Terremoto in Abruzzo

Ore 3.31 am di lunedì 6 aprile 2009. Credo che questa data entrerà nella lista di quelle cose che si vorrebbero definitivamente cancellare dalla propria memoria.
Eppure, il terremoto di questa notte con epicentro la provincia di L’Aquila, è un tragico evento che difficilmente potrà essere scordato.

Il mio orologio segnava le 3.35, ma forse è più probabile che andasse male, perchè non credo che un terremoto della scala Ricther 6,7 (o Mercalli?? – scusate non sono un sismologo – NDR) possa impiegare ben quattro minuti per raggiungere l’estremità orientale dell’Italia, specie se consideriamo che da L’Aquila, qui a Crecchio dove abito io, sono scarsi 100 km in linea d’aria. Mi sono svegliato di soprassalto sentendo la mia casa (costruzione singola) tremare tutta. Una esperienza, nel suo piccolo, che mancava alla lista di quante ne ho viste nella mia breve vita.

Il terremoto è giunto fino a Roma e in alcuni casi ha sconfinato anche nelle Marche ed in Campania. Non leggo nulla dell’Umbria, ma sicuramente qualche ripercussione ci sarà stata anche li. Dopo 7 ore dall’evento, nella zona dove l’evento ha avuto luogo, si contano 27 morti e 30 dispersi. Questo senza contare danni a strutture e di riflesso a tutta l’economia del centro Italia. Cifre queste che, come per eventi simili a questo, sono putroppo destinate a salire.

Che dire. Un sentito cordoglio a chi nell’ignoranza è stata vittima di questo ennesimo evento, ma al contempo una profonda rabbia, specie se si pensa che erano settimane che un ricercatore, Giampaolo Giuliani, aveva previsto la scossa tellurica e allertato chi di dovere. Ma sapete la cosa buffa? Invece di essere preso in considerazione, il nostro ricercatore è stato anche denunciato per falso allarmismo. Queste cose solo in Italia possono succedere.

Cosa speravano i sindaci e i vari altri personaggi coinvolti in questa kermesse giudiziaria? Avevano paura di rovinare il ponte pasquale e con esso tutto l’indotto che il turismo abruzzese avrebbe portato con se?
Sono a questo punto contento che il tragico evento sia successo questa notte.

Suggerirei al Giuliani di preparare le valigie e andare a cercare un posto di lavoro all’estero, perchè sicuramente ci sarà qualcuno che lo starà attendendo a braccia aperte per offrirgli un posto di lavoro degno di quella riconoscenza che – come al solito – in Italia manca!
Inoltre, gli suggerirei di valutare lui l’ipotesi di far partire una vicenda giudiziaria contro tutti quegli ignoranti che nei giorni scorsi lo hanno deriso.

Nel frattempo non ci resta che rimboccarsi le maniche e riniziare a ricostruire lo sfacelo creato dal terremoto.

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2 thoughts on “Terremoto in Abruzzo”

  1. Innanzi tutto vorrei esprimere anche io il mio cordoglio a tutti quanti hanno subito questo drammatico evento.

    Poi vorrei, senza per questo sfociare in polemiche peraltro fuori luogo in questo momento, in una riflessione su quanto da te, ma non solo da te, riportato sulle esternazioni del ricercatore.
    Ovviamente la sua intuizione si è rivelata tragicamente giusta, ma a mio avviso è sbagliato focalizzare la nostra attenzione su questo particolare fatto e proverò a spiegarti il perchè. Ad oggi è praticamente impossibile stabilire luogo, data e ora ed intensità di un evento sismico, certo ci sono fattori che fanno crescere enormemente le probabilità, ma come gestirle ? Evacuare una intera regione per giorni ? Settimane ? E chi dovrebbe prendersi la responsabilità di dire: ok il pericolo è passato tornate a casa vostra ? Non è questo il modo di affrontare e limitare questi eventi. Si deve agire prima.
    Le responsabilità vanno ricercate nelle costruzioni ed anche qui con dei distinguo. E’ decisamente più scandaloso che venga giù un edificio "strategico" e NUOVO come l’ospedale che non una casa del 1300.
    Guarda, anche se un giorno ci fossero gli strumenti per prevedere con precisione questi drammatici eventi, ciò sarebbe utile a salvare la vita delle persone, ma non la loro casa se questa non ha i requisiti.
    Quindi auguriamoci che qualche politico si rimbocchi le maniche e cerchi di affrontare questo argomento nella giusta maniera (io ci spero poco … ).

    Per chiudere, rinnovo ancora il mio cordoglio per tutte quelle persone decedute e per tutte quelle famiglie che in una notte hanno visto infrangersi tante certezze, Un saluto.

  2. Ciao Sanghino e grazie per il tuo commento e a nome di tutti gli abruzzesi un sentito grazie per la tua manifestazione.

    Quanto a ciò che hai esposto. Diciamo che a me quello che fa rabbia è il fatto che, nonostante vi siano stati dei ripetuti segnali di allarme, quindi ben oltre il semplice ricercatore, nessuno si sia mosso per verificare se ad un probabile evento qualcosa di ben più grave sarebbe potuto succedere.

    Per capirci, questi controlli di stabilità che stanno facendo a fatto compiuto, non avrebbero potuto farli prima?

    Parli bene, ci vuole prevenzione. Ora già Silvio sta partendo con una modifica al suo decreto casa. Penso sia, al di là del buon fine, un chiaro segnale di propaganda politica. L’ennesima. Perchè nel suo decreto casa questa cosa dell’antisismico non è stata prevista sin da subito?

    Quanto al ricercatore o ad una futura probabilità di previsione, certa o meno che vorrà essere. Se si ignorano anche i più piccoli segnali, tutto sarà sempre vano.
    Non si tratta di responsabilità a priori sul dire, fuori tutti dalle vostre case perchè succederà qualche cosa tra qualche giorno, con l’incertezza più totale, ma di dire. Forse succede … ok, verifichiamo se è tutto in ordine.

    Parafrasando, e concludo perchè penso di essermi già ripetuto, se ti si accende la spia in macchina che ti dice che qualcosa non va all’impianto frenante, cosa fai? Aspetti che ti schianti al muro, o vai dal meccanico per farla controllare?

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