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Il coretto dei "te l'avevo detto" parte fra trenta secondi: se volete unirvi, ecco i dettagli della storia. Il Telegraph ha annunciato che Facebook intende sfruttare i dati personali dei suoi iscritti, ormai arrivati a quota 150 milioni, per creare uno dei più grandi sistemi del mondo per le ricerche di mercato. Facebook, nonostante la propria popolarità, fa infatti fatica a guadagnare dalla pubblicità che ospita attualmente.
Alle multinazionali del marketing verrà offerta la possibilità di effettuare sondaggi mirati per valutare l'interesse dei consumatori verso nuovi prodotti, selezionando gli intervistati in base, per esempio, allo stato civile o ai loro gusti sessuali. Questo, perlomeno, il proposito dichiarato da Randi Zuckerberg, responsabile per il mercato globale nonché sorella del ventiquattrenne Mark fondatore di Facebook, al World Economic Forum di Davos.
Al Forum, i responsabili di Facebook hanno dimostrato la velocità di risposta del sistema ponendo in tempo reale varie domande agli utenti in tutto il mondo e restituendo le risposte ai delegati in pochi minuti. Per esempio, sono stati selezionati e interpellati gli utenti in Palestina e in Israele con domande sulla pace globale e sono stati contattati 120.000 utenti statunitensi per chiedere loro se i piani di rilancio economico di Barack Obama secondo loro sarebbero stati sufficienti a salvare l'economia USA (quasi il 60% ha detto di no).
Facebook ha già venduto il sistema di sondaggi, denominato engagement ads ("spot d'impegno"), ad almeno una grande società di ricerca di lavoro. Se siete utenti di Facebook, forse è il caso di dare un'occhiata a quali dati personali avete regalato a questo nuovo strumento di marketing.
Questo articolo è stato edito da Paolo Attivissimo, e dietro suo consenso, mi sono permesso di riproporlo affinchè anche i miei pochi lettori vengano informati di questa situazione che ritengo estremamente pericolosa e lesiva dei nostri diritti di utenti della rete.
Mi chiamo Andrea Moro, sono un appassionato di informatica da quando avevo 8 anni e da quando mio padre mi regalò il C64.
Qualche anno più tardi, il mio primo pc e nel 1994 la prima esperienza con Internet, di cui mi sono subito innamorato e con cui oggi mando avanti la mia attività di Web Designing e posizionamento nei motori di ricerca.
cam
February 12th, 2009 alle 14:30
te l’avevo detto… nel senso che io mi ero cancellato già prima dell’articolo di attivissimo.
Andrea Moro
February 12th, 2009 alle 14:47
[b]@ cam[/b]:
Ahahahah Dino, non penso però che basti la semplice cancellazione.
Effettivamente poi, valutando la situazione, penso che tutti questi danni non potranno mai essere patiti dagli utenti finali. Il guadagno sarebbe per FB in questo caso, che del resto seppur assimilabile ad una stronzata, ti ho offre comunque un servizio gratuito da cui tutti ne traiamo un beneficio.
Chi compra questi dati sono società (perchè i freelancer non certo potrebbero permetterselo) che fanno in parte anche il mio lavoro. Quindi è tutta una catena