Nero Burning Rom, bei tempi

May 15, 2008 10:41 by Admin

Ai tempi di Nero Burning Rom, quando quello che oggi tutti continuiamo a chiamare Nero, si occupava solo di masterizzazazione e basta (senza quindi tutte queste cose tipo editing video, cd labeling ecc. ecc.) il programma in questione occupava a malapena 50 Mb in memoria (di media).

Oggi, avere Nero 7 o peggio anche l'8, significa dover comprare un computer della Nasa per poter lavorare.

Se infatti installate la suite completa, senza andare a togliere elementi, vi ritroverete tra i piedi anche il Nero Scout, che come suggerisce il nome fa scouting, ovvero fa alla scoperta per conto di Nero e tutti gli amici di famiglia.

A cosa serve? Scout, fa un pò quello che fa il servizio di indicizzazione di Vista, cataloga i file in modo che quando il Nero e tutti gli altri programmi poi devono fare qualche operazione, dovrebbero essere agevolati perchè già sanno dove cercare quello che volete utilizzare (sia per la masterizzazione che per altro).

Il problema (grande) di questo Scout è che è peggio di una sanguisuga. Guardate l'immagine per capire.

image

Ovvero per funzionare, Scout, si fotte la bellezza di 350 MB e il 40% delle risorse CPU. E pensate che l'ho preso in un momento di riposo. Prima era arrivato al 50% di CPU e oltre i 500MB di memoria.

imageQuindi, se il vostro computer fiammante vi sembra lento, non esitate ad aprire Nero Scout e a disattivarlo immediatamente.

 

Altrimenti, fate un serio pensierino ad usare programmi Open Source.

 


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Windows Mail non mi scarica la posta

May 9, 2008 21:36 by Admin

Ecco uno dei problemi che potrebbero verificarsi con il nuovo Windows Vista. Pc nuovo fiammante, nuova versione di Outlook Express ora rinominata in Windows Mail, configurate il vostro account, premete invia e ricevi ... e ... e ... e vedete l'invia e ricevi che stanga su Ricezione messaggi in corso ...

Sulle prime, questa sera, mentre ero da un cliente ho puntato il dito contro Norton Internet Security (che da diversi anni più che un antivirus mi pare un virus bello e buono), ma pur rimuovendolo con i suoi 90 giorni di account di prova non ho risolto la cosa.

Allora ho iniziato a pensare a quale potesse essere il problema. Erra configurazione del Firewall ... no, i permessi erano correttamente impostati (ricordo che il firewall di Vista è nettamente migliorato rispetto a quello di XP).

Alla fine penso alla nuova caratteristica dell'Auto Tunining del Receive Windows di Vista.

Prima di spiegare la soluzione, vorrei fare un pò di storia, giusto per trasmettere un pò di cultura informatica anche a voi. Cercherò di usare un linguaggio piuttosto diluito e comprensibile, quindi non abbiate timore di leggere.

Il protocollo TCP è un protocollo PtP, ovvero Point to Point, deve cioè stabilire una connessione con il computer remoto e ricevere delle informazioni di ritorno affinchè il processo di trasmissione continui indistrurbato.

Trasmettere le informazioni sulla rete, non è però come trasmetterle da un HD verso una pen drive o un CD. La rete è assai più limitata, quindi non si può spedire un file di 10MB o più tutto insieme, ma il file va frammentato e mandato a pacchetti. Quando devono essere grandi questi pacchetti (Finestra), non è possibile stabilirlo a priori e così succede che in Windows XP le dimensioni di questa Receive Window (quantità di dati ricevibili dal mittente) erano fisse e modificabili solo da registro di configurazione; con Vista, invece, grazie a tutti i progressi tecnlogici, ivi compresi i miglioramenti delle reti di trasmissione dati, gli ingegneri in Microsoft si sono inventati un sistema di Auto Tuning, ovvero un modo che in automatico effettua uno scaling (ridimensionamento della finestra) - per ogni trasmissione - calcola quanto questa finestra deve essere grande e la impstano di conseguenza.

Il problema è tutto qua. E quasi sicuramente sarà un problema tutto italiano, dovuto alla eterogeneità delle nostre reti e degli apparati. Non tutti i router e i firewall sono in grado di getire questo scaling, che per dovere di cronaca, viene calcolato nei primi istanti della connessione tra i due punti TCP.

