Adobe è sufficientemente nota che non ha bisogno di presentazioni. Metà della popolazione tra i computer graphic professionist utilizza (tra originale e piratato) i suoi prodotti. L'altra metà probabilmente avrà trovato qualche altra alternativa, che sono onesto, dopo anni di Adobe faccio fatica a trovare. Certo esistono anche prodotti più economici e più leggeri e addirittura quelli open source o freeware. Ma tra una ferrari e una fiat, se aveste la possibilità, cosa scegliereste?

Certo, anche Adobe ha le sue pecche, e non certo tutti i suoi prodotti sono il massimo, ci sono alcuni che farebbero meglio a ritirarli dal mercato per esempio. Ma non voglio entrare nel merito di questo ora.

Non troppo tempo fa, Adobe ha rilasciato una versione web di Photoshop. Certo non si tratta del Photoshop che tutti conosciamo, quello con i livelli e quella miriadi di opzioni e di filtri, ma più un remake del vecchio Photoshop Elements, la versione ridotta. Remake, perchè è usufruibile tramite web in una comoda interfaccia flash based.

Non si tratta quindi di un prodotto dagli usi quotidiani, però per un foto ritocco al volo, prima di una pubblicazione di una foto, magari quando - astacanovisti incalliti quali siamo - vogliamo pubblicare qualcosa quando siamo ancora in ferie, allora forse è lo strumento giusto. E tu cosa ne pensi?

 

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Seminari AdWords

Published 03/07/2008 by Admin in SEOIng

Molti SEOer si cimentano anche in attività di web marketing altrimenti noto per molti versi come SEM. Alzi la mano (eccomi) chi lo fa. Molto spesso nascono dei dubbi che si vorrebbe chiedere proprio agli autori degli strumenti. Trovare parole di riscontro o semplici smentite. I blog sono utili, ma a volte criptici. I forum spesso vengono bazzicati da personaggi che i loro più piccoli segretucci se li tengono nascosti.

Fortuna che c'è Google. Questa volta hanno organizzato ben quattro eventi per rendere disponibili esempi pratici su AdWords: quattro webinar AdWords. Per partecipare basta un computer con altoparlanti o cuffie e tanto caffè, visto che come al solito gli eventi si tengono a -7 GMT, ovvero alle 11 di sera ora italiana.

I seminari AdWords possono contribuire a realizzare gli obiettivi tanto dei nuovi inserzionisti interessati a conoscere meglio il programma AdWords quanto dei veterani più esperti che desiderano passare l'account a un livello più avanzato. Questi seminari online, tenuti da esperti AdWords, le insegneranno ad ottenere il massimo profitto dall'investimento in tempo e denaro destinato ad AdWords.

 

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Più utilizzo il Mac che ho comprato a Novembre scorso e più - ogni giorno che passa – imparo ad amarlo e odiarlo al tempo stesso.clip_image002

Sarà per via del fatto che tanti anni con Windows mi hanno abituato a certi tipi di comportamenti ai quali un Mac user non è mai stato abituato. Senza entrare troppo in polemica, di Windows non ne potrò mai fare a meno, per un semplice motivo. Programmando in tecnologia .Net, è impossibile abbandonare il fantastico mondo 32 bit Redmondiano.

Che sia possibile virtualizzare un ambiente, questo è già fin troppo noto. Lo si fa con Windows e lo si può fare con Mac, dove da subito ho iniziato ad utilizzare Fusion senza prendere in considerazione altri prodotti (ma solo facendo una scelta di fondo basandomi sulle recensioni degli utenti tra Parallel e Fusion stesso – stendo un vendo pietoso su BootCamp e non ho nemmeno preso in considerazione l’ipotesi di usare VirtualPc per Mac sebbene ne abbia una regolare licenza compresa nel mio MSDN).

Cosa rendeva impossibile utilizzare Windows sempre e solo questo mio Mac Pro?

Semplice, Mac non può scrivere ne formattare partizioni NTFS, solo leggerle. E voi direte: dove sta il problema?

Bene, mi sono immaginato il classico scenario, quello che tutte le macchine virtualizzate presentano: la carenza di spazio. Quando si configura una macchina virtuale si deve necessariamente indicare quale sarà la dimensione massima della nostra partizione.

