Di cosa parlo oggi?

Photo by Paul Watson

Bella domanda! Spesso non è facile decidere di cosa parlare. Se hai un blog personale puoi parlare di quello che ti pare, male che vada i tuoi feeder non saranno interessati, e del resto i tuoi introiti AdSense non ne risentiranno un gran che.

Ma se sei un blogger professionista, un copy writer che scrive per una rivista o per un sito specializzato, certo farsi venire le idee senza scopiazzare è dura.

Ma la rete è li fuori, come un grande fratello, non solo per fornire risposte, ma anche per dare input. Come?

[more]Ipotizziamo il caso specifico, la nicchia in gergo, e il dover parlare necessariamente di uno specifico argomento. Se parlo di argomenti vecchi e stantii, difficilmente potrò suscitare interesse nella platea dei lettori, e quindi per quanto il mio pezzo sarà interessante, comunque non otterrò risultati perché nessuno avrà letto l’articolo o il post.

E allora come fare? Ovviamente la nostra platea di mezzi circoscritta dalla lingua italica è senza dubbio limitata.

Ma un primo – valido – sistema, potrebbe essere quello di analizzare cosa gli utente chiedono. Basta fare un giro su

diversi siti che aggregano domande / risposte per capire quali sono le potenziali necessità degli utenti e dirottare quindi la nostra “offerta”. Il più grande sito in assoluto, multilingua, è senza dubbio Yahoo! Answers.yahoo answer
Su questo sito si trovano domande e risposte di ogni genere e grado, anche piuttosto cretine, perchè il modello di business sembra funzionare. Un pratico sistema a punti invoglia l’utenza ad essere attiva.
Crei l’account Yahoo!, lo associ al sistema, poni la tua domanda e aspetti le risposte, o inizi a darne per poter guadagnare punti e fare nuove domande.

Passando a Facebook, sfortunatamente le sue API ancora non offrono ancora un supporto d’eccellenza e pertanto nessun sito esterno ha potuto realizzare dei servizi aggiuntivi per la ricerca nel network proprio come accade per Twitter (con ad esemio AskOnTwitter, TweetScan o FriendFeed ). Questo esclude di fatto Facebook dalla rosa degli strumenti validi per questo genere di operazioni, perchè al massimo si potrebbe consultare solo quello che dicono i nostri amici, ma certo quelli non sono una platea esauriente.twitter.jpg

Infatti l’uso del semplice punto interrogativo non restituisce nulla, senza considerare che non si possono passare dei parametri addizionali, quali ad esempio dei filtri come invece Twitter permette di fare.
Per esempio immettendo nella ricerca qualcosa tipo questo, si potrà cercare tutti i tweet che parlano dell’argomento SEO ma che non includono un link. Ovviamente la lista degli operatori di twitter è abbastanza articolata, e magari una lettura a questo post può chiarire le cose.

Si stima che il 19% dei tweet contenga un link e se lo contiene con buona probabilità non è una domanda, ma una risposta, quindi qualcosa a cui potremmo essere interessati, ma di cui forse non ci interessa parlare.

Ovviamente questi nuovi social tools non precludono certo la ricerca su forum o liste di nicchia, dove comunque continua ad esserci un gran numero di utenti che – magari per scelta – ignorano gli strumenti 2.0.

Se quindi hai voglia di scrivere, non scopiazzare dalle altre parti, ma cerca di essere originale e fornire sempre valore aggiunto ai tuoi utenti. Adesso ti lascio alle tue letture e buone feste per domani.

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