Wall-E

Sabato scorso, dopo tre mesi, finalmente decido di concedermi un paio di ore per un film al cinema. L’indecisione netta tra qualcosa di compatibile anche per la mia piccola marmocchia e qualcosa ti più movimentato come La Mummia 3, mi ha fatto propendere per il cartone animato (anche se a dirla tutta, mia figlia voleva andare a vedere La Mummia).

Ok, il cartone scelto non sarà il film dell’anno, non riceverà premi oscar o altro, ma quanto meno il premio al buon senso dovrebbe vincerlo. Con tanto di cappello, il nuovo progetto dei laboratori Pixar, è stato veramente ben fatto, e purtroppo rimarca uno dei problemi del nostro secolo: la spazzattura. Ne sanno qualcosa a Napoli e il simpatico robottino, Wall-E.

Il compito di questo robottino era quello di impilare la spazzatura dopo averla compressa nel suo cubo-stomaco, per far spazio ad una popolazione mondiale letteralmente scappata nello spazio che era affogata anni prima dentro ai tecno-rifiuti.
Correva l’anno 2000 e qualche spiccio quando tutta la terra venne abbandonata per fuggire lontano su di una nave spaziale, affogata di tecnologia che ha soppresso in tutto e per tutto la volontà degli abitanti della nave, diventati obesi al punto che anche le più semplici operazioni erano diventate per loro impossibili.

Muovendosi su delle sdraio teleguidate da un sistema di riconoscimento del percorso, comunicando tra loro con dei monitor videoproiettati tra di loro … e mi fermo qua, altrimenti non andate più a vedere il cartone.

Quello su cui – purtroppo – vorrei soffermarmi è l’aspetto più intrinseco del film, la capacità di sviscerare una profonda realtà alla quale ci stiamo avvicinando consapevolmente senza fare nulla o quasi. Precauzioni che già da decenni dovrebbero essere state prese, e invece ammuffiscono negli incartamenti di qualche assurdo burocrate o di un sistema tendenzialmente portato al consumismo per il beneficio di pochi.

Una consapevolezza generalizzata che però, di fronte alle barriere della burocrazia o dell’ignoranza, viene spesso meno. Vedasi gli incentivi per l’installazione dei pannelli solari per la produzione di energia elettrica, la diffusione di sistemi di combustibile alternativo quali l’idrogeno (o quel fantomatico motore ad acqua nascosto in chissà quale cassetto), l’intelligenza delle persone che si ostinano (almeno qua nel mio paese) ad ignorare i cassonetti per la raccolta differenziata perchè ritengono più prezioso il loro tempo.

Di questo passo, il 2700 e qualche cosa, quel futuro ipotetico in cui Wall-E ammassava rifiuti, e IV EVE (letto iiv) tornata sul pianeta terra per vedere se vi era di nuovo spazio per le piante, non mi paiono più di tanto una presunzione cinematografica.

Considerato lo spessore del film, consiglio la visione ad un pubblico dai 6 anni in su.

Technorati tags: ,

2 thoughts on “Wall-E”

  1. Bellissimo film, all’inizo pensavo fosse un film da bambini e invece è motlo più serio di quanto si possa pensare, davvero molto bello, soprattutto per le citazioni ad Apple ma anche per la visione del mondo che comunque da una piccola speranza nel futuro, solo se la gente ha davvero amore per la Terra, ne ho parlato qua: http://saint-andres.blogspot.com/2008/10/wall-e.html, se gli vuoi dare un’occhiata, grazie!

  2. Ciao Saint Andres,

    grazie per il tuo commento. Ho letto con interesse il tuo post. E’ un’altra visione del film, una recensione vera e proprio che non avresti potuto fare meglio. Complimenti.

Comments are closed.