Che questa dimensione massima venga presa tutta subito, o man mano che la macchina virtuale necessita di spazio, poco conta. Alla fine dello spazio disponibile, il problema sarà sempre lo stesso, che il file sia unico in quanto disco virtuale o che sia un disco dedicato.
In aggiunta, altro aspetto che poco mi piace della virtualizzazione è il fatto che tutto ciò che si scrive dentro al file virtuale è intrinseco a quella sessione. Ne consegue che o si fa il backup – tutti i giorni – di quella macchina virtuale, o si salvano i dati su di un disco esterno.

Ecco il nocciolo del problema. Non volevo certo andare a comprare un drive esterno. Visto che il Mac ha la possibilità di installare – come un normale pc – fino a quattro dischi, volevo aggiungere un terzo disco e fare in modo da usare quello per tutte le mie operazioni di lettura / scrittura.

L’idea era buona: è stato metterla in pratica che ha richiesto un po’ più di tempo, il tutto dovuto ad una interfaccia grafica poco intuitiva di Fusion. Ero infatti assolutamente convinto che Fusion non consentisse di avere dischi aggiuntivi. Questo ovviamente mi ha portato alla logica deduzione di dire, ok, installo il disco sul Mac, aggiungo una utility per permettere al MAC di leggere e scrivere su partizioni NTFS, condivido il disco e ho fatto.

Per la prova ho utilizzato sia il prodotto della Paragorn (NTFS for Mac) che i driver open source forniti da Google assieme ad una estensione consigliata su un blog di cui non ricordo il nome.
In entrambe i casi i driver installati mi hanno permesso di accedere correttamente al disco aggiunto e di shararlo e quindi vederlo sotto il mio sistema virtuale. Piccolo problema, colto quasi immediatamente. Essendo un disco di rete, Windows accedeva ai dati, ma non era in grado di impostare i suoi permessi (e durante le prove i driver Google si sono comportati decisamente meglio, perché quantomeno mi permettevano di vedere durante il tentativo di impostazione dei permessi gli utenti Windows, cosa che il prodotto Paragorn non è stato in grado di fare).

Risultato. Per un utilizzo normale, della serie installo Word e ci scrivo qualche lettera tutto apposto, ma se si pretendeva di proteggere i documenti utilizzando la sicurezza NTFS di Windows, questo non era possibile. Me ne sarei infischiato se fosse stato solo questo il problema, ma come dicevo sopra programmando in .Net, il più semplice sito ASP.Net richiede che l’utente IUSR_NomeMacchina abbia i permessi di lettura, che in nessun modo si potevano impostare.

Una giornata persa, tra tentativi vari, che non voglio assolutamente ricordare. Per fortuna poi, cercando un po’ per la rete, e in particolare sul forum di Fusion ho trovato qualcosa che mi ha fatto aprire gli occhi e anche grazie a un utente del forum – Woodyz – sono riuscito ad avere il mio disco NTFS (formattato da Windows) che lavora sul Mac e un vero Windows con il quale sfruttare tutta la potenza di questo Dual Xeon. Come? Ve lo dico al prossimo post, poiché questo sta diventando troppo lungo.

 

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Cari programmatori, cari web designer ... per tutti coloro i quali siano innamorati folli del Flash, arcinoto per la sua scarsa digeribilità da parte dei motori di ricerca, da oggi le cose cambiano. Infatti a Mountain View, i ragazzi di Google stanno sviluappndo un nuovo algoritmo per indicizzare i contenuti testuali presenti nei file file in Flash. Menu, bottoni, banner non saranno più solo un'amorfa porzione di vettori in movimento sullo schermo, ma parte integrante delle SERP.

Non sò se sia un bene o un male. In passato, proprio come sottolineato anche da Adler e Stipins, la riluttanza verso l'uso di questa tecnoliga era tanta proprio per la scarsa (inesistente) capacità del motore di far propri i contenuti del sito che faceva uso di filmati SWF.  E io ero uno di quei riluttanti.

Sicuramente un cambiamento di questo tipo comporterà un minimo di aggiustamenti per tutti quei filmati già esistenti immagino. Ecco quindi che per tutti i SEOer si apre una nuova frontiera di lavoro, da svolgere in buona misura con il graphic designer di turno.

Ulteriori approfondimenti circa questa novità li si possono prendere sul Webmaster Central blog.

 

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