Referer spamming: un mix tra marketing e gray hat seo

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Oggi vi parlo di qualcosa che certamente non è nuovo, ma che molti giovani webmaster o gli indifferenti alle statistiche possono non aver notato.

Vi parlo del Referer spamming

Questa forma di spamming non può sfuggire agli accaniti e fedeli utenti di strumenti di web analisi, che non si limitano solo a contare quanti referer ha il proprio sito, ma che generalmente investigano (lato SEO) per capire se il referer esiste o meno citato nelle statistiche del proprio sito o del proprio blog esistono davvero.

Prima di tutto però è bene capire cosa sia un referer, e per farlo mi servirò di un banale esempio pratico. Apro il browser e digito un sito a caso: blog.teammatelabs.com e da questo trovo un articolo interessante con un collegamento verso la Web-MA, il cui tag anchor conterrà il seguente indirizzo http://www.web-ma.com.
Nel momento in cui si farà

click su questo link, un particolare campo nascosto trasmesso dal nostro browser al sito chiamato passa una stringa nel suo header il cui valore proprietà – chiamato referer – contiene il sito da cui la chiamata ha avuto origine (una stringa vuota nel caso il sito è stato aperto digitando l’url direttamente nella barra dell’indirizzo) nel nostro esempio http://blog.teammatelabs.com.

Tutto chiaro, ma questo cosa c’entra con lo spamming?

C’entra perchè alcuni personaggi (che non sò come definire) si divertono ad alterare (fare spoofing) di questo header e a trasmettere informazioni non vere ai siti web che visitano.

Questo innegabilmente va ad impattare sulla analisi delle statistiche e della web analytics, perchè i SEO così come tutti i webmaster un pò scaltri si preoccuperanno di verificare e capire da dove e come un certo utente è arrivato, quindi quando vedranno nelle loro statistiche che una visita è arrivata da un sito che mai prima era comparso nella lista dei referer (cioè dei referenti), la curiosità sarà tanta da andare a visitare il sito web in questione.

Va bene, ma a me questa cosa non dà fastidio.

Per carità, nemmeno a me dà fastidio, non più di tanto, ma quando poi iniziano a piovere quotidianamente visite da tutti i siti della terra, senza un reale perché, qualche dubbio questa faccenda me lo pone.

Perchè fare del referer spamming?

Ho provato a pensare a possibili soluzioni e ne ho trovate due. Una legata ad un contesto di digital marketing, e l’altra più SEO (gray hat – direi che ci sta tutta) che però ben si intreccia con la prima.

Vediamo di capire cosa succede. Come detto sopra nel momento in cui ci si collega alla piattaforma di web analisi, si cerca di capire se il referer esiste o meno, e per farlo vi è un solo (rapido) sistema, quello di aprire il sito e cercare il proprio riferimento.
Ora se aprendo un sito, vi trovate di fronte ad una risorsa in russo o in cinese, non vi iniziano a sorgere dei dubbi? A me si. E tanto è vero che pur – inutilmente – cercando il prorio link, non sarete mai in grado di trovarlo perchè il proprietario (o chi per lui) del dominio in questione si sarà preoccupato di fare del referer spamming.

Questo semplice click avrà però innescato un primo semplice processo, che è quello di aver “collezionato” una nuova visita da parte dell’ignaro webmaster, ma questo è il fattore meno importante.

Il motivo un pizzico più SEO oriented è che generalmente questi giochini vengono fatti per collezionare backlink! Avete letto bene, è un sistema che, con poco vi permetterà di ottenere tanti (forse) utili link al vostro sito.

Come? Avete presente quei servizi gratuiti di statistiche come ShinyStat per esempio che espongono il loro bannerino con il contatore visite sui vari siti e che, cliccandoci sopra, vi portano dentro le statistiche del sito stesso?
Ebbene, non capita con tutti, ma molti rendono pubbliche anche la parte dei referer ed essendo il contatore di ShinyStat collegato con il sito / dominio significa che lo spider quando passa per il dominio e inizierà a seguire tutti i link, inevitabilmente passerà anche per le statistiche di ShinyStat e da queste alla pagina dei referer che arriveranno anche a voi (Perchè ShinyStat al momento ha un bel meta tag robots=index, follow).