Risultato? Il vostro Windows Mail (o chissà quale altro programma) si pianta e voi potete star li ad aspettare anche 2 giorni, ma la posta non la riceverete mai.

Ovviamente qua ho semplificato molto le cose, ma nel complesso spero di aver reso il concetto.

La soluzione

Per risolvere questo problema l'unica cosa che ho visto funzionare è stata quella di disabilitare questo Auto tuning.

Si può provare dapprima con una disabilitazione parziale, e se non funziona, si può andare con quella totale.

Per procedere bisogna aprire un prompt di Dos in modalità amministratore, quindi digitare questo comando:

netsh interface tcp set global autotuninglevel=restricted

Per una disattivazione totale, di contro, si deve sostituire resticted con disabled.

A questo punto, facendo di nuovo Invia e Ricevi, vedrete che la posta verrà giù liscia come l'olio.

Ultima nota, questa dettata dall'esperienza. Se vedete che dopo qualche aggiornamento di Windows il problema torna a sussistere, probabilmente la cosa dipenderà dal fatto che uno degli ultimi aggiornamenti avrà ripristinato il valore di default del comando sopra, riportandolo a normal. Non abbiate timore di disattivarlo di nuovo.

Male che vada, non godrete di quei 10 o 15 secondi di vantaggio sul vostro vicino di casa!!!!

Alcuni approfondimenti

Per concludere, riporto un paio di articoli di gente Microsoft che parlando dell'argomento. Gli articoli sono, ovviamente, in inglese.

  1. Receive Window Auto-Tuning on Vista
  2. TCP Receive Window Auto-Tuning

 

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Fare il backup di Outlook Express

January 26, 2008 19:46 by Admin

Ormai la posta elettronica è un mezzo di comunicazione globale; molti di noi utilizzano questo strumento quotidianamente e per i più svariati motivi, dal lavoro al puro divertimento.

Senza entrare nel merito se sia giusto o corretto, la stragrande maggioranza dell'utente medio utilizza quello che trova sul computer, adattando le sue esigenze allo strumento.

Per questo motivo durante l'assemblaggio di un nuovo computer, dopo l'installazione del sistema operativo, tendo sempre ad installare quante più utility free disponibili. Mozilla Firefox, 7Zip, FoxIt Reader (per i PDF), Open Office.

Non tutti condividono la mia scleta, e molti anzi si lamentano di come mai non si trovano installato Office, che guarda caso è una suite a pagamento che guarda caso - lo ribadisco anche qua - se non se lo comprano io non glielo dò certo pirata.

Premessa a parte, in quella lista di software sopra menzionati, non ho mai aggiunto Thunderbird (il client di posta Mozilla). Avrò fatto bene o male, questo è difficile dirlo. Diciamo che in questo frangente voglio dar credito a Zio Bill e alla sua (ex) Microsoft.

Ho quindi sempre utilizzato Outlook Express come client di posta predefinito.

Capita a volte che il pc sia bello che incasinato e quindi si debba ricorrere alla formattazione per ripristinare il normale funzionamento e velocità di esecuzione dei programmi.

Salvare documenti e cartelle è abbastanza intuitivo (anche se esistono molti utenti che sbagliano perfino quello, salvando i collegamenti invece che i file veri e propri), ma il discorso è completamente diverso per la posta elettronica. Specie poi se si usano i profili (la cui gestione da parte di OE non mi è mai piaciuta, ma questa è un'altra storia).

Vediamo quindi come fare manualmente questa operazione di salvataggio che si divide in due: il salvataggio della rubrica e quello delle e-mail vere e proprie.

 

Salvataggio della Rubrica

Mentre per la rubrica è quella di Windows, quindi per il salvataggio è sufficiente fare Esporta dal menu file del programma Rubrica di Windows, generando quindi un file .wab.

 

Salvataggio delle E-mail

Per le e-mail non esiste un comando apposito.Si deve in primis capire dove sono i file di archivio, e questo lo possiamo scoprire aprendo Outlook Express, e selezionando il menu Strumenti > Opzioni, tab Manutenzione, quindi premere il pulsante Archivia cartella.
Si aprirà una finestra che mostra il percorso dell'archivio. Ora possiamo selezionare il percorso e poi copiarlo (tramite la combinazione di tasti Ctrl+C oppure premendo il tasto destro del mouse e scegliendo Copia).

