Creare foto panoramiche virtuali

Qualche giorno fa, dopo aver visto Photosynth.net in azione con gli esempi presenti sul sito Microsoft, mi è venuta voglia di provare a fare delle foto panoramiche anche a me. Il fatto di dover lavorare esclusivamente con XP però, proprio non mi allettava. Vista del resto, l’ho anche cancellato come macchina virtuale, traslocando tutto su Windows Server 2008, decisamente più stabile.

Ricordavo, in passato, di aver già visto qualcosa di simile, però pensavo all’epoca fosse tutto frutto di chissà quali strane alchimie; anzi, a buon bisogno, considerato l’epoca in cui ho visto l’ultima volta una foto panoramica virtuale – passatemi il termine – nella quale potevi muoverti all’interno, l’alchimia ci sarà pure stata.

Concentriamoci quindi sul presente e sull’occorrente per realizzare una fotografia panoramica.

  1. Assolutamente indispensabile una macchina fotografica semi professionale. Lasciate perdere le compatte, che a buon bisogno non hanno nemmeno il supporto per il cavalletto;
  2. Un cavalletto. E’ assolutamente indispensabile avere un baricentro dal quale realizzare tutte le foto. Scordatevi di fare affidamento sul vostro spiccato senso di precisione e di equilibrio;
  3. L’obiettivo della macchina. Se avete una reflex e disponete di un obiettivo FishEye, sicuramente impiegherete meno tempo negli scatti che se utilizzate un obiettivo tradizionale.
  4. Un software per fare stiching, che elenco dopo;
  5. Un software per convertire la foto panoramica in formato VR;
  6. Tanta pazienza!

Scattiamo le nostre fotografie

Indipendentemente dal tipo di obiettivo che avete, quello che dovete fare è scattare delle foto in un lasso di tempo piuttosto breve (per evitare l’alternarsi delle condizioni atmosferiche o le condizioni di luce) girandovi attorno.

Scegliete voi l’altezza del cavalletto; questa non ha alcuna importanza se non sull’ambiente ripreso, ma è logico che più state comodi e minori saranno le possibilità di spostare inavvertitamente macchina e cavalletto stesso – che ricordo essere indispensabile.

Il più piccolo cambiamento della posizione originale, darà infatti risultati falsati durante la fase di stiching. Nelle prove che ho fatto (assolutamente da profano in materia) ho visto che con un FishEye attaccato alla mia Pentax K100D per ottenere il panorama completo ci vogliono (nel solo senso circolare) non più di 6, massimo 8 foto. Con un obiettivo 18-55mm aperto al massimo ne ho dovute scattare dalle 14 alle 16. Vi posso assicurare che la differenza si nota durante la fase di elaborazione delle immagini. Minori sono le foto, infatti, minore sarà il tempo impiegato dal software.

Per ottenere un risultato ancora più impressionante, terminato il giro intorno a voi stessi, potete anche scattere circa 4 foto con una diagonale alta e una bassa, sempre nell’ambito dei 360°. Questo vi darà la possibilità di allargare il vostro campo d’azione, quindi l’altezza complessiva dell’immagine finale.

Software

Ok, avete le vostre foto. Copiatele dalla cartella della memory card sul vostro hard disk e assicuratevi di avere sufficiente spazio a disposizione. Una elaborazione media, con tutti i software che ho provato arriva a succhiare anche fino a 3GB di spazio disco per generare il file intermedio.

Ho provato esclusivamente software per Mac, quindi non commentatemi scrivendo “Sai ho Windows e non riesco a trovare questo o quel software”. Anzi faccio di meglio, vi riporto il link della pagina dalla quale sono partito anche io con le ricerche.

I miei test si sono basati fondamentalmente su quattro software: Calico (che non link perchè non funziona; quantomeno a me non ha prodotto risultati di alcun tipo). Ho poi tentato con Adobe Photoshop CS3 Extended, con la sua funzione Photomerge che boccio in pieno: mi sarei aspettato decisamente meglio da una suite, che sebbene non sia nata per questo scopo, visto l’elevato prezzo di vendita potevano anche curare meglio quest’aspetto giacchè la mettono a disposizione.

