Bilanciamento della luce e del buio

Quello che noi vediamo non è quello che le nostre macchine digitali vedono. La nostra percezione dei colori, della luce e del buio possono cambiare a seconda di ognuno di noi, mentre le digitali registrano questi fattori esattamente come sono, miscelandoli tra loro, senza per questo dare risalto a quel particolare che magari a noi ci aveva colpito.

Questo succede in particolar modo con fotografie nelle quali l’elemento luce è di fronte a noi; il classico esesilhouette-before.jpgmpio i tramonti. Li per li ci sembra quasi che stiamo scattando la foto del secolo, siamo quasi orgogliosi della nostra nuova macchina, ma una volta stampata la foto, o semplicemente passati in post produzione ci accorgiamo purtroppo che la foto non è altro che una volgare silhouette, una come tante. Proprio come l’esempio che vedete qua accanto.

Quello che manca in questa foto è sostanzialmente del contrasto, che avrebbe dato un pò più di risalto alla silhouette degli alberi e magari reso un pò più accesi i colori del tramonto.

A tutto questo si può certamente rimediare durante la fase di post produzione, ma non sempre gli strumenti predefiniti riescono a regalare alla foto quell’aspetto magico che stiamo cercando. E la prima soluzione, quella che forse state pensando, il contrasto automatico è l’ultima delle cose che bisognerebbe andare a pensare.

curves.jpgPer questo genere di ritocchi ci si rivolge solitamente alle Curve (un video abbastanza esplicativo qua, ma la rete ne è piena di tutorial), che permettono di influenzare la luce sia per l’aspetto dei toni che del contrasto.

Tuttavia vi sono delle situazioni dove, come nell’esempio qua accanto, la quantità di luce nella foto è talmente tanto bassa che il più piccolo cambiamento risulterebbe in una foto addirittura peggiore di quella che si sta vedendo.

Come risolvere allora?

La soluzione: bilanciamento della luce e del buio con una tecnica leggermente fuori gli standard convenzionali. Premetto che non sono ne un fotografo professionista. Uso abbastanza bene Photoshop per il mio lavoro, benchè non sia nemmeno un graphic designer, quindi quanto scrivo può facilmente andare contro tecniche magari più efficaci. Questo è stato solo un mio esperimento in cui ho riscontrato un maggior valore finale al termine della post produzione.

Iniziamo

1) Duplichiamo il nostro layer di origine. Mai lavorare sul layer originale, per un semplice motivo; la memoria del nostro computer è corta, specie quella di Photoshop che tende – a mio avviso – a raggruppare un pò troppo le azioni annullabili.

2) Otteniamo il negativo. Una funzione interessante di Photoshop è poter ottenere il negativo di un layer semplicemente invertendolo. Su Mac basta premere il tasto ⌘ + I per ottenerlo. Così facendo i toni scuri diventano quelli chiari e vice versa.L’idea di fondo in questo caso è quella di utilizzare i toni scuri del negativo per scurire le aree chiare della foto e fare lo stesso con i toni chiari.

3) Desaturazione. Con la desaturazione dell’immagine si lascia inalterata la tonalità dei pixel, ma si eliminano tutti gli effetti del colore. Per desaturare su Mac premete il tasto ⌘ + Shift + U.
silhouette-after.jpg 4) Sovrapposizione. E’ il momento di iniziare a vedere cosa succede. Se trasformiamo la modalità di visualizzazione del livello in Overlay, e ne riduciamo la parcentuale al 50% o poco meno, i primi effetti significativi compariranno sulla nostra foto.

5) Movimentiamo il tutto. La foto potrebbe sembrare un pò piatta a questo punto. Per risolvere applichiamo un filtro movimento (Gaussian Blur) al livello con il negativo. La dimensione sceglietela voi, facendo delle prove. Non c’è bisogno di esagerare però.
Il gioco sarebbe praticamente risolto così, ma a seconda della nostra foto, un solo livello potrebbe non bastare. La foto finale che vedete qui al lato ne ha richiesti due. Sta quindi a voi ripetere i passaggi di copia livello (quello con il negativo) e del filtro gaussiano per dare ancora più enfasi ed eventualmente cancellando poi porzioni dell’immaggine che risultino troppo accentuate.

Sperando di non aver offeso nessun fotografo professionista.