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Il tempo speso sui social media é diventato un numero di proporzioni gigantesche, che detto fra noi mai avrei immaginato.
Qua in UK, si stima che su 60 milioni di abitanti, 40 sono connessi ad Internet utilizzano l’alta velocità (con connessioni fino a 100mbit al secondo, in via di espansione a 200 NDR) e di questi 10 milioni sono utenti che quotidianamente accedono al web con il cellulare.
Di 40 milioni é stato stimato che 10 spendono almeno 25 minuti sui social media, primo fra i quali – mi duole dirlo per i non simpatizzanti – risulta essere Facebook.
Ma un social media sarebbe valso l’altro a questo punto.
Purtroppo non ho dati per il mercato italiano, non li ho mai avuti e ho sempre fatto una fatica enorme a trovarli. Ma una cosa é chiara; con un tal mole di dati é imperativo assoluto una loro corretta identificazione.
Questo perché, inutili le chiacchiere, i social media sono diventati parte del digital mix che va studiato e proposto durante le fasi di ottimizzazione di un sito, in quei famosi fattori off-page.
E oggi, il nuovo concetto (che riporta in auge un vecchio proverbio) é che il sito web non é più la parte centrale del processo, ma solo il mezzo ultimo per chiuderlo. Oggi bisogna andare dove la gente va (La montagna che va da Maometto), anche se si é un Brand noto e apprezzato come Nike, Starbucks o Coca cola che di Facebook hanno fatto un veicolo di diffusione senza eguali con i lori n milioni di fan.
E cosa c’è di meglio di un software di web analytics per tracciare questo fenomeno?
La maggior parte dei siti web li fuori utilizza Google Analytics, per una serie di ragioni che non sto ad elencare. E il sistema che sto per proporre si basa per l’appunto sulla piattaforma Google, che con pochi e semplici passi ci permetterà di avere un segmento avanzato con i quali “isolare” le visite arrivate dai social media.
L’operazione è molto semplice:

Il campo è limitato a 255 caratteri, quindi dovete selezionare i social media da cui siete certi ricevere traffico.

Questo è ovviamente il sistema più semplice per ottenere questa suddivisione. Un secondo sistema, leggermente più complicato, è quello di creare un secondo profilo clone, limitando però il traffico in ingresso solo a determinate sorgenti. Personalmente non mi piace affatto questo metodo, specie per cose così semplici, che in realtà dovrebbero essere viste con una visione d’insieme che solo il segmento avanzato può offrire.
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Qualche anno più tardi, il mio primo pc e nel 1994 la prima esperienza con Internet, di cui mi sono subito innamorato e con cui oggi mando avanti la mia attività di Web Designing e posizionamento nei motori di ricerca.
Marte
March 11th, 2010 alle 11:06
Scusate una domanda da profano: se io dovessi comprare dei backlinks già “pacchettizzati” su ebay o amazon, tipo da abcmarketing, seo-online, aladygma-marketing, cosa ne sarebbe del mio sito? Ne vale la pena? Mi sembrano convenienti, non avendo io molta dimestichezza con html ecc. Grazie,
Andrea Moro
March 11th, 2010 alle 21:04
Ciao Marte,
la tua domanda mi pare poco pertinente con l’argomento trattato. Cmq, acquistare dei backlink equivale a falsare il metro di giudizio dei motori di ricerca. Per questa ragione mi aspetto che questi link vengano venduti con attributo nofollow, in grado quindi di pubblicizzarti solo in termini di visibilità e nulla di più. Pena penalizzazione per entrambe le parti,