Qualcosa su di me

Mi chiamo Andrea Moro, sono un appassionato di informatica da quando avevo 8 anni e da quando mio padre mi regalò il C64.

Qualche anno più tardi, il mio primo pc e nel 1994 la prima esperienza con Internet, di cui mi sono subito innamorato e con cui oggi mando avanti la mia attività di Web Designing e posizionamento nei motori di ricerca.

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Se avete una copia di Windows Server 2008 e intendete sfruttarla per le sue caratteristiche avanzate per la programmazione, rimpiazzando il glorioso XP e bypassando a gambe pare Windows Vista, allora vi consiglio di guardare questo ottimo post sull'ottimizzazione dell'ambiente server Microsoft.

Ci sono parecchie chicche che permettono di ottimizzare la macchina al meglio, specie se si lavora in un ambiente virtuale.

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Un paio di sabati fa ho avuto la necessità di cambiare l'indirizzo IP del mio housed server verso una classe di indirizzi completamente differente. L'operazione che di per se - a parte le operazioni di cambio DNS richieste per il caso specifico - non dovrebbe comportare alcunché, mi ha fatto arrovellare il cervello per una buona ora cercando di fare del debug e capire perchè - improvvisamente - dopo questo cambio non avevo più la possibilità di scrivere file sul server remoto, ma solo di leggerli.

La cosa buffa, infatti, era proprio questa, che nonostante riuscissi a collegarmi al server FTP, nonostante il mio nome utente e password fossero corretti, nonostante mi venisse restituita la lista dei file presenti sul server, non c'era verso di scrivere niente. Ricevevo sempre un messaggio di errore di transfer incomplete senza però saperne la causa.

La necessità di riavere indietro un servizio funzionante non ve la sto neanche a raccontare, quindi mi sono armato di santa pazienza ed ho iniziato ad investigare.

La prima cosa a cui ho pensato è stata quella di verificare il servizio del firewall del mio Windows Server 2003. In un primo momento non gli era nemmeno piaciuto il cambio di indirizzo fatto, perché addirittura abilitando o disabilitando il servizio, avevo comunque la possibilità di ricevere una risposta dal server, cosa questa assolutamente anormale. Primo step, quindi, riavviare il servizio Windows Firewall (ICS). Subito dopo, le cose sono tornate apposto, quanto meno per l'aspetto servizio disabilitato - accesso negato. Però continuavo a non poter scrivere file.

A questo punto ho cercato tra le righe del log files; nulla, semplicemente tante righe che mostravano il processo di autenticazione, ma nulla in merito alla scrittura. La cosa era al quanto strana. Come è possibile che non vi sia nemmeno una riga che dica accesso negato, permessi non validi e roba simile?

Prova successiva, disabilitare - temporaneamente il firewall - e vedere se tutto funziona. Ahimè si, senza firewall ero in grado di scrivere senza problemi. Almeno avevo compreso su cosa dovevo concentrarmi.

Ripasso al setaccio tutte le impostazioni e non c'è nulla di anomalo. A questo punto tento per la strada della replicabilità, ovvero, riesco a connettermi tramite un altro windows? La risposta è si, quindi c'è qualcosa che non va nella sessione che si stabilisce tra il mio client FTP per Mac - CyberDuck - e il server FTP Microsoft remoto. Ma cosa? Cyberduck nella sua session log non mostra errori. Provo allora ad utilizzare il Terminal per vedere se ottengo delle informazioni in più, ed effettivamente ottengo questo:

ftp> put bookmarks.html
local: bookmarks.html remote: bookmarks.html
500 'EPSV': command not understood
421 Service not available, remote server has closed connection.

Problema trovato: non riesco più a collegarmi in modalità passiva, infatti tentando di nuovo una connessione passiva con un client windows (che di default, invece, si imposta su attiva) ottenevo il medesimo problema.

Il codice di errore evidenziato - 500 e EPSV - sono per il relativo comando che viene utilizzato dal client per modificare il tipo di connessione da Attiva - default - a passiva (Quando in sostanza vedete scritto tipo di connessione automatica, sappiate che questo è quello che succede).

Modalità quest'ultima implementata per una risoluzione di molte problematiche celate dietro l'uso congiunto del servizio firewall assieme a quello FTP. Per chiarimenti sulla connessione attiva e passiva, consiglio questo documento in inglese.

Infatti, modificando le impostazioni del client, forzandolo quindi ad una connessione attiva, ed effettivamente tutto funziona.

