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Una delle cose che mancano a primo impatto quando si usa Google Analytics è la visione completa del full referer, cioè il path completo della pagina dalla quale un visitatore è arrivato.
Esistono almeno due buone ragioni perchè conoscere il referer è estremamente importante.
La prima motivazione fa capo ad un discorso di Branding (Reputation, Spreading, etc); è importante capire se qualche sito contiene dei riferimenti verso il nostro sito, e se questi riferimenti sono negativi piuttosto che positivi. Nel primo caso, è d’obbligo dar seguito con apposite azioni rivolte a capire cosa a spinto tal sito a pubblicare qualche elemento negativo nei nostri confronti (recensione, commento di un utente, ecc.)
La seconda ragione, verte ad un discorso più tecnico legato al SEO. Spesso ci si può ritrovare linkati da un sito x per il quale magari vale la pena andare a verificare il link, l’anchor text, la descrizione e magari approfondire con l’autore un rapporto più evoluto di scambio link e attività affini al mondo del web marketing. Tutta roba sana e pura, che poco c’entra con il referer spamming di cui ho parlato qualche giorno fa.
I passaggi sono pochi e semplici, la cosa più rognosa è che bisogna ripeterli per ogni singolo account che gestite, anche se li avete raggruppati sotto un unico profilo utente di Google. Per Google Analytics, infatti, non sembra esistere un profilo ombrello (MCC) come per AdWords.
Non vorrei sbagliarmi, ma sicuramente una cosa che potrebbero migliorare è questa storia dei filtri; basterebbe solo attivare una funzione di “copia e incolla”, ma fino ad allora bisogna seguire questi pochi passi.
Filter type: Advanced
Field A: Extract A: Referral (.*)
Field B: Extract B:
Output To: Constructor: User Defined $A1
Field A: Required: Y
Field B: Required: N
Override Output Field: Y
Case Sensitive: N
A questo punto, premesso qualche ora (giorno) di latenza durante i quali la piattaforma raccoglierà i dati, per vedere i vostri full referer non dovete far altro che andare in “Sorgenti traffico” dal menù a sinistra, scelgiere il sottomenù “siti di riferimento”, e dalla parte centrale del vostro report, sopra la testata della tabella riassuntiva cambiare la dimensione in “User defined value” (l’ultima della lista).
Et voilà! Il gioco è fatto.
Esisterebbe anche una seconda possibilità di modificare il referer, che poco mi ispira fiducia, e che per completezza vi rimando al post originale da dove ho recuperato le informazioni per impostare il full referer su Google Analytics.
Mi chiamo Andrea Moro, sono un appassionato di informatica da quando avevo 8 anni e da quando mio padre mi regalò il C64.
Qualche anno più tardi, il mio primo pc e nel 1994 la prima esperienza con Internet, di cui mi sono subito innamorato e con cui oggi mando avanti la mia attività di Web Designing e posizionamento nei motori di ricerca.
Marco Ziero
July 10th, 2009 alle 12:54
Io lo trovo molto comodo per riuscire a capire da che SERP (pagina 2, 3, 4…), è avvenuto l’accesso.
Di fatto mantiene una sorta di storico che mi permette di capire, in quel periodo, l’accesso da che SERP veniva, quindi il ranking a ritroso.
E’ macchinoso, ma analizzando uno per uno i diversi periodi, si possono capire i trend di posizionamenti (naturalmente tenendo in considerazione i disallineamenti dovuti ai diversi data center).
Andrea Moro
July 10th, 2009 alle 13:08
Ciao Marco
si in effetti è un ottimo sistema. Con il fatto che loro storicizzano i dati per lungo tempo e cmq anche grazie all’aggiunta del paramentro nel querystring, si può avere quasi uno strumento di ranking oltre che di web analisi.