Conseguenza? Un backlink che si potrà raccimolare quasi con poco, perchè basterà per esempio fare una query su google del tipo allinurl:codice.shinystat.it e da questa iniziare a partire a fare spamming.

Attenzione, come dicevo sopra non è una cosa immediata, perchè primo non tutti mostrano la pagina dei referer, secondo è una operazione che per quanti automatismi volete mettere dentro, sempre un minimo di preparazione richiede e se – ipotizzando – partiamo da 1000 link per ottenere in cambio 10 link, forse il gioco non vale proprio la candela.

Ovviamente si possono prendere a campione anche altri siti che collezionano dati e statistiche, quindi lo shinystat di sopra era solo un esempio.

Parlando, invece, del secondo motivo, quello più Marketing oriented, basti pensare che invece di fornire la home page del sito come referer, si fornire una vera e propria sottopagina, indirizzata opportunamente a seconda della segmentazione utente che si è saputo ricavare visionando il sito.

Per capirci, visitando il mio blog, si capisce che mi interssa l’informatica, quindi non avrebbe senso presentarsi con un sito che parla di macchine da cucire o con corsi di pattinaggio artistico.
Magari ci cliccherò sopra più per curiosità che per altro, ma non è detto. Se, invece, il nome della pagina (SEO Friendly) presentatomi è sufficientemente esplicativo, sarò maggiormente interessato a cliccare, e se atterrando sulla landing page mi trovo con un prodotto o una promozione interessante, magari potranno esserci anche dei risvolti positivi per il sito che ha fatto spamming.

Tutto molto bello, mi hai messo una certa curiosità, come faccio a provare?

Il sistema più veloce per provare questo genere di giochini è usare una estenzione di Firefox che si chiama RefControl con il quale è possibile alterare il referer in una moltitudine di condizioni. Il plug-in andrebbe migliorato un poco, ma dato l’uso – limitato – che se ne dovrebbe fare, non perdo nemmeno tempo a segnalare le mie idee all’autore.

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5 thoughts on “Referer spamming: un mix tra marketing e gray hat seo”

  1. Si, come tecnica è effettivamente maliziosa. Però bisogna proprio dedicarci del tempo, anche se la quantità in un certo qual modo continua a pagare. Molto interessante comunque. Soprattutto per chi combatte nella giungla 🙂 e cammina col classico coltello tra i denti.

  2. Ciao Pietro

    in effetti sà molto di tecnica stile Rambo 😀 però ti posso assicurare che quotidianamente su questo blog ne trovo di link in ingresso di ogni genere e grado.

  3. Interessante… adesso capisco perché su un mio sito mi trovo una marea di visite da siti normali e visitandoli, cercando in lungo e in largo, non trovo nessun link verso di me… (e questo è il digital marketing).

    Poi, da almeno 2 anni, ricevo visite da sitacci porno e simili… (e questo sarebbe???).

    Per fortuna il sito va bene e il posizionamento non è mai stato intaccato.

  4. Ciao Daniele e benvenuto sul mio blog.

    Beh dire che il referer spamming è digital marketing mi pare esagerato. Diciamo che è una componente del DM, componente negativa. Un pò come il tag nofollow, nato con certi presupposti sani e diventato il male con il pagerank sculpting.

    Quanto a siti porno e affini, quelli non moriranno mai e sono i primi a far uso di questa tecnica, ma nel loro caso NON C’E’ PERICOLO DI INFLUENZA sul ranking perchè questi personaggi si limitano (per mia esperienza) solo a visitare il tuo sito con il referer alterato e nulla di più, per invogliarti a tornare sul loro e cercare il tuo BL.
    Questo perchè non avrebbe senso per loro iniettare il tuo referer dentro le statistiche di qualun’altro.
    Questo è un lavoro che tu fai per il tuo sito (se ti interessa), non il contrario.

  5. Commento un po’ in ritardo ma ho trovato interessante il tuo articolo. Se ho ben capito quindi, in realtà il sito che ti linka è un altro ma è stato hackerato. Google non tiene in qualche modo in considerazione anche il fatto che i siti che ti linkano siano di bassa qualità ? A mio avviso poi il webmaster dovrebbe stare attento se veramente è referer spamming. Mi è capitato di prendere un gestione che riceveva molte visite da siti russi legati a farmacie & simili. Il sito che avevo preso in gestione era stato hackerato modificando descrizioni e keywords e richiamando i link da tali siti 🙁

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