A questo punto configurare nuovamente il server FTP di Microsoft per la modalità passiva e tutto torna a funzionare. Come? Si può seguire questa KB della Microsoft per impostare il range di porte che si vogliono far utilizzare al servizio FTP, ma ovviamente il tutto NON BASTA, perchè sul documento non si fa minimo accenno al fatto che bisogna forzare la mano al firewall indicandogli che non deve più accettare connessioni sulla porta 21 come di default.

Come fare? Passo passo:

Si deve aprire la finestra di configurazione del Firewall, quindi andare sulle proprietà avanzate, selezionare le proprietà dell'adattatore di rete locale, entrare nelle proprietà e disabilitare il servizio di FTP Server. Sembra un controsenso lo sò, ma fidatevi!

A questo punto andate nella schermata delle eccezioni, scegliete aggiungi servizio, fate sfoglia e puntate il percorso su C:\Windows\system32\intesrv e selezionate il file InetInfo.exe che altro non è che l'IIS Admin Service.

Fatto questo riavviate la macchina e vedrete che sarete in grado di connettervi in modalità passiva al vostro server FTP Microsoft.

Alle volte sono cose che capitano, ma se non altro, tra le varie analisi, purtroppo ho trovato nei log alcuni tentativi di accesso non desiderato. Qualcuno che ha tentato di farmi del (in)sano home-defacing?

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Che Windows Vista non sia stato il sistema operativo più apprezzato uscito dai laboratori Microsoft è un dato di fatto. Sono molte infatti le critiche gli sono state mosse contro. Lentezza, instabilità, mancanza di driver per le vecchie periferiche. Sembra quasi che Vista abbia ripercorso i passi di Windows 98 (mi pare fosse lui e non il 95), quando alla presentazione ufficiale con Bill Gates, nell'attaccare uno scanner e dimostrare ai presenti alla conferenza le potenzialità del P&P - alias plug & play - il sistema operativo si incartò mostrando un bel BSOD (Blue Screen Of Dead - ndr).

Con l'uscita del Service Pack 1, le cose sono notevolmente migliorate, ma Vista rimane pur sempre poco apprezzato per l'ostilità che mostra verso i suoi utenti. Ostilità, una parola ingiustificata, visto che in realtà si tratta semplicemente di questioni di nuove abitudini e costumi che l'OS cerca di improntare verso i consumatori. Abitudini tutte rivolte alla sicurezza, aspetto questo largamente sottovalutato fino ad XP, quando, tanto per fare un esempio, si potevano scrivere file senza tanti problemi anche nella root dell'hardisk.

Si potrebbe parlare per ore su cosa piace e cosa no di Windows Vista, ma fatto sta che cmq è (e sarà) almeno per i prossimi due anni, il sistema operativo del futuro fintanto che non uscirirà Windows 7, previsto per il 2010. Windows Xp, infatti è uscito fuori supporto. Le poche copie in giro per il mercato stanno lentamente iniziando a sparire. La possibilità di downgrade esiste, ma è estremamente complicata, quindi rassegnatevi. Sappiate però che sulla del rilancio del prodotto, da qualche giorno Microsoft ha reso disponibile per il download gratuito un piccolo eBook (14 pagine) contenente una serie di trucchi per ottimizzare le prestazioni di Windows Vista. Se siete interessati, potete scaricarlo qui.

 

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Tolti gli applicativi client-only, quelli cioè che installi sul pc e non necessitano di interazione con l'esterno (rete o internet), può capitare durante le normali operazioni quotidiane che alcuni di questi programmi, in particolare quelli di peer-to-peer o di file-sharing, che alcune porte siano chiuse e che quindi questi programmi non funzionino correttamente.image

Se state utilizzando Window Vista, il suo firewall rispetto a quello di XP è stato notevolmente migliorato. Non parlo a livello di core-design, dove non ho avuto modo di approfondire, ma sicuramente a livello di interfaccia grafica. Ora l'interfaccia è più intuitiva e permette molti più ambiti di personalizzazione.

Queste miglioramenti grafici indicano anche un - probabile - nuovo core, ma è anche facile che le stesse personalizzazioni si potevano ottenere anche prima da riga di comando. Non avendo mai utilizzato il firewall di XP, non ho mai sentito la necessità di approfondire in merito.
Tuttavia per la disabilitazione occorre sempre qualche passaggio che non è proprio il massimo della celerità.

