Dormire nei dirtorni di Londra

Con l’avvento di Ryanair, inutile negarlo, le opportunità di viaggiare verso paesi europei si sono sicuramente ampliate per noi italiani. E non sò quanto ringrazierò la politica di O’Really nello scegliere aereoporti di secondo ordine per questa cosa, se non altro anche per chi abita nei pressi di Pescara, può permettersi un viaggetto ogni tanto.IMG_0032

Certo che se Ryanair mettesse qualche altra destinazione, male non sarebbe.

Detto questo. L’ultima volta che sono stato ain Inghilterra, ho dormito a Londra in uno degli alberghi della catena RCA come la volta precedente (e l’hotel anche in questo caso si è confermato all’altezza del prezzo pagato), mentre nel mio ultimo giorno di viaggio ho scelto di dormire nei pressi dell’aereoporto, con tutti gli annessi e connessi del caso (leggasi aerei che ti turbano il sonno – ndr).Bonnington

Tuttavia, il vantaggio inequivocabile è che la mattina dopo sei praticamente all’aereoporto e quindi non sei costretto ad orrende levatacce mattudine e corse all’inverosimile sul filo del tempo.

L’ultima volta, sono stato ad un B&B che si chiama Bonnington, a Bishops Stortford che è la fermata prima di Stansted Aereoporto per parlare in termini di Stansted Express.

The George

Le camere sono spaziose, pulite, con televisore e bagno. Riscaldamento autonomo con stufetta elettrica (dal sibilo rumoroso di notte). Non hanno la connessione ad internet, o per lo meno dicono di averla, ma hanno messo una pwd per la loro wi-fi in caratteri maiuscoli che al terzo tentativo con l’iphone, vista la lunghezza della password ci ho rinunciato del tutto.The George
Unica nota negativa è la colazione. Fai da te, senza nemmeno un bollitore per scaldare un pò di latte. Ma se penso che il tizio mi è venuto a prendere alla stazione del treno e mi ha accompagnato la mattina dopo all’aereoporto, la spesa di 50 euro è più che accettabile.

Di fronte al B&B poi, c’è un pub che si chiama The George. Si mangiano cose sfiziose e abbondantissime, con un prezzo che credetemi lo leggete in pound, ma in pound non è, e se siete stati a Londra almeno un’altra volta capite quello di cui sto parlando.

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