Infine i due software che vanno per la maggiore: PTGui Pro e Autopano Pro.

Ovviamente non parlo a livello di esperto. Come dicevo ho appena iniziato con questa cosa delle foto panoramiche e l’ho fatto per puro diletto, quindi non credo nemmeno che avrò altre occasioni di sperimentare questa cosa. Quanto sto per dire è quindi frutto di un misero pomeriggio di test e di una impressione da profano.

Ebbene, entrambe i software mi sembrano estremamente completi, in grado di fare tutto. C’è però da dire che mentre PTGui è estremamente veloce in tutte le sue operazioni, compresa quella di snitching, l’idea è tutt’altro quella che di un software user friendly, contrariamente ad AutoPano Pro.

PTGui è decisamente più macchiavellico: necessita di parecchi parametri da dover settare e comunque alla fine non sono riuscito ad ottenere una foto panoramica soddisfacente da poter passare al software per generare la VR (Sotto poi riporto tre screenshot dello snitching ottenuto con i tre diversi software).

La possibilità di muovere e riposizionare le immagini dentro la modalità panorama a PTGui è anch’essa incredibilmente veloce, ma di difficile allineamento. Si deve fare un pò tutto ad occhio, quindi o si sà quel che si sta facendo, oppure se non si stà attenti ecco che scappano fuori quadri astratti.

Autopano Pro, di contro, è deciamente più lento in tutto e per tutto. Addrittura uno sticthing dalla medesima sorgente di 15 foto, con Autopano ci ho messo qualcosa come 30 minuti circa contro scarso 1 minuto di PTGui. Tuttavia l’impressione che mi dà Autopano è quella di una interfaccia più amichevole, non fosse altro per la differente disposione degli elementi e comunque per un uso di qualche icona con dei tooltip che per un primo approccio proprio non guastano.

Cosa che ho trovato immediatamente differenti tra AutoPano e PTGui è stata la presenza nel primo di supporto per obiettivi FishEye, per il cropping circolare, per delle funzioni di centratura basate su delle linee verticali. Queste cose nel primo in PTGui non le ho trovate. Forse non le ho cercate bene, ma di certo l’help non è d’aiuto. Autopano ha un wiki con alcuni tutorial che nel bene o nel male ti inizializzano all’uso del software, PTGui qualche paginetta striminsita con due foto e via.

Si ma quale compro? Dovessi scegliere, tra quanto ho potuto vedere, anche tenuto conto del fatto che le caratteristiche avanzate di PTGui sono presenti per l’appunto nella sola versione Pro al pari invece di Autopano che è rilasciato in versione unica, considerato il costo di Autopano inferiore, io personalmente opterei per questo nonostante i tempi di elaborazione decisamente più lunghi: ma del resto non è che devo fare le gare a chi fa più foto panoramiche.

Al di là della scelta del software, prima di poter virtualizzare il vostro panorama, dovrete crearlo. Ecco allora che dal software prescelto dovrete creare la foto di 360° di campo visivo in orizzontale e almeno 100° in senso verticale. Poi maggiore è la dimensione in senso verticale e quanto più l’effetto movimento sembrerà realistico perchè vi sembrerà davvero di potervi muovere nella scena. Quest’ultima considerazione vale, ovviamente, se intendete procedere oltre e rendere virtuale la vostra foto. Se è solo la foto panoramica quella che stavate cercando, allora l’angolo di visuale verticale non ha molta importanza.

ptguipro.jpg adobecs3pthomerge.jpg Autopanopro.jpg

In queste tre foto, nell’ordine, PTGui Pro, Phostoshop e AutoPano. Notate lo scandolo di snitching prodotto da Photoshop, la buona prossimità di PTGui e direi quasi la perfezione di Autopano.