A questo punto apriamo una finestra di risorse del computer e nella barra degli indirizzi premiamo CTRL+V per incollare il percorso appena copiato, quindi premiamo invio. Si aprirà la cartella dove sono salvati i file. Ora possiamo selezionare i file e copiarli dove vogliamo.

 

Salvataggio degli Account

Ultima operazione è quella di salvare gli account. Qua per fortuna basta andare nel Menu Strumenti > Account > Tab Posta elettronica. Selezionare ogni account presente (e che si vuole backuppare) e premere il tasto esporta per generare il file .IAF

 

Il ripristino di tutte queste informazioni avviene nel modo opposto a quanto appena eseguito.

Mi rendo conto che questa operazione può non essere alla portata di tutti, e allora in questo caso ci vengono in soccorso diversi tool esterni (gratuiti).

Per esempio PicoBackup, specifico per Outlook Express o se si usano altri client di posta (tra i quali anche ThundeBird) si può ricorrere a MailStore.

Personalmente non ho mai usato questi due software, quindi non sò se effettivamente si comportino bene oppure meno. Lascio a voi scoprirlo.


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Un paio di plug-in utili per Firefox

December 21, 2007 17:58 by Admin

Quando si parla di sicurezza essere zelanti non è un'offesa, tutt'altro. Ecco un paio di plug-in niente male che secondo me dovrebbero stare nella collezione degli utenti della Volpe di Fuoco.

L’ottimo NoScript, che si occupa nello specifico di bloccare i JavaScript provenienti da fonti non sicure o che non abbiano ricevuto il nostro esplicito consenso all’esecuzione. Utile anche contro attacchi di cross-site scripting, detti XSS.

Molti (probabilmente) controllano (sempre) nella Barra di Stato quale indirizzo stanno per cliccare. Ma come esaminare i domini a cui inviamo le password immesse o le informazioni di tutti i campi testuali che riempiamo? FormFox fa esattamente questo, aiutandoci così a testare l’affidabilità di siti a rischio.

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Fermatemi il riavvio di XP

December 18, 2007 21:26 by Blog Author
Quante volte vi sarà capitato che dopo un aggiornamento di XP il sistema debba riavviarsi e voi avete scocciati di premere su riavvia in seguito avrete detto "se potessi fargli capire che adesso sto lavorando e non ho tempo di riavviare la macchina..."

Bene, questo softwarino della IntelliAdmin sembra fare al caso nostro. Un semplice doppio click e il fastidiosissimo splash screen che ci avvisa di riavviare ogni 10 minuti sparisce dalla nostra vista.

This program enables or disables the automatic reboot 'feature' of windows XP SP2 after an update has been installed. Saves you from losing important work when you walk away from your computer at the wrong time - and XP decides it is going to close everything without saving.

Fortunatamente in Vista hanno messo la possibilità di impostare un delay maggiore di 10 minuti, quindi questo software si rileva inutile.

Sempre in tema di riavvio segnalo, dalla stessa ditta, un software che consente il riavvio remoto di pc Windows-Based. Per usi  locali (e non distruttivi ovviamente).

Technorati tags: Riavvio XP, Riavvio Remoto

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Cameriere? Per me un telnet

December 18, 2007 21:09 by Admin

Raro, estremamente raro usare oggi un telnet, ma ogni tanto necessario. E proprio perchè la massa non usa (o non lo deve usare) Microsoft ha pensato bene di siluare il Telnet da Windows Vista nascondendolo.

Si ma come faccio a farlo riapparire?

Un sistema rapido e veloce è questo:

  1. Aprire un prompt di MS-Dos
  2. Digitare start /w pkgmgr /iu:"TelnetClient"
  3. Continuare con l'accettazione dell'avviso UAC fornendo la password se siete utenti semplici o premendo su Contnua (ammesso che abbiate le UAC abilitate)
  4. Aspettate che Vista ragioni su un pochino
  5. Et Voilà, il Telnet è servito


Technorati tags: Telnet, Vista


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Cancellare tutti i contatti dal palmare (e tutti gli appuntamenti)

December 12, 2007 10:45 by Admin

Avere un palamare e Windows Mobile non sempre è sinonimo di semplicità d'uso. Per cancellare tutti gli appuntamenti e tutti i contatti precedentemente sincronizzati con Active Sync non è semplice. Non esiste un tasto, una combinazione nascosta, un tool nativo che, magari con 200 password di sicurezza, ti permetta di ripulire il tuo palmare senza per questo ricorrere all'hard reset (che significa riportare il PDA alle origini, quando lo avete tirato fuori dalla scatola, e quindi senza un briciolo di software che non sia l'OS preinstallato).

