Alcune affermazioni (false) sui siti internet

Realizzando siti web, stando a contatto con i clienti, fare del brainstorming, ovvero fargli esprimere le loro necessità, è qualcosa di assolutamente indispensabile, ma al tempo stesso un momento dove mettere i puntini sulle i. Già, perché spesso e volentieri i clienti partono da delle assunzioni quanto mai errate con le quali poi vanno in giro, credendo che tutto sia possibile e tutto funzioni come loro pensano.

Nulla di più sbagliato. Ho riassunto allora quelle che sono le più comuni assunzioni che in questi anni mi sono capitate. [more]

Tutti sanno che io ho fatto un sito internet, ovvero sanno come raggiungerlo!

Questa forse è quella più comune di tutti, ma è anche la più sbagliata. Fatto il vostro sito internet, voi siete nel limbo più assoluto. Parafrasando, immaginate il vostro sito internet come ad numero di telefono appena installato. Quanti lo conoscono? Nessuno, non fintanto che siete voi a dare questo nuovo numero di telefono (direct marketing) oppure il vostro numero verrà inserito nell’elenco telefonico alla prima ristampa. Ma attenzione, l’essere inserito nell’elenco (motore di ricerca) non vi assicura certo visibilità, non per lo meno quella di cui un sito internet ha bisogno per iniziare a trasformarsi da una spesa in un vero investimento che ritorni del ROI.
Questo ci collega alla seconda affermazione.

Ma io ho aperto il negozio x (o la struttura y) è chiaro che capiscano quello che vendo!

Siete davvero sicuri che un sito internet funzioni allo stesso modo di una vetrina di un negozio? Un sito internet, magari progettato con un pò troppa fretta, può non lasciare margini di comprensione al visitatore in quei famosi 10/20 secondi (quelli fatidici in cui l’utente medio decide se continuare la visita sul vostro sito).
Un esempio abbastanza lampante mi è capitato un paio di mesi fa, quando si presenta un possibile cliente che mi interpella per un nuovo sito internet. Si trattava di una nuova azienda, quindi uno dei lavori più complicati se vogliamo perché si deve ancora costruire una identità, e fatto salvo il logo, e un modesto payoff, questo personaggio non aveva nulla.

Il suo payoff recitava “progettazione e realizzazione di locali commerciali”, che per colui che legge lascia un messaggio abbastanza chiaro in mente e ci si aspetta di trovare delle belle foto di locali realizzati (per esempio), mentre il personaggio, avrebbe – a suo gusto – aperto il sito con due o tre foto di articoli di arredo del locale tipo sedie e tavoli, che sono invece articoli di complemento d’arredo.
Un messaggio fotografico sbagliato, non c’è che dire, perché entrando nel sito e trovando un messaggio abbinato a delle foto che non sono immediatamente rappresentative rispetto alla vera natura del business, può portare il visitatore a pensare di essere atterrato sul sito sbagliato.

Tanto è evidente che…

Sul web nulla è evidente! Gli utenti sono variegati, dai più avvezzi ai meno portati per l’uso del computer, quindi non diamo nulla per scontato, specie se si considera che un sito web non è come un libro che (solitamente) si inizia a leggere dalla prima pagina.
Questo per dire che ogni singola pagina deve essere chiara, parlare di un singolo argomento ed invitare a quella che si chiama la call-to-action, cioè fare qualcosa. Inserire un prodotto nel carrello se si tratta di un e-commerce, iscriversi ad una newsletter o molto più semplicemente andare nel form dei contatti e mandarvi una mail o telefonarvi.

Se però manca l’elemento chiave, l’evidenza del messaggio, sarà altrettanto evidente che il vostro sito avrà fallito nel suo obiettivo: la conversione.

Un menù chiaro e cristallino come l’acqua

Il vostro menù di navigazione dovrebbe essere semplice e cristallino, nonchè sempre presente per permettere al visitatore di “girare” il vostro sito senza per questo perdersi. Offire poi una breadcrumb toolbar, cioè delle molliche di pane come per Pollicino, è senza dubbio una buona scelta per grandi siti, o in alternativa lasciare “accesi” dei pulsanti per far capire immediatamente ad un primo impatto visivo dove ci si trova, anche se si sta all’interno di una sotto-sezione.

Quanto al tasto home. C’è chi sostiene sia meglio specificarlo, con un pulsante aggiuntivo, chi invece preferisce il logo come punto di ritorno. Non ho una personale opinione in merito, piuttosto lascio che sia il design del sito a guidarmi verso la scelta migliore.

Io voglio sapere nome, cognome, indirizzo e numero di telefono di chi mi visita

Benissimo! Voi sareste disposti a fornire i vostri dati? No? E’ perchè mai un utente dovrebbe farlo? Che cosa gli offrite in cambio? Niente? E allora? Con questo cliente sono stato un’ora a discutere sul fatto che fintanto che non offre un servizio – gratuito – in contropartita, non potrà mai sperare di ricevere informazioni preziose come l’e-mail con le quali poi tu cliente lo tampinerai di e-mail a più non posso offrendogli i tuoi prodotti e i tuoi servizi dei quali al povero malcapitato magari non gliene frega nulla.

Internet è bello, nel contesto del marketing, perchè sono io cliente che vengo in cerca di te fornitore quando ne ho bisogno, non il contrario. Cercare di equiparare il digital marketing al marketing tradizionale, è quasi spesso il primo errore che si fa e con il quale si sottovalutano i vari vantaggi che il canale offre.

Nella progettazione di un form di raccolta dati, cercate quindi di essere il più stringati possibile, richiedendo solamente quello di cui avete bisogno per la vostra specifica campagna. Ogni informazione da raccogliere in più, non necessaria, per quanto bella perchè vi fornirebbe un database estremamente ricco ed eterogeneo con il quale magari ipotizzare mille usi, può spaventare l’utente e farlo scappare ancora prima di aver riempito il secondo campo.

Pubblicalo così, tanto se poi non va bene lo aggiustiamo e chi è interessato ritorna

Anche questa è una delle più forti che ho sentito. Se sono interessato, ma trovo una incongruenza in quello che si dice, come lo si propone, se trovo foto scopiazzate a destra e a manca, testi ripetuti, e incollati senza nemmeno un controllo grammaticale e via dicendo, quanto veramente pensate che l’utente sia disposto a ritornare sul vostro sito?

Gli scenari sono due, o veramente siete l’unico fornitore della terra per quel dato prodotto / servizio, oppure voi quel visitatore non lo rivedrete più. Del resto perchè perdere tempo, quando la fuori, sul web, nascono ogni giorno 100 mila nuovi siti (tra siti personali, aziendali, blog … )?

Alla luce di queste mie esperienze, concludo lasciando un link di un post che ho scritto qualche mese fa, circa dei consigli utili per un sito web oppure potresti essere interessato ad alcune affermazioni false sulla SEO.

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