Se quindi la vostra esigenza è quella di una veloce attivazione/disattivazione del firewall, sappiate che è possibile creare un collegamento sul desktop che vi permette di eseguire un comando DOS dalla medesima funzione. Il sito HowToGeek.com ha realizzato un ottimo tutorial che riassumo in italiano.

Sul desktop bisognerà fare tasto destro su di un'area vuota, selezionare la voce nuovo, quindi collegamento. Seguendo il wizard proposto, mettete dapprima il comando di interesse e premete avanti, quindi il nome del collegamento. Il gioco è fatto.

Il comando per la disabilizatione del firewall è

netsh firewall set opmode disable

mentre quello per l'abilitazione del firewall

netsh firewall set opmode enable

Una volta creato il collegamento potrete ovviamente personalizzarlo, e cosa non meno importante, ricordatevi sotto Vista, di settare le credenziali di avvio del collegamento come utente Amministratore, altrimenti questi collegamenti non funzioneranno. I medesimi comandi dovrebbero funzionare anche per XP, ma come per l'autore del tutorial, al momento non ho una macchina XP con la quale fare dei test.

 

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Ecco uno dei problemi che potrebbero verificarsi con il nuovo Windows Vista. Pc nuovo fiammante, nuova versione di Outlook Express ora rinominata in Windows Mail, configurate il vostro account, premete invia e ricevi ... e ... e ... e vedete l'invia e ricevi che stanga su Ricezione messaggi in corso ...

Sulle prime, questa sera, mentre ero da un cliente ho puntato il dito contro Norton Internet Security (che da diversi anni più che un antivirus mi pare un virus bello e buono), ma pur rimuovendolo con i suoi 90 giorni di account di prova non ho risolto la cosa.

Allora ho iniziato a pensare a quale potesse essere il problema. Erra configurazione del Firewall ... no, i permessi erano correttamente impostati (ricordo che il firewall di Vista è nettamente migliorato rispetto a quello di XP).

Alla fine penso alla nuova caratteristica dell'Auto Tunining del Receive Windows di Vista.

Prima di spiegare la soluzione, vorrei fare un pò di storia, giusto per trasmettere un pò di cultura informatica anche a voi. Cercherò di usare un linguaggio piuttosto diluito e comprensibile, quindi non abbiate timore di leggere.

Il protocollo TCP è un protocollo PtP, ovvero Point to Point, deve cioè stabilire una connessione con il computer remoto e ricevere delle informazioni di ritorno affinchè il processo di trasmissione continui indistrurbato.

Trasmettere le informazioni sulla rete, non è però come trasmetterle da un HD verso una pen drive o un CD. La rete è assai più limitata, quindi non si può spedire un file di 10MB o più tutto insieme, ma il file va frammentato e mandato a pacchetti. Quando devono essere grandi questi pacchetti (Finestra), non è possibile stabilirlo a priori e così succede che in Windows XP le dimensioni di questa Receive Window (quantità di dati ricevibili dal mittente) erano fisse e modificabili solo da registro di configurazione; con Vista, invece, grazie a tutti i progressi tecnlogici, ivi compresi i miglioramenti delle reti di trasmissione dati, gli ingegneri in Microsoft si sono inventati un sistema di Auto Tuning, ovvero un modo che in automatico effettua uno scaling (ridimensionamento della finestra) - per ogni trasmissione - calcola quanto questa finestra deve essere grande e la impstano di conseguenza.

Il problema è tutto qua. E quasi sicuramente sarà un problema tutto italiano, dovuto alla eterogeneità delle nostre reti e degli apparati. Non tutti i router e i firewall sono in grado di getire questo scaling, che per dovere di cronaca, viene calcolato nei primi istanti della connessione tra i due punti TCP.

Risultato? Il vostro Windows Mail (o chissà quale altro programma) si pianta e voi potete star li ad aspettare anche 2 giorni, ma la posta non la riceverete mai.

Ovviamente qua ho semplificato molto le cose, ma nel complesso spero di aver reso il concetto.

La soluzione

Per risolvere questo problema l'unica cosa che ho visto funzionare è stata quella di disabilitare questo Auto tuning.

Si può provare dapprima con una disabilitazione parziale, e se non funziona, si può andare con quella totale.

Per procedere bisogna aprire un prompt di Dos in modalità amministratore, quindi digitare questo comando:

netsh interface tcp set global autotuninglevel=restricted

Per una disattivazione totale, di contro, si deve sostituire resticted con disabled.

