Legge sul copyright digitale: viene rispettata realmente?

E’ una domanda che mi sono sempre posto. Chi si deve preoccupare di verificare la legalità sul web? L’autore in primis, ma come fare con un corollario di documenti che sfiora i 30 miliardi di pagine? E soprattutto come averla vinta?

I processi legali, ahimè, si sà quando iniziano e non quando finiscono, specie qua in Italia. Giusto oggi, di sfuggita mi è capitato di sentire una notizia di un tale che erano 17 anni che era impelagato con qualche cosa di giuridico. Non ho sentito il nome, ne gli estremi e nemmeno mi interssano … ma cavolo 17 anni?? Cioè qualcuno da 17 anni a questa parte è stato retribuito con le tasse che noi paghiamo per far fronte a qualcosa di (forse) illegale senza peraltro esserne ancora venuto a capo? Ma chi paga tutto questo spreco di risorse?

Caro Ministro Gelmini, se stai leggendo questo blog, perchè non ti metti d’accordo con il Ministro della Giustizia per operare i tagli dove veramente servono? (Sfogo politico – doveroso sebbene non più studente – a parte – NDR).

Nel marasma della legalità, Google non fa orecchie da mercante. Oggi, navigando, mi sono imbattuto in questa piè di pagina.

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Di concerto con la Chilling Effects Clearinghouse (un progetto di ricerca accademico condotto da un team di universita’ del Nord America il cui scopo è di aiutare il pubblico a capire i suoi diritti legali nell’erà di Internet), Google ricevuta una notifica formale si preoccupa di rimuovere dai suoi indici le eventuali pagine oggetto di contestazione, almeno fintanto che prova contraria della contestazione venga dimostrata.

Trovo la cosa sensazionale per il semplice fatto che vengono presi comunque dei provvedimenti a priori, evitando che ulteriori danni possano essere cagionati nei confronti dei soggetti le cui pagine indicizzate distraggono l’utente finale e lo inducono a pensare e/o compiere azioni attraverso e/o a favore dei siti terzi piuttosto che di quello leso, semplicemente perchè l’utente finale vi può accedere mediante il motore di ricerca.
Per una volta tanto quindi anche i tempi di reazione di Internet si riducono drasticamente. Certo, questo dovrebbe essere un esempio da seguire … ma questo non ci è dato saperlo ne e se quando questo avverrà.

Infatti, non tutti sono disponibili a riconoscere i propri errori, e spesso e volentieri questi eccezionali tempi biblici utilizzati per capire chi deve fare cosa, sono solo un vantaggio per quelli che ledono i diritti altrui.

Attenzione però a fare richieste insensate, perchè potreste rimetterci le penne, anzi il portafoglio, come descritto in questa pagina.

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