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Mai sentito parlare del carsharing? Se abitate in un piccolo paese di periferia, probabilmente no; di contro se siete di casa in una “grande città” come Roma o Milano, forse potreste averne sentito parlare.
Dal sentito parlare all’utilizzarlo, probabilmente di acqua sotto i ponti ce ne passa, perché per quanto se ne dica l’auto in Italia è ancora uno di quei beni personali che – come la moglie – non si condivide (a meno che non siate tipi di larghe vedute).
In buona sostanza, giusto per rientrare nelle righe di un post serio, il car sharing è appunto la condivisione di una macchina. Invece che sobbarcarvi spese di acquisto e manutenzione, non fate altro che “iscrivervi” ad una agenzia che si preoccupa di noleggiare l’auto prescelta e condividerla con un gruppo di persone che, a turno, utilizzeranno la vettura.
Per esempio, sapete che il lunedì non lavorate, ovviamente la macchina non vi serve e potreste farne a meno, lasciandola libera per il vostro co-guidatore. Non entro nei dettagli più specifici, perché non li conosco nemmeno io, in quanto abitante di piccola cittadina di periferia, tuttavia è una cosa che trovo estremamente sensata, molto ecologica e altrettanto economica se valutata in un periodo di media-lunga durata.
Nulla a che vedere quindi con leasing e affitti vari, e sicuramente il sistema ha i suoi pro come pure i suoi contro: per esempio il primo che mi viene in mente è se uno degli altri guidatori fuma e vi infesta la macchina di nicotina!
Tuttavia mi rendo conto che una soluzione del genere non è per tutti e soprattutto non rientra, come dicevo sopra, nella nostra mentalità di italiano.
C’è tuttavia un altro sistema che non prevede nulla di così astruso, che è quello del road sharing. Quante volte vi è capitato di andare ad una partita di calcio o al cinema assieme a degli amici. E in vacanza? O – come più comunemente accade – al lavoro?
Bene, per ridurre le spese, sempre più spesso le persone che si conoscono si mettono d’accordo e a turno ognuno mette a disposizione la propria macchina per il comune tragitto. Ma cosa succede se due o più non si conoscono? Ecco allora che RoadSharing può tornarci utile. Il sito offre una community dove registrarsi e ricercare l’auto e il gruppo di persone per condividere itinerari di qualsiasi tipo.
Il fine principale è quello di ridurre i costi del trasporto attraverso la pratica della cosiddetta mobilità sostenibile e ora che il sito è disponibile anche in italiano, penso che una nuova fetta di mercato potrà interessarsi a questo nuovo modo di sostenere l’ambiente.
Ovviamente bisogna prendere la mano con il sistema e con l’interfaccia che, per quanto in stile web 2.0, presenta alcuni spigoli che io avrei risolto diversamente.
Mi chiamo Andrea Moro, sono un appassionato di informatica da quando avevo 8 anni e da quando mio padre mi regalò il C64.
Qualche anno più tardi, il mio primo pc e nel 1994 la prima esperienza con Internet, di cui mi sono subito innamorato e con cui oggi mando avanti la mia attività di Web Designing e posizionamento nei motori di ricerca.
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