L'alternativa, quella più semplice, per ripulire solo i contatti e gli appuntamenti è stata quella di ricorrere ad una sincronizzazionefasulla con un profilo Outlook vuoto.

Ovviamente anche qua la cosa non è del tutto immediata perchè ovviamente, pur creando un nuovo profilo su Outlook, il database dei contatti e del calendario del PDA si accorgono che il profilo di origine e di destinazione non è lo stesso. E neppure rimpiazzare il file con uno con un file nuovo vuoto funziona. La soluzione (non proprio immediata ma efficace):

  1. Riavviate la macchina in modo che nessun file sia pendente o in memoria
  2. Create un nuovo file di Outlook (pst) completamente vuoto
  3. Copiate il vecchio file (per avere un backup).
  4. Aprite Outlook, cancellate tutti gli appuntamenti e tutti i contatti
  5. Sincronizzate di nuovo il PDA che a questo punto si trova lo stesso profilo e gli stessi file e quindi non ha di che lamentarsi.

In questo modo si ripulisce il PDA. Ovviamente alla fine del processo, dopo aver staccato il palmare e chiuso il Mobile Device Center, si deve ripristinare la copia di backup fatta al punto 3 per riavere tutti i dati indietro.

Se qualcuno conosce una strada più breve, ben venga un commento. Non sono riuscito nemmeno a trovare un tool di terze parti che facesse questa cosa "stupida".


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Come risolvere lo SPAM: le Greylist

November 3, 2007 18:31 by Admin

Il problema dello SPAM sta diventando qualcosa di insopportabile. I livelli di invio di spazzatura (Viagra, Medicinali, Software pirata, orologi e chi più ne ha più ne metta) da parte di utenti preposti allo scopo è ormai diventato un lavoro per questi personaggi che non si riuscirà mai a comprendere, ma che a tutti – me compreso – arreca un fastidio enorme.

Sulla maggior parte dei sistemi e-mail che comunemente si utilizzano sono in funzione dei sistemi di riconoscimento dello SPAM.

Questi sistemi possono essere di diverso tipo, gratuiti o a pagamento. Dipende tutto dal provider che si sta usando o dall'hoster che fornisce la casella di posta elettronica.

Una protezione delle e-mail piuttosto comunue è quella dell'attribuzione del peso, ovvero alle e-mail dopo alcune verifiche (es. il DNS blacklisting) viene attribuito un valore numerico; detto valore viene riconosciuto dal sistema di posta che in base ad una tabella di valori (non direttamente modificabile dall'utente) classifica poi le e-mail come SPAM in tre livelli (basso, medio e alto).

Questo sistema, con l'aggiunta di un buon antivirus, e comunque con la corretta configurazione delle regole di ricezione, consente nella maggior parte dei casi di raggruppare le e-mail inutili in un unico posto, dargli uno sguardo fugace all’occorrenza, e cancellarle in un colpo solo senza per questo doversi preoccupare in maniera eccessiva dei falsi positivi (che comunque possono sussistere e che quindi è bene controllare).

Tuttavia questo sistema non evita la ricezione dei messaggi di SPAM, in quanto sia il mittente che il destinatario sono potenzialmente validi (fatta eccezione regole di Whitelist e Blacklist, o record SPF).

Nell’ottica di questo scenario, un sistema che ritengo estremamente efficace per il combattimento dello SPAM è quello delle Greylist, che consente di ridurre del 99,9% lo SPAM.
Si, avete letto bene; la vostra casella di posta elettronica non verrebbe nella stragrande maggioranza dei casi intaccata da questi messaggi.

Prima di spiegare come, lasciatemi dire come gli spammers raccolgono gli indirizzi e-mail degli utenti Internet. Non bisogna pensare a delle persone che sono li a scrivere milioni di volte il messaggio e a premere il tasto invia o inoltra. Il vostro indirizzo di posta elettronica può essere carpito – a grandi linee – in 5 differenti modi:

1) tramite dei programmi, BOT, che vanno in giro per la rete a raccogliere indirizzi e-mail per metterli in dei database;

2) aggiunto a mano dagli spammer in dei database;

3) quando ci si registra su alcuni siti web, in particolar modo quelli che si prefiggono di dare sevizi gratuiti (foto, suonerie per cellulari, sms gratuiti, ecc. ecc);