A questo punto, facendo di nuovo Invia e Ricevi, vedrete che la posta verrà giù liscia come l'olio.

Ultima nota, questa dettata dall'esperienza. Se vedete che dopo qualche aggiornamento di Windows il problema torna a sussistere, probabilmente la cosa dipenderà dal fatto che uno degli ultimi aggiornamenti avrà ripristinato il valore di default del comando sopra, riportandolo a normal. Non abbiate timore di disattivarlo di nuovo.

Male che vada, non godrete di quei 10 o 15 secondi di vantaggio sul vostro vicino di casa!!!!

Alcuni approfondimenti

Per concludere, riporto un paio di articoli di gente Microsoft che parlando dell'argomento. Gli articoli sono, ovviamente, in inglese.

  1. Receive Window Auto-Tuning on Vista
  2. TCP Receive Window Auto-Tuning

 

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In questi giorni sto assistendo ad un proliferare di commenti negativi sulle UAC (User Account Control) che non posso esprimere anche la mia.

Devo premettere che quando c'è da fare un complimento a Microsoft o cmq di peronare la causa o comunque di prendere le loro difese in passato l'ho già fatto e non mi esimerò di farlo in futuro se dovesse esserci l'occasione.

Nel particolare delle UAC, tuttavia, mi sento di non difenderle completamente.

Senza troppe parole tra i denti, in fondo, l'intento era buono; quello di cercare di aumentare il livello di sicurezza del sistema operativo, cosa da sempre richiesta da più fronti, era una cosa che andava assolutamente fatta.

Il problema a mio avviso è che è stata fatta male. Mi spiego. Le UAC sono semplicemente una sorta di aspirina che cerca di curare un potenziale mal di testa, tuttavia non è una medicina definitiva, ma semplicimente un paleativo momentaneo.

L'affliggere l'utente finale con milioni di avvisi durante i quali si avverte che una possibile installazione di un file potrebbe compromettere il sistema, che l'apertura di un tool di sistema (es. il defragger) necessita di permessi elevati (come se tutti i tool possono creare scompiglio) e via dicendo non sono una cura.
Il vero problema è la stupidità degli utenti che spesso e volentieri si lasciano corrompere dal messaggio pubblicitario o dall'amico che instiga l'installazione di questo o di quel giochino. E non è certo un messaggio di avviso stile "Sei sicuro di quello che stai facendo" che può prevenire i problemi.
Certo, un messaggio del genere può suscitare maggiore attenzione, ma per quanto tempo? Alla fine, la continua visione dello stesso messagio anche per le più banali operazioni, finirà come la storia del ragazzino e del lupo, dove il ragazzino gridando sempre al lupo al lupo, alla fine, quando il lupo arrivò veramente nessuno accorse in suo aiuto.

Detto questo, è necessario sottolineare come, al di là di tutto non è certo l'uso delle UAC quella cosa che proteggerà l'utente da virus o malware se questi sono intesi come il vero problema di sicurezza.

Le UAC - per come la vedo io - servono solo a proteggersi da se stessi (e come già detto sopra, dalla propria ignoranza). Il non sapere qualcosa è spesso causa di molti più mali di quanti non ne causi veramente un prodotto, un software, un documento con macro-virus ecc. ecc.

Si profilano allora due scenari diversi: quello dell'utente che con il pc ci va anche al gabinetto, quindi per intenderci sà quando fa qualcosa cosa sta facendo (presumo quindi tutti quelli utenti pro che dell'informatica ne hanno fatto un mestiere, e che non si limitino a spacciarsi pro solo perchè leggono qualche rivista di informatica) e l'utente standard, quello che accende il computer e si aspetta che tutto funzioni.

 

Le uac sono una disgrazia o qualcosa da ammirare?

Per l'utente professionale, le UAC - a mio avviso - sono solo una disgrazia. Per l'utente pro, che spesso deve lavorare con il pc per fare sviluppo, test, installare programmi questi continui avvisi - anche per le più semplici operazioni come il defrag, sono solo una tortura.

Per l'utente medio, di contro, possono essere l'inizio di un nuovo processo e modo di concepire il computer e la sicurezza, ovvero lavorare sempre con il minimo dei permessi necessari e ricorrere all'amministratore solo quando si ha veramente necessità.
Tuttavia, questo sistema di avvisi andrebbe un pochino rivisto, anzi andrebbe rivista la logica che c'è dietro al sistema operativo per rendere veramente più sicuro l'ambiente.

La mia ricetta sulla sicurezza.

Il sistema operativo Windows non potrà mai essere veramente sicuro fintanto che alla MS non rilasceranno un nuovo file system e un nuovo kernel che migliori quel processo iniziato tanto tempo fa con Windows NT.

Vi siete mai domandati perchè su Mac non esistono virus o perchè in generale Linux è più sicuro? Perchè questi sistemi operativi alternativi rilegano l'utente che usa il proprio profilo in un ambiente sicuro e sterile, ma soprattutto a tenuta stagna, dove gli eventuali danni causati da una delle tante cause (virus, incuria, incapacità ecc.) sono e rimangono circoscritti all'ambiente di colui che lavora.

Tutto il resto del sistema operativo è per l'utente - a seconda dei suoi permessi, e quindi qui prendiamo per ipotesi che sia un utente standard - totalmente inaccessibile. L'utente però se vuole può installare applicazioni, cancellare file, crearne. Insomma può far tutto, ma nel suo ambiente. Quindi non potrà mai rovinare o toccare parti di sistema, non potrà mai inserire processi dannosi che vengano eseguiti automaticamente ecc. ecc.

A seguire, visto che le UAC non sono proprio una cosa malvagia, bisognerebbe rivedere completamente il sistema dell'installer, che è in parte quello che succede oggi con le UAC.

I cosiddetti applicativi per Vista - compatibili - includono nel loro file di setup un manifest che dice al sistema operativo di che permessi il setup ha bisogno per poter lavorare. Da qui poi la finestrella di permessi, se per caso le autorizzazioni richieste dovessero essere quelle di tipo amministrativo.
Per tutti quelli file senza manifest, la finestrella è assicurata, quindi parliamo di applicazioni rilasciate per WinXp e precedenti.

Si dovrebbe completamente rivedere questa parte, ovvero fare in modo che:

  1. Non si possano installare applicazioni prive di manifest, quindi sicura incompatibilità del 95% delle applicazioni
  2. Prevedere un manifest più completo che indichi per filo e per segno non solo i perrmessi necessari alle installazioni, ma anche quelli a posteriori per l'esecuzione.

Tutto questo comprometterebbe seriamente la retrocompatibilità, ma a volte delle scelte radicali sono necessarie e auspico che Windows 7 dia un taglio netto a questo aspetto, anche se credo che sia una speranza piuttosto vana.

Infatti, a dominare il mercato, è la legge della domanda e dell'offerta. E dato che il mondo consumer del pc è relativamente ridotto rispetto ad un mondo aziendale e per lo più sono le aziende che comandano dicendo o così o niente, fintanto che le grandi aziende (banche, corporate e multinazionali) non si aggiorneranno completamente sarà difficile poter attuare un taglio netto di questo tipo.
E la cosa buffa è che questa tipologia di utenti sono poi i primi che vanno lamentandosi dell'imperfezione di Windows e dei problemi sulla sicurezza, quando non vogliono aggiornarsi per primi e sono strettamente legati ancora ai loro 16 bit.

Cosa fare nel frattempo.

Assolutamente non disattivare le UAC. Disattivarle significherebbe riportare il pc con lo stesso livello di sicurezza di XP, ovvero un utente admin fa tutto (ma proprio tutto) contro quello di Vista oggi, dove per certi task sebbene amministratori, si ha necessità di autorizzare se stessi per quella determinata azione.

Si tratta in fondo di incominciare pian piano a capire cosa vuol dire essere più consapevoli di quello che si sta facendo.

Se siete però degli utenti pro, quindi sapete quello che state facendo, potreste quanto meno evitarvi parte di questi avvisi, mettendo le UAC in quiet mode, cioè evitare che almeno per gli amministratori questo tipo di messaggi compaiano.

Come fare?image

Si può ricorrere all'utility Tweak-UAC, che altro non fa che modificare un parametro del Group Policy (gpedit.msc), spostandolo da Prompt for credential su Elevate without prompt.

Questo, ovviamente, riduce parte della sicurezza, perchè se state lavorando come utente di tipo amministratore, eseguirà tutti i processi senza avvisarvi di alcun che, cosa che le UAC volevano evitare. Quindi fate questa modifica a vostro rischio e pericolo.

