Qualcosa su di me

Mi chiamo Andrea Moro, sono un appassionato di informatica da quando avevo 8 anni e da quando mio padre mi regalò il C64.

Qualche anno più tardi, il mio primo pc e nel 1994 la prima esperienza con Internet, di cui mi sono subito innamorato e con cui oggi mando avanti la mia attività di Web Designing e posizionamento nei motori di ricerca.

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Fring VS NimBuzz

Pubblicata il 07/01/2009 da Admin in Prove hardware e software

200812141943.jpgDopo l'acquisto dell'IPhone si è rivelato utilissimo potermi portare dietro il mio numero internazionale associato a Skype. Cercavo allora un client per IPhone che permettesse la cosa e gli unici due applicativi disponibili erano Fring e Nimbuzz.

La premessa che devo fare è che a me serviva un client per potermi portare dietro i numeri internazionali che ho con Skype all'evenienza. Quindi niente pc = IPhone con client pronto a ricevere. Al di là quindi di pacchetti dati e trasferimenti vari che eventuali operatori di telefonia potessero offrie.

Ho provato i due client per un pò, e la mia considerazione finale è che Fring sia di gran lunga migliore. Vediamo il perchè.

200812141702.jpgNimbuzz l'ho trovato a mio avviso un peletto lento nella capacità di connessione verso i vari service provider, e anzi, al momento del test l'unico che veramente m'ha funzionato è stato Skype. Non riuscivo a connettermi ad MSN, a Yahoo. ICQ ha funzionato per qualche secondo poi via. E non credo fosse colpa della connessione ad internet perchè sono dotato di una connessione ad 1Mbit HDSL, quindi qualitativamente superiore rispetto alla ADSL tradizionale.

Diciamo che la cosa avrebbe avuto poca importanza se il tutto si fosse fermato li. Purtroppo in ricezione chiamata Skype, non sò per quale ragione, l'ID del chiamante risultato sempre io e il mio numero internazionale, indipendentemente da chi mi stesse chiamando. La cosa è ovviamente ridicola e poco utile.

Considerato sempre il discorso utilizzo con Skype, Nimbuzz non ti permette di accedere a contatti che non siano registrati con Nimbuzz stesso. Ovvero, vuoi chiamare un tuo contatto che sai avere registrato nella rubrica? Bene, sfrutta le tue capacità intellettuali e ricordati il numero, perchè altrimenti non lo fai. Fring, di contro, ti permette di accedere - in coda - a tutti i contatti che hai registrato nella rubrica del tuo IPhone, con il conseguente vantaggio che ne trovi uno che ti occorre, ci clicchi sopra, scegli il numero da chiamare e parli addirittura potendo scegliere se demandare la chiamata al cellulare tradizionale (quindi Fring si mette in background senza Jailbreak e menate varie) ti attiva la chiamata e quando hai finito Fring ritorna attivo in automatico, oppure usando anche li lo SkypeOut.

Anche Fring soffre il problema di non poter aggiungere contatti alla tua lista, dove per contatti intendo utenti specifici dei vari servizi di messaggeria, ma penso che sia un limite sul quale al momento posso tranquillamente sorvolare.

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Da quando ho mutuato la decisione finale di andarmene da questo paese ho iniziato a mandare curriculum a destra e a manca, ma solo ultimamente mi è venuta in mente l'idea che, una ditta straniera si pone decisamente qualche problema prima di assumere degli italiani. Certo non godiamo di buona fame in giro per il mondo (Chissà perchè!!!!).
In aggiunta lo scoglio psicologico di chiamare dall'estero un numero italiano può essere stato - in passato - per molti un problema non da poco.

Così, ricordandomi di una conversazione fatta un giorno con un mio amico, ho attivato un numero di telefono inglese, che fa la route di tutte le chiamate sul mio pc. Per chi non lo avesse ancora capito, tutto questo lo faccio con Skype. Già, perchè con poco meno di 10 euro, mi sono assicurato per 3 mesi chiamate illimitate in tutta la Gran Bretagna (attenzione ai numeri così detti Shared Cost che non sono inclusi nel pacchetto) e un numero inglese con prefisso internazionale +44.

A dir poco fantastico. Dopo la sua attivazione, effettivamente qualche chiamata in più l'ho ricevuta. Ma non è questo l'argomento di questo post.

Parlare inglese per noi italiani può essere un pizzico problematico. Puoi essere fluente quanto ti pare, ma non avremo mai il loro accento, così come loro non avranno mai il nostro.
Tuttavia a me questa cosa dell'accento non proprio uguale, se devo essere onesto un pò mi dà fastidio, perchè poi ti senti gli inglesi che ti dicono "I didn't understand you" o "I didn't catch ... ". Insomma è come quando loro che parlano mangiandosi tonnellate di parole.
Per ovviare la mia insegnante di inglese mi ha suggerito di registrare le telefonate che faccio e di riascoltarle. Ok. Siamo nell'era informatica e tutto si può fare.

Ho cercato allora un voice recorder per skype. Dopo diverse recensioni lette, dalla scrematura ne sono usciti fuori solo due per la piattaforma Mac: Audio Hijack Pro e Call Recorder.

Devo essere onesto, non ci ho perso tanto per la valutazione. Mi sono questa volta basato solo sulla sensazione di appeal che il sito web e che l'applicazione una volta lanciato mi hanno saputo trasmettere e ne è uscito vincitore Call Recorder, che peraltro costa anche meno.

Certo, paragonato al primo, Call Recorder è nato solo ed esclusivamente per Skype, mentre Audio Hijack fa molte altre cose relativamente alla cattura dell'audio che tuttavia a me non servivano.

Con Call Recorder, comunque, la registrazione delle conversazioni è un gioco da ragazzi, e onestamente mi sento di consigliarlo a tutti coloro i quali necessitano di questa particolare funzione che un software come Skype ancora non comprende.


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Il telefono iPhone 3G o melafonino che dir si voglia, è un giocattolino molto costoso che ha sicuramente molti aspetti e funzioni innovative, utili e divertenti.

Nonostante qualche mese fa mi lamentavo del suo assurdo costo, alla fine, dopo un recente viaggio di lavoro a Londra, non potendolo acquistare li, ho optato per farmi il regalo di Natale e compleanno assieme, giusto per rimanere a tema con il Mac comprato lo scorso anno. La cosa che più mi ha dato fastidio di questo regalo è il fatto di averlo necessariamente dovuto comprare qua in Italia, sbloccato vero, ma ad un costo maggiore rispetto a quello venduto in Inghilterra dove lo vendono operator locked.

Nonostante questo, ho da subito apprezzato l'IPhone, e su questo non ne avevo dubbi nemmeno quando mi lamentavo del prezzo. Certo non sono tutte rose e fiori, ci sono delle cose alle quali ti devi abituare, altre che magari verranno implementate nel prossimo futuro.

Una cosa che però trovo decisamente scomoda è la gestione delle fotografie. Sia chiaro che non intendo sostituire la mia reflex, ma l'avere un telefonino così multimediale, ti spinge inevitabilmente ad essere più sociale. Plug-in come quello di Facebook e AirMe, per capirci, con una bella connessione Wi-Fi, ti invogliano ad utilizzare il melafonino.

Ma al riguardo Apple si sarebbe potuto sforzare di più. Le gallerie di immagini (album fotografici) sull’iPhone secondo me potrebbero essere gestite in modalità migliore, ma vediamo il funzionamento attuale.
Quando si scatta una fotogragia attraverso l’applicazione Foto questa viene salvata all'interno di una particolare cartella dove al suo interno non se ne possono creare altre. Il problema è che l’immagine da questa cartella non la potete spostare. Ad esempio non si può creare direttamente dall’iPhone un album fotografico o anche se lo avete già creato spostarvi l’immagine la fotografia appena scattata.
Fosse solo questo il limite, ci si passerebbe pure sopra. E per cancellarle? Una ad una. Si, avete letto bene. Non esiste un sistema nativo (non nella release 2.2 del firmware) che permette di selezionare le foto in blocco ed eliminarle tutte assieme. Vogliamo parlare di sincronizzazione di una gestione evoluta? Meglio di no, perchè c'è poco da dire.

Al momento se vi serve una soluzione rapida ed efficace, se lavorate sotto Mac, visto che l'IPhone una volta attaccato alla porta USB non viene visto come un device esterno (così come succederebbe sotto Windows) l'unica soluzione che ho trovato è quella di comprare per $19.95 una applicazione chiamata PhoneView (ex MegaPhone) della Ecamm Network. L'applicazione ovviamente non gestisce solo le foto, ma tutto il telefono permettendo anche di guardare i log delle chiamate, i contatti, i podcast ... tutto.

In mancanza d'altro ... meglio questo che niente.

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Mozilla ha annunciato la disponibilità della prima versione beta del client di posta Thunderbird 3. Ovviamente, come tutte le versioni preliminari, questa versione è sarebbe destinata a soli scopi di test. Il condizionale tuttavia è molto d'obbligo, perchè fatta qualche rara eccezione durante le quali ho riscontrato dei crash inaspettati, il software era già ottimamente stabile in versione Alpha, e non oso quindi immaginare le maggiori performance che avrà acquistato con la beta.

Tra le novità principali, troviamo l'interfaccia utente e le ottimizzazioni IMAP. Tutti i particolari potete trovarli nelle note di rilascio.

Mozilla ha introdotto i tabs - le schede - che da un paio di versioni spopolano nel suo cugino firefox, tuttavia s'è dimenticata - almeno su Mac - un'opzione per fare in modo che di default le e-mail si aprano dentro ai tab (bisogna espressamente richiederlo con il tasto destro e il menu contestuale). Il calendario dovrebbe anch'esso beneficiare di questa nuova funzione, ma onestamente pur installando il plug-in suggerito a me Lightning non è partito.
Onestamente gli ho dato poca importanza, del resto già da tempo lo avevo trovato scomodo e rimpiazzato con il nativo iCal del mio Mac: scelta peraltro apprezzata ora che ho l'iPhone.

Gli sviluppatori hanno migliorato anche l'integrazione dei contatti all'interno della Rubrica. Ho trovato qualche discrepanza nella visualizzazione delle icone, e mi sarebbe più piaciuto che l'importazione netta fatta per popolare la rubrica avesse beneficiato di un sistema di condivisione delle informazioni piuttosto che di duplicazione, ma non si può avere tutto dalla vita.

Thunderbird 3 beta in breve:

  • Il protocollo IMAP è stato migliorato e ora si possono visualizzare più velocemente i messaggi;
  • Il messaggio viene letto meglio;
  • Nuovo Add-on Manager;
  • Migliorata l’interfaccia della Rubrica;
  • Migliorata la capacità d’importazione della posta da altri client di posta elettronica;
  • Integrazione con Windows Vista search;
  • Integrazione migliorata con il Mac OS X Address Book;
  • Integrazione del client con i messaggi eventi generati tramite Growl (solo Mac);

Il programma è naturalmente gratuito, funziona su Windows, Linux, Mac ed è disponibile in ben 38 lingue diverse. Scarica ora Thunderbird 3 Beta 1.

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Ovviamente non è una notizia fresca di stampo, già se si pensa che il progetto è nato oltre 10 anni fa, nel 1996 per la precisione.

Wget è un software per lo scaricamento di file da Internet, parte del progetto GNU, che supporta i protocolli HTTP, HTTPS e FTP. È uno strumento non interattivo, quindi niente interfaccia grafica, ma solo linea di comando e per questo può essere utilizzato anche dentro a degli script.

Wget può seguire i collegamenti nelle pagine HTML e creare la versione locale di un sito remoto, ricostruendo il mirror del sito web (addirittura cambiando la struttura dei file per fare in modo che questa funzioni poi anche in locale), rispettando il Robots Exclusion Standard (cioè il file /robots.txt, che se contiene una entry con Disallow: Wget, impedirà al tool di scaricare qualsiasi cosa). Ovviamente la sua funzione non è limitata solo a questo. Si può anche utilizzare come semplice download manager, che in questo caso svolge verametne in maniera egregia il lavoro grazie anche al supporto della funzionalità di resume (a patto che il server remoto la supporti).

Wget però non è presente su sistemi Mac, benchè lo stesso derivi da una distribuzione Unix. Su Mac, nativo, è presente Curl che è un tool abbastanza simile.

Come installo GNU Wget sul mio Mac?

Prima di tutto bisogna avere installato gli XCode Tools, in cui è presente anche il compilatore per fare la build dell'ultima versione di Wget. Gli XCode Tools li trovate sul DVD originale della vostra distribuzione di Mac OS (ce l'avete originale vero?), altrimenti potreste iscrivervi al sito ufficiale Apple e fare il download.

Premesso questo, potete procedere come segue:

  1. Entrate nella directory dove avete esploso il file dell'ultima versione di WGet
  2. digitate ./configure
  3. make
  4. sudo make install, che dopo aver fornito la password di root vi installerà magicamente il tool

Finito! Lo sò, per chi proviene dal mondo Windows, potrebbe aspettarsi altro, ed effettivamente - ogni giorno che passa - mi ritrovo a stupirmi di quante cose siano estremamente più semplici con sistemi Unix based. Ieri sera ho addirittura installato una release di Ubuntu.

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Abituato al vecchio e caro dos, comunque presente anche nelle moderne versioni di Windows, la mia transizione al Mac sotto questo aspetto decisamente non si può dire felice.

Nel Mac, per rinominare un file, meglio un blocco di files, sembra che devi quasi avere una laurea in fisica nucleare. Non sono stato capace di trovare un sito web che chiaramente dicesse passo passo come fare. Tutti gli esempi che ho trovato si mischiavano tra versioni di Mac Os senza specificare quale, comandi di Automator, e altri terminali aggiuntivi. Insomma ho in testa una gran confusione che onestamente ero partito con la speranza di scrivere un post semplice e chiaro su come usare il comando mv (move) per rinominare un blocco di file, ma mi ritrovo ancora più confuso di prima.namemangler.jpg

Per fortuna però, durante la navigazione ho trovato questo software - manco a dirlo gratuito - che fa questo lavoro al posto nostro in maniera egregia e grafica.

Si chiama NameMangler, della Manytricks. Il software si interfaccia perfettamente con il Finder di OSX e anche con il PathFinder che io uso. Molto semplicemente selezionate una lista di file nel vostro finder abituale, andate su NameMangler e dite "usa questa selezione". Il tool acquisisce per voi il path e la lista dei file e nella finestra vi permette di dire come volete rinominare il file. Vi viene mostrata un'anteprima in tempo reale di come il vostro file verrà rinominato in funzione dei criteri di ricerca e sostituisci adottati. Un tasto di conferma, e il gioco è fatto.

Ovviamente il software ha anche altre caratteristiche, sempre a livello di find & replace, quindi consiglio vivamente di darci uno sguardo.

Technorati tags: rinominare files

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200810031001.jpgIl 22 settembre scorso, all Microsoft hanno rilasciato un nuovo software - gratuito - chiamato Image Composite Editor, uno stitching tool, ovvero un'applicazione che consente di fondere una serie di fotografie di un'unica scena creando una foto panoramica.

E' possibile salvare il risultato finale in diversi formati: JPEG, TIFF, PNG ed inoltre è prevista l'opzione di esportazione per Silverlight Deep Zoom o HD view.

Ho voluto fare un test al volo, con due sole foto dell'interno della cattedrale di Montserrat (a Nord di Barcellona) nella quale sono stato recentemente. Ebbene, su due piedi vi posso dire che sono rimasto deluso. Mentre il software Microsoft non riesce a mettere assieme le due foto, il ben più famoso AutoPano in 4 secondi le mette assieme perfettamente, creando una panoramica oltre ogni aspettativa.
A questo punto mi piacerebbe sapere cosa intendono con "advanced panoramic image stitcher" se non è nemmeno capace di unire due foto.

Mi riservo di fare qualche foto in futuro e di testarlo ulteriormente; per il momento, vi rimando al sito ufficiale, sul quale trovare maggiori informazioni e ovviamente il link per il download. Se qualcuno la fuori ha avuto modo di provarlo, sono ben graditi i commenti.

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Esistono diversi strumenti per catturare le informazioni circa un dominio, anche tool a livello grafico che mostrano a partire da un indirizzo IP l'ubicazione del server. Ma nulla di pratico, nulla che si ottenga con un semplice click ...

Questo fino ad oggi, quando ho scoperto questo simpatico plug-in per Firefox chiamato Shazou (pronuncia Shazoo in giapponese). Non capisco perchè usare un nome nipponico, visto che la Seisan tutto ha a che fare tranne che con il paese del Sol Levante.

Ma tornando al plug-in. Dopo l'installazione, basta navigare sul sito di nostro interesse, andare quindi nel menù strumenti e fare click sul nome dell'estensione. Attenzione: se avete il plug-in NoScript installato, ricordatevi di attivare il sito, altrimenti non vedrete un tubo.

Dopo il click, si aprirà un pop-up con la mappa e quell'altro stretto numero di informazioni circa il dominio d'interesse. Nulla quindi che possa sostituirsi al DomainTools, ma almeno un plug-in che senza troppi tecnicismi fa quello che promette. Certo che, se avessero usato mappe un pochino più decenti, sarebbe stato sicuramente meglio.

Technorati tags: mappe, geolocalizzazione

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Gli utenti standard solitamente dispongono di un solo computer, quindi il problema non se lo pongono. Ma già chi ha un laptop e un desktop, può sentire la necessità. Se poi si è sviluppatori, o si lavora in ditte con server - magari anche remoti - dove la copia locale sulla quale lavorare prenderà il posto della copia remota (al di là di eventuali altre soluzioni specifiche) la necessità di sincronizzare i propri dati diventa imprescindibile.
Che sia necessario ottenere periodiche copie di file da un percorso all'altro, piuttosto che mantenere due cartelle in sincronia, la soluzione manuale, utilizzata nella stragrande maggioranza dei casi, non è certo la soluzione migliore.

Non si può certo pensare ogni volta di mettersi a fare le pulci a cartelle e file, facendo affidamento sulla buona memoria dell'operatore. Basta un attimo di distrazione magari e quel file importante non lo travasiamo, e quando poi ci occorre ...

Ci vogliono delle soluzioni che facciano questo per noi. Una semplice verifica software del checksum del file, e un marcatore che dice tu si ... tu no.

Fino ad oggi, l'unico software non troppo pretenzioso che ho trovato, soluzione peraltro a pagamento, è stato quello della GrigSoft: CompareIt, giunto alla versione 4.0.

Per tutti quanti però non vogliano investire scarsi 30 euro, 40 se si prende in bundle con un altro loro ottimo prodotto CompareIt (il cui nome dice tutto), Microsoft da pochi giorni ha rilasciato il suo tool di comparazione e sincronizzazione cartelle/file chiamato SyncToy.

Ho avuto modo di provare il software e devo dire che non è male. Ha ottime capacità di filtraggio, tre opzioni per il mantenimento della sincronizzazione, supporto a 64 bit ... insomma non è male per essere un tool gratuito.
Così a naso, quello che gli manca è un visualizzatore interno, testuale, che al doppio click sui file ne mostra il contenuto del file, operazione questa demandata al programma associato di default all'estensione.
Magari, qualche uomo Microsoft, leggendo il mio commento, inizierà lo sviluppo della versione 2.1.

Technorati tags: sincronizzazione, gestione file

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Qualche giorno fa, dopo aver visto Photosynth.net in azione con gli esempi presenti sul sito Microsoft, mi è venuta voglia di farne anche a me. Il fatto di dover lavorare esclusivamente con XP però, proprio non mi allettava. Vista del resto, l'ho anche cancellato come macchina virtuale, traslocando tutto su Windows Server 2008, decisamente più stabile.

Ricordavo, in passato, di aver già visto qualcosa di simile, però pensavo all'epoca fosse tutto frutto di chissà quali strane alchimie; anzi, a buon bisogno, considerato l'epoca in cui ho visto l'ultima volta una foto panoramica virtuale - passatemi il termine - nella quale potevi muoverti all'interno, l'alchimia ci sarà pure stata.

Concentriamoci quindi sul presente e sull'occorrente per realizzare una fotografia panoramica.

  1. Assolutamente indispensabile una macchina fotografica semi professionale. Lasciate perdere le compatte, che a buon bisogno non hanno nemmeno il supporto per il cavalletto;
  2. Un cavalletto. E' assolutamente indispensabile avere un baricentro dal quale realizzare tutte le foto. Scordatevi di fare affidamento sul vostro spiccato senso di precisione e di equilibrio;
  3. L'obiettivo della macchina. Se avete una reflex e disponete di un obiettivo FishEye, sicuramente impiegherete meno tempo negli scatti che se utilizzate un obiettivo tradizionale.
  4. Un software per fare stiching, che elenco dopo;
  5. Un software per convertire la foto panoramica in formato VR;
  6. Tanta pazienza!


Scattiamo le nostre fotografie

Indipendentemente dal tipo di obiettivo che avete, quello che dovete fare è scattare delle foto in un lasso di tempo piuttosto breve (per evitare l'alternarsi delle condizioni atmosferiche o le condizioni di luce) girandovi attorno.
Scegliete voi l'altezza del cavalletto; questa non ha alcuna importanza se non sull'ambiente ripreso, ma è logico che più state comodi e minori saranno le possibilità di spostare inavvertitamente macchina e cavalletto stesso - che ricordo essere indispensabile.
Il più piccolo cambiamento della posizione originale, darà infatti risultati falsati durante la fase di stiching. Nelle prove che ho fatto (assolutamente da profano in materia) ho visto che con un FishEye attaccato alla mia Pentax K100D per ottenere il panorama completo ci vogliono (nel solo senso circolare) non più di 6, massimo 8 foto. Con un obiettivo 18-55mm aperto al massimo ne ho dovute scattare dalle 14 alle 16. Vi posso assicurare che la differenza si nota durante la fase di elaborazione delle immagini. Minori sono le foto, infatti, minore sarà il tempo impiegato dal software.

Per ottenere un risultato ancora più impressionante, terminato il giro intorno a voi stessi, potete anche scattere circa 4 foto con una diagonale alta e una bassa, sempre nell'ambito dei 360°. Questo vi darà la possibilità di allargare il vostro campo d'azione, quindi l'altezza complessiva dell'immagine finale.


Software

Ok, avete le vostre foto. Copiatele dalla cartella della memory card sul vostro hard disk e assicuratevi di avere sufficiente spazio a disposizione. Una elaborazione media, con tutti i software che ho provato arriva a succhiare anche fino a 3GB di spazio disco per generare il file intermedio.

Ho provato esclusivamente software per Mac, quindi non commentatemi scrivendo "Sai ho Windows e non riesco a trovare questo o quel software". Anzi faccio di meglio, vi riporto il link della pagina dalla quale sono partito anche io con le ricerche.

I miei test si sono basati fondamentalmente su quattro software: Calico (che non link perchè non funziona; quantomeno a me non ha prodotto risultati di alcun tipo). Ho poi tentato con Adobe Photoshop CS3 Extended, con la sua funzione Photomerge che boccio in pieno: mi sarei aspettato decisamente meglio da una suite, che sebbene non sia nata per questo scopo, visto l'elevato prezzo di vendita potevano anche curare meglio quest'aspetto giacchè la mettono a disposizione.
Infine i due software che vanno per la maggiore: PTGui Pro e Autopano Pro.

Ovviamente non parlo a livello di esperto. Come dicevo ho appena iniziato con questa cosa delle foto panoramiche e l'ho fatto per puro diletto, quindi non credo nemmeno che avrò altre occasioni di sperimentare questa cosa. Quanto sto per dire è quindi frutto di un misero pomeriggio di test e di una impressione da profano.

Ebbene, entrambe i software mi sembrano estremamente completi, in grado di fare tutto. C'è però da dire che mentre PTGui è estremamente veloce in tutte le sue operazioni, compresa quella di snitching, l'idea è tutt'altro quella che di un software user friendly, contrariamente ad AutoPano Pro.
PTGui è decisamente più macchiavellico: necessita di parecchi parametri da dover settare e comunque alla fine non sono riuscito ad ottenere una foto panoramica soddisfacente da poter passare al software per generare la VR (Sotto poi riporto tre screenshot dello snitching ottenuto con i tre diversi software).
La possibilità di muovere e riposizionare le immagini dentro la modalità panorama a PTGui è anch'essa incredibilmente veloce, ma di difficile allineamento. Si deve fare un pò tutto ad occhio, quindi o si sà quel che si sta facendo, oppure se non si stà attenti ecco che scappano fuori quadri astratti.

Autopano Pro, di contro, è deciamente più lento in tutto e per tutto. Addrittura uno sticthing dalla medesima sorgente di 15 foto, con Autopano ci ho messo qualcosa come 30 minuti circa contro scarso 1 minuto di PTGui. Tuttavia l'impressione che mi dà Autopano è quella di una interfaccia più amichevole, non fosse altro per la differente disposione degli elementi e comunque per un uso di qualche icona con dei tooltip che per un primo approccio proprio non guastano.
Cosa che ho trovato immediatamente differenti tra AutoPano e PTGui è stata la presenza nel primo di supporto per obiettivi FishEye, per il cropping circolare, per delle funzioni di centratura basate su delle linee verticali. Queste cose nel primo in PTGui non le ho trovate. Forse non le ho cercate bene, ma di certo l'help non è d'aiuto. Autopano ha un wiki con alcuni tutorial che nel bene o nel male ti inizializzano all'uso del software, PTGui qualche paginetta striminsita con due foto e via.

Si ma quale compro? Dovessi scegliere, tra quanto ho potuto vedere, anche tenuto conto del fatto che le caratteristiche avanzate di PTGui sono presenti per l'appunto nella sola versione Pro al pari invece di Autopano che è rilasciato in versione unica, considerato il costo di Autopano inferiore, io personalmente opterei per questo nonostante i tempi di elaborazione decisamente più lunghi: ma del resto non è che devo fare le gare a chi fa più foto panoramiche.

Al di là della scelta del software, prima di poter virtualizzare il vostro panorama, dovrete crearlo. Ecco allora che dal software prescelto dovrete creare la foto di 360° di campo visivo in orizzontale e almeno 100° in senso verticale. Poi maggiore è la dimensione in senso verticale e quanto più l'effetto movimento sembrerà realistico perchè vi sembrerà davvero di potervi muovere nella scena. Quest'ultima considerazione vale, ovviamente, se intendete procedere oltre e rendere virtuale la vostra foto. Se è solo la foto panoramica quella che stavate cercando, allora l'angolo di visuale verticale non ha molta importanza.


ptguipro.jpg adobecs3pthomerge.jpg Autopanopro.jpg

In queste tre foto, nell'ordine, PTGui Pro, Phostoshop e AutoPano. Notate lo scandolo di snitching prodotto da Photoshop, la buona prossimità di PTGui e direi quasi la perfezione di Autopano.

 

Virtualizziamo la foto

Virtualizzare la foto significa prendere quel panorama appena generato e applicarlo nel di dentro di una sfera, facendo in modo che si possa poi - con le funzionalità native di Flash o di QuickTime di potercisi muovere all'interno. Ci occorre quindi un altro software e anche qui la scelta è abbastanza ampia per Windows e limitata per Mac. Ne ho provato quindi uno solo, quello della Garden Gnome Software: Pano2VR. A dire il vero sembra ne esista anche un altro, ma è piuttosto datato. Ultima release 2006, quindi ho preferito soprassedere.

L'uso di questo software è veramente semplice. Si sceglie il file con il formato del panorama, si impostano i margini di visualizzazione (più che altro alto e basso, visto che destra e sinistra sono contigui), dati dell'autore, il formatoin cui si vuole la destinazione (Flash o QuickTime) e si genera il file in pochissimi secondi, pronto all'uso. Certo, magari sono stato riduttivo, ci sarà qualche altra cosina da aggiustare, ma nulla di così complicato quanto le impostazione per lo snitching.

 

Conclusione 

Ad operazione completata avrete anche voi il vostro fantastico panorama virtuale. Addirittura se lo create in Flash, inseribile dentro a delle pagine web. Avrei già in mente alcune possibili applicazioni: ora tutto sta a vedere se i clienti alle quali le propongo sono disposte ad investire qualche decina di euro per pagarmi la giornata per fargli una o due foto panoramiche virtuali.

Tutto questo discorso, ovviamente non ha senso se ci si rivolge verso soluzioni hardware. Facendo una ricerca veloce ho trovato addirittura questo obiettivo che sembra fare tutto, ma ovviamente non ho avuto modo (ne avrò mai) di provarlo.

 

Technorati tags: fotografia, foto panoramiche


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