4) quando incautamente si fanno le catene di S. Antonio o si usa impropriamente il comando inoltra a tutti o comunque si mettono nel campo destinatario tutti gli indirizzi e-mail dei destinatari (dando modo a chi riceve di vederli tutti);

5) tramite virus (Worm) che infettano il sistema e contagiano la vostra rubrica di sistema e diffondono i vostri contatti a degli spammers;

 

I sistemi di invio utilizzati dagli spammers, data la mole di e-mail che devono gestire, una volta inviata la mail non si preoccupano di verificare se questa è stata ricevuta o meno, perché tanto – ammesso anche che un 10% di questi utenti non riceve l’e-mail - lo spammer ha sempre assolto il suo compito: creare disagio.

In virtù di questa caratteristica di invio, l’introduzione delle Greylist risulta quanto mai perfetta. 

Cosa sono le Greylist:

Le Greylist sono un livello intermedio tra le Whitelist (utenti accettati sempre) e le Blacklist (utenti da rifiutare sempre). Il compito di queste Greylist è quello di rifiutare in prima istanza la ricezione di tutte le e-mail da qualunque utente (tranne quelli nella Whitelist) restituendo un apposito codice di errore che informa il server di posta mittente che si sono verificati dei potenziali problemi durante la ricezione e che quindi il messaggio dovrà essere rispedito in un secondo momento.

Il protocollo SMTP (quello che si preoccupa di inviare e di ricevere la vostra posta), prevede che un messaggio non recapitato per problemi di rete (come quello accennato ora) debba essere rispedito fino a quando la ricezione non avviene con successo o alternativamente distrutto dopo una serie di tentativi falliti.

In termini pratici cosa succede: il server mittente ricevendo questa risposta, capisce che deve ritentare l’invio, quindi non cestina l’e-mail. Il programma dello spammer, invece, ignorando tutte le risposte partirà dal presupposto che la consegna è riuscita e passerà all’indirizzo e-mail successivo. Risultato. Al successivo invio da parte del server di posta a cui precedentemente si è detto che c’erano dei problemi, l’e-mail verrà accettata e consegnata regolarmente al destinatario.

Vantaggi e svantaggi delle Greylist:

Il sistema delle Grey list consente di eliminare il 99,9% dello spam. E’ richiesto un periodo iniziale di tuning, perché potrebbe darsi che alcuni server di posta elettronica (per esperienza quelli in Italia non soffrono di questo problema) non prevedono il reinvio. In tal caso bisognerebbe accreditare il server mittente come valido, sempre e comunque, evitando questo controllo e lasciando al solo filtro anti-spam di effettuare le restanti verifiche che con la grey list risultano praticamente inutili (ma che restano comunque attive).

Altro svantaggio, a mio avviso più che accettabile, è un ritardo nella consegna del primo messaggio. Infatti, come si è detto sopra, il messaggio in prima istanza viene rifiutato per essere accettato al successivo re-invio.

Questo successivo invio è un tempo variabile che non è deciso da chi riceve la posta, ma dall’amministratore di sistema del server che invia.

Da precisare tuttavia che il ritardo avviene ogni prima volta che il server di ricezione non è in grado di autorizzare il mittente.

Esempio: si supponga che oggi lunedì viene inviata una e-mail all’utente X dal mittente A.
L’e-mail viene rifiutata, il server di A fa passare un certo lasso di tempo (generalmente 5 minuti) e poi rispedisce e X riceve l’e-mail con circa 6-7 minuti di ritardo rispetto a quando A ha inviato il messaggio.

Martedì A invia nuovamente un messaggio ad X. Il server di X avendo autorizzato A il giorno precedente, si ricorda di lui e lascia passare immediatamente l’e-mail senza ritardi.

Passa una settimana intera, e siamo quindi al mercoledì successivo. A non ha più inviato messaggi ad X e la lista degli utenti autorizzati temporaneamente è stata depennata dell’indirizzo di A.
Al primo invio, il messaggio di A dovrà rieseguire l’iter di verifica; diversamente in caso di continuità, l’indirizzo rimarrebbe sempre vivo e quindi non subirebbe ulteriori rallentamenti.

Insomma, nonostante una fase iniziale di tuning e un piccolo rallentamento, l'implementazione delle Greylist sia - almeno al momento - la panacea al problema. Certo, magari fra qualche mese (spