Le professioni dell’IT amano il freelance

E’ nato prima l’IT o il Freelance? A vederle oggi sembra che le professioni dell’IT siano fatte su misura per il lavoro freelance. Ma a ben guardare, è il nuovo lavoro freelance ad essere figlio dell’IT. Basta constatare come il settore del freelance sia praticamente nato con l’ultima rivoluzione tecnologica, per poi crescere parallelamente all’evolversi globale dell’epocale diffusione della Rete.

Il fatto che un programmatore o un web designer siano inseriti in un’azienda è a volte frutto dell’adeguamento del settore al mondo del lavoro tradizionale. Ma visto che quel tipo di lavoratore porta con se il proprio capitale di formazione e il proprio valore di capacità, quel lavoratore è un potenziale lavoratore freelance. Stessa cosa vale per un buon numero di altri lavori legati al web.
La rete ha reso possibile l’offerta del lavoro dappertutto e la raggiungibilità delle capacità ovunque.

Ogni bravo professionista con una buona connessione internet e un bagaglio di esperienze può oggi fare indipendetemente il proprio lavoro, evolvendo e autovalorizzandosi in continuazione.

Del resto i primissimi artigiani informatici e i primi pionieri della rete sono stati freelance autodidatti, poi magari riassorbiti nel lavoro dipendente o, se molto in gamba, fondatori di aziende proprie.

Switch to freelance

Non deve quindi stupire che negli ultimi anni siano in continuo aumento i professionsiti dell’IT che scelgono di passare al freelance, “switch to freelance” è già un modo di dire noto da una decina d’anni negli Stati Uniti. Ora questa lenta metamorfosi sta raggiugnendo dimensioni considerevoli anche per quanto riguarda l’Italia. Un certo modo di pensare crede talvolta ancora che quello freelance sia un mezzo lavoro, magari pure un specie di passatempo in assenza di altro di meglio da fare.
Ma alcune delle più importanti aziende e delle più nuove start-up, spesso punzecchiate dai loro competitors internazionali, hanno già superato questa visione monodimensionale del settore e fanno sempre più affidamento sul lavoro freelance. Le aziende hanno capito che affidarsi ad un freelance esterno per la programmazione o per il design, per traduzioni o copywriting, permette l’abbattimento di costi legati alla logistica e al coordinamento, che superano spesso il costo inizialmente più elevato della tariffa oraria di un singolo lavoratore autonomo.

L’outsourcing insegue il freelance

Se un tempo l’outsourcing era solo ed esclusivamente verso altre aziende, oggi si volge a donne e uomini, spesso giovani e giovanissimi, che dal loro computer offrono un’altissima professionalità.
L’outsourcing è oggi sempre di più freelance e, dati alla mano, i professionisti italiani sono tra i primi della lista nei paesi europei ad offrire in tutto il mondo le proprie capacità. Non è certo una passeggiata, soprattuto se si tiene conto della competizione internazionale e delle difficoltà di partire con il piede giusto.
Ma forse la nascita dei portali di outsourcing online per l’incontro tra aziende e freelance ha rappresentato un ulteriore passo in avanti per i potenziali del lavoro freelance e offre anche la possibilità ai vari freelance, anche quelli alle prime armi, di creare una rete di rapporti di fiducia e di referenze utile a far crescere sempre più il proprio bacino di clienti. Fino ad arrivare alla situazione che i freelance alle prime armi ancora non si immaginano: avere troppo carico di lavoro da doverne rifiutare un po’ per poter uscire di casa.

Questo è un guest post di Lorenzo, del Team italiano di twago,  piattaforma online multilingue di outsourcing per lavoro freelance (traduzione, programmazione, copywriting, web e grtaphic design).