Virtualizziamo la foto

Virtualizzare la foto significa prendere quel panorama appena generato e applicarlo nel di dentro di una sfera, facendo in modo che si possa poi – con le funzionalità native di Flash o di QuickTime di potercisi muovere all’interno. Ci occorre quindi un altro software e anche qui la scelta è abbastanza ampia per Windows e limitata per Mac. Ne ho provato quindi uno solo, quello della Garden Gnome Software: Pano2VR. A dire il vero sembra ne esista anche un altro, ma è piuttosto datato. Ultima release 2006, quindi ho preferito soprassedere.

L’uso di questo software è veramente semplice. Si sceglie il file con il formato del panorama, si impostano i margini di visualizzazione (più che altro alto e basso, visto che destra e sinistra sono contigui), dati dell’autore, il formatoin cui si vuole la destinazione (Flash o QuickTime) e si genera il file in pochissimi secondi, pronto all’uso. Certo, magari sono stato riduttivo, ci sarà qualche altra cosina da aggiustare, ma nulla di così complicato quanto le impostazione per lo snitching.

Conclusione

Ad operazione completata avrete anche voi il vostro fantastico panorama virtuale. Addirittura se lo create in Flash, inseribile dentro a delle pagine web. Avrei già in mente alcune possibili applicazioni: ora tutto sta a vedere se i clienti alle quali le propongo sono disposte ad investire qualche decina di euro per pagarmi la giornata per fargli una o due foto panoramiche virtuali.

Tutto questo discorso, ovviamente non ha senso se ci si rivolge verso soluzioni hardware. Facendo una ricerca veloce ho trovato addirittura questo obiettivo che sembra fare tutto, ma ovviamente non ho avuto modo (ne avrò mai) di provarlo.

6 thoughts on “Creare foto panoramiche virtuali”

  1. Ciao Andrea, volevo solo fare una precisazione: nel volere realizzare una foto panoramica, in partcolare di interni, è necessario fare uso di una “Testa Panoramica” fissata ad un solido cavalletto, pena l’impossibilità da parte di software come PTGui o Autopano di realizzare uno stitching perfetto. L’errore di parallasse ovvero il mancato calcolo del punto nodale dell’obiettivo introduce un errore di fondo che rende difficilissimo allineare correttamente le fotografie.

  2. La testa panoramica è consigliata ma non fondamentale, consiglio di provare comunque panoramiche esterne senza. Autopano l’ho provato e non è il massimo, come dici tu è lento e pensante. Ho letto su un articolo (mi pare su DigitalCamera o Photoshop Magazine) di alti software usati da fotografiavirtuale.com piuttosto che arounder.com o haltadefinizione.com che sono parecchio più performanti, ma dicevano appunto che per iniziare PTGui Pro è la scelta migliore, come hai giustamente confermato.

    Un saluto e ottimo articolo!
    Enrico

  3. Buonasera Andrea, mi chiedevo quale software potevo utilizzare per creare con diverse foto panoramiche un effetto streetview di google, dove si possa navigare di foto in foto.
    Un cordiale saluto.
    Adriano Boldrin

    1. Ciao Adriano,
      no, purtroppo non conosco alcun software che faccia questo genere di operazione e dubito che esista, perchè lo stesso Google carica in sequenza una immagine dopo l’altra.

  4. Se ancora esiste, perchè utilizzavo questo sistema anni fa, diciamo circa 10, si può fare con il sistema iPix di Nikon. All’epoca il costo era elevato. Si vendevano dei pacchetti di chiavi per il salvataggio delle fotografie immersive. All’interno del pacchetto avevi un software che ti permetteva, oltre che di cucire appunto le due semisfere catturate con un fish eye, di creare delle porte tra una fotografia e l’altra creando delle aree sensibili collegate con degli iperlink.
    Se esiste ancora il sistema sappi che devi essere un ottimo fotografo per fare delle fotografie dove non si veda la cucitura fra i due emisferi.
    Io realizzai il servizio per il museo doria pamphili a Roma e Genova dove si poteva seguire il percorso della mostra attraverso le fotografie immersive.
    Ora non è più online però puoi approfondire qui http://www.ipix.com/

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