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Spostare una risorsa, in genere una pagina html, dovrebbe automaticamente comportare l’attuazione di una politica di redirect 301 come avevo già spiegato in passato. Per brevità riassumo cosa faccia il redirect 301. Il redirect serve per reindirizzare la navigazione da una pagina ad un’altra in modo automatico.
La domanda che vi pongo oggi è questa (frutto di una domanda a cui ho risposto recentemente). Perchè necessariamente un redirect 301 e non un redirect html?
E’ vero, esistono diversi modi di effettuare un redirect, tra cui quello html, e se mi seguirete per le prossime righe, capirete anche voi perchè il 301 uno sia in assoluto il metodo migliore.
Redirect via HTML
Questo si attua inserendo nell’intestazione della pagina web (quindi tra i tag head) il meta refresh che indica alla pagina di caricarne una successiva reindirizzando il browser verso un’altra pagina dopo un certo lasso di secondi. Il meta tag in questione è:
In gergo, questo viene chiamato anche il redirect dei poveri. Il problema è che questo redirect opera in un contesto di pagine che esistono e che vengono caricate dal client, quindi di fatto al client che ne fa richiesta viene sempre trasferito un codice di stato 200 – pagina trovata.
Non viene quindi data nessuna informazione significativa – per il caso in questione – sull’origine e sulla destinazione. Per dirla in breve, ricorrete a questo sistema solo se non avete altra scelta, altrimenti non fatelo. Del resto è lo stesso W3C che ne scoraggia l’uso.
UPDATE: Google e’ ora in grado di riconoscere questo redirect come un 301, tuttavia utilizzare questo metodo solo se non se ne puo’ fare a meno.
Redirect via JavaScript
Consiste in un blocco di codice javascript inserito negli appositi tag che non farà altro che cambiare l’indirizzo corrente con quello specificato. Nella fattispecie si tratta del comando:
location.href=’http://www.indirizzodidestinazione.com/percorso’;
Anche questo metodo non ci consente di specificare lo Status Code necessario.
Redirect via codice server side
In questo caso non c’è una riga di codice unica perchè a seconda del linguaggio utilizzato la soluzione è ovviamente diversa. Nello specifico, con questo sistema si può operare correttamente, restituendo anche lo status code corretto. Tuttavia la fattibilità e immediatamente propozionale con le conoscenze di chi deve fare la modifica, quindi se si conosce o meno il linguaggio di programmazione in uso sul sito.
I primi due redirect sono il male perchè non specificando alcun tipo di “spostamento” intenzionale lasciano fraintendere ai motori di ricerca che la pagina caricata esista sempre; inoltre – di fatto – nessun valore (link juice) verrà mai trasferito dalla vecchia alla nuova pagina.
Parimenti, il motore di ricerca può fraintendere che un “refresh” così veloce della pagina (perchè solitamente si mette un tempo di intervallo pari a 0 secondi nel primo caso (redirect via html) mentre è una azione immediata nel caso javascript (a meno che non si contorni il codice con una istruzione timer) sia stato volutamente fatto per ingannare l’utente finale e il motore stesso, dando così luogo ad una forma di penalizzazione.
Peggio ancora se poi la pagina vecchia contiene lo stesso medesimo contenuto di quella di destinazione, in questo ulteriore caso si configura anche una penalizzazione per contenuti duplicati.
Il redirect 301 di contro informa il client chiamante che la vecchia pagina è stata spostata e di conseguenza il vecchio indirizzo non deve più essere tenuto in considerazione. Sebbene quindi – di fatto – la pagina in alcuni server può esistere ancora, non verranno generati problemi di sorta.
Come si fa a capire se un redirect 301 è stato digerito? Per questo, rimanete sintonizzati su questo blog. Prima o poi ne parlerò su Advanced Technology.
Mi chiamo Andrea Moro, sono un appassionato di informatica da quando avevo 8 anni e da quando mio padre mi regalò il C64.
Qualche anno più tardi, il mio primo pc e nel 1994 la prima esperienza con Internet, di cui mi sono subito innamorato e con cui oggi mando avanti la mia attività di Web Designing e posizionamento nei motori di ricerca.
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