plug-in. Un po' di shaking e il gioco era praticamente fatto. Un browser con milioni di caratteristiche. Bastava cercare o buttare l'idea e qualche plug-in pochi giorni/mesi dopo spuntava.


Ad oggi la quota di mercato di Internet Explorer è sceso da oltre il 90% a circa il 70%, ed è continuamente in calo. Sarà interessante vedere cosa Microsoft tenterà per recuperare tale quota di mercato. Prima di parlare, aspettiamo che esca Internet Explorer 8.

 


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Campagne pubblicitarie ... da strapazzo

Pubblicata il 20/08/2008 da admin

Avrei caldamente utilizzato un altro termine al posto di strapazzo ... ma per non essere scurrili ho preferito mantenermi. Siamo ad agosto, tempo di vacanze, di un bagno al mare, magari in uno dei tanti punti della nostra splendida costa adriatica e io cosa faccio (oltre a bloggare?) ... ovvio, organizzo le vacanze ... ma quelle dell'anno prossimo!!

In perfetto stile prevenzionistico, sto cercando di pianificare con la mia tourist agency personale (grazie alla quale a fine settembre me ne vado in costa brava, 3 persone, volo aereo, hotel in mezza pensione e auto noleggiata per 5gg a 620 euro), un viaggio negli U.S.A., terra di sogni per molti, terra di ricordi per me dove 11 anni fa or sono, mi feci 40 giorni di full immesion in un corso intensivo di inglese (e dal quale poi è ripartita la mia rivalutazione per la lingua e conseguente amore).

 

Bene, stavo iniziando ad abbozzare molto grossolanamente quelle che erano le destinazioni e guardare le catene alberghiere di massima. Non certo per prenotarle qua dall'Italia. In America, basta che vai, guidi per qualche km e di hotel e motel ne hai le tasche piene. Tariffe di tutti i gusti e per tutte le tasche. Non ho potuto però fare a meno di rimanere scandalizzato per questa catena alberghiera in particolare che propone uno spot davvero singolare per dimostrare il concetto di pulizia del suo hotel.

Una fiammeggiante biondina che va in giro per l'hotel (ne ho trovati diversi di spot per la rete - perchè poi mi sono messo a cercarli anche di proposito) leccando - si avete letto bene - leccando praticamente tutto.

Ora io mi domando: ma il tizio che cura il marketing di questo albergo e appresso a lui l'agenzia pubblicitaria, cosa si sono fumati quella mattina? Una tazza di varecchina che gli ha squagliato il cervello, o sono proprio rincitrulliti per natura?

 

Sinceramente, detto fra noi, non sò se inorridire o se pensare all'alto numero di accessi che questi spot sta portando e porterà alla catena in questione. Fatto sta che, pur pensando che sia solo uno spot, il solo pensiero e successiva messa in produzione di uno spot feticista (che lo stesso YouTube sul quale ho visto il primo video, ha marcato come contenuti non adatti ad un pubblico minore), a mio avviso è veramente l'ultima spiaggia del marketing, e onestamente credo proprio che eviterò quella catena dovesse essere pure l'unico albergo nel deserto del Nevada che incontrerò. Questo sebbene sulla vera home page della catena alberghiera, di quell'insulso video non vi è comunque traccia e la catena sembra di tutto rispetto.

 

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Creare siti web e pubblicarli è divenuto sempre più facile di questi tempi. Ma per quanto riguarda i contenuti, sia sotto un profilo qualitativo che sotto quello di interesse globale e quindi di rintracciabilità, è tutt'altra storia.

In questo frangente bisogna fare tutte quelle attività necessarie per dar luogo ad un interesse anche da parte del motore di ricerca, e bisogna poi utilizzare gli strumenti giusti per verificare l'interesse di questi motori nei confronti del sito web in questione.

 

Tra questi strumenti, per quanto concerne quelli solo on line, il Google Webmaster Tool lo conoscono bene o male tutti quanti quelli del settore. Microsoft, dal canto suo, non poteva rimanere indifferente, e sebbene in ritardo, poco meno di un anno fa lanciò il suo strumento. Ho avuto la fortuna di partecipare alla beta (solo su invito) e veder crescere questo strumento. Ci sono molte cose che il tool Microsoft non fa se lo si paragona allo strumento di Mountain View. Tuttavia, è con estremo interesse che in questi giorni è stato dato l'annuncio di un update del tool, ora in grado di riportare i Crawl Issues, ovvero i problemi di navigazione.

 

Direte voi, chissà mai cosa hanno inventato. In effetti non è che abbiano scoperto o inventato l'acqua calda. A differenza però di quanto ci ha abituato fino ad oggi Google con il sua scansione web che riporta principalmente errori di accesso ai file (vogliano essere generati da timeout, piuttosto che file non raggiungibili a livello http, sitemap o robots) lo strumento Microsoft si preoccupa di sviscerare le seguenti informazioni:

 

  • File Not Found (404), il classico errore della pagina rimossa, ma con una marci in più, perchè a differenza di Google, il tool live riporta anche la pagina da dove il link con la pagina mancante è stato trovato. Questa cosa, nonostante l'abbia più volte segnalata, ancora non è stata implementata.
  • Blocked by REP, ovvero le pagine trovate dal crawler, ma bloccate dal Robots Exclusion Protocol (REP), esclusione impostabile - giusto per completezza - tanto nel meta tag della pagina che nel file robots.txt.
  • Long Dynamic URLs, ovvero quelle query parametriche spaventose, non SEO ottimizzate che possono creare anche loop al crawler.
  • Unsupported Content-Types. Questa è un pò più Microsoft Style. Live infatti non accetta tutti i content-type restituibili tramite web, quindi in questa sezione si preoccupano di riportare eventuali occorrenze di casi trovati per la rete.

Un piccolo cambiamento, in fin dei conti, ma pur sempre un passo avanti per noi SEO e SEM manager. Speriamo solo che la prossima novità non arrivi tra altri 5 mesi.

 


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Buon Ferragosto a tutti

Pubblicata il 15/08/2008 da admin in Amenità della rete Tags:

Oggi niente lavoro. Solo lasagne al forno, agnello porchettato e tanta anguria fresca. E stasera, se avrò ancora fame, una bella pizza al forno a legna che ho costruito recentemente in giardino.

 

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