Letture di accompagnamento

Alcune letture interessanti sul UAC, giusto per approfondire, sono:

 

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Se siete su Windows Vista e credete di averle viste tutte, allora non è mai troppo tardi per scoprire che l'errore 0x80070052: impossibile copiare i file ... per tutta una serie di ragioni che ovviamente non c'entrano niente con quello che Vista dice, tipo settori del floppy danneggiati o memory card prossima al decesso, sappiate che la soluzione è molto più semplice di quello che non si pensi.

Basta ovviamente poter sacrificare il contenuto del supporto di memorizzazione su cui volete copiare o spostare i vostri files.

Già, perchè un bel format risolve tutti i problemi del caso, consentendo a Vista di capire che il supporto è perfettamente funzionante e non come lui credeva, spacciato.

 

 

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A poco più di un anno dalla sua uscita Windows Vista, dopo il suo recente make-up con il Service Pack 1, peraltro non acora ufficialmente disponibile per tutti visto che alcuni software sembravano presentare problemi di errato funzionamento (alcuni antivirus tra i quali mi pare di aver letto anche quello di Symantec - tanto per cambiare), alla direzione generale di Microsoft, hanno pensato bene di fare un altro pò di make-up.

In particolare del liftling ... sul prezzo e sulle versioni.

Stando a voci di corridoio, che probabilmente saranno confermate nelle prossime ore, Microsoft abbasserà i prezzi del nuovo sistema operativo e condenserà anche le versioni.

Vista Home Basic e Home Premium (che sempre Home sono) diventeranno tutt'uno per esempio. Era infatti una scelta che personalmente non condividevo quella di trovarmi con 5 versioni di fronte e il dubbio di quale versione di Vista scegliere per i clienti.

Il motivo delle scelte è ovviamente chiaro: invogliare gli utenti a passare al nuovo sistema operativo.

Staremo a vedere cosa succederà. Certo è che quantomeno per coloro che già hanno pagato per esempio un Home Premium, credo sia opportuno che Microsoft decida per una contropartita; onestamente se io avessi comprato un Home Premium e poi mi vengono a dire "Sai che ora chi si è comprato l'Home Basic ha le stesse cose che hai tu e ha pagato meno?", beh non sarei proprio felicissimo e mi darebbe una punta di rammarico che comprometterebbe ulteriormente il grado di fiducia della ditta di Redmond.

Senza contare poi, che qua la Commissione Europea ci andrebbe nuovamente a nozze per l'ennesima multa: considerato i continui attacchi, non certo si lascrierebbero scappare questa succulenta occasione.

 

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remotedesktopFinalmente il primo Service Pack per Windows Vista è disponibile (almeno per gli abbonati MSDN). Il Download non è stato dei più brillanti, 130Kb al secondo, quindi quasi due ore e mezza per farmi 1,3 GB di pacchetto.Capture

Erano le 16:00 di ieri pomeriggio, ma dovendo poi uscire ho rimandato a questa mattina l'installazione. Primo approccio necessario: la calma.

E fidatevi, ci vuole tutto quel tempo. Se infatti dopo circa 25 minuti di spacchettamento magari pensate di aver finito, non avete fatto i conti con il successivo riavvio che se ne piglia circa altri 30-35 minuti di tempo.

Fortunatamente hanno introdotto un indicatore percetile di progressione di installazione, che sebbene non sia il massimo, almeno vi dà l'idea che qualcosa stia realmente accadendo.

La prima cosa poi, che ho avuto modo di provare nell'immediato è stata quella del Desktop Remoto, che ultimamente su una installazione fresca di Vista mi stava dando non poche noie. Non colgo cambiamenti di performance o altro, non in un primo impatto, ma qualcosa sicuramente è stato toccato anche qui. Infatti ecco come si presenta ora la maschera di login per una connessione precedentemente impostata.

Al momento non ho avuto modo di provare altro, quindi mi riservo di aggiungere commenti a questo post mano a mano che avrò modo di apprezzare (o odiare) le fix di questo SP.

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Il rilascio di Windows Vista ha complicato notevolmente il panorama della scelta della versione del proprio sistema operativo. Non tutti i sistemi possono fare tutto. Del resto neanche XP poteva, ma se la sola limitazione di XP (a grandi linee) era che non si poteva fare la join al dominio se si aveva una versione XP Home.

Con Vista le versioni del sistema operativo sono addirittura 5, e solo per rimanere in tema di dominio e di join, la versione minima richiesta è la Business. Ho trovato questo link, dove sommariamente vengono proposte le differenze tra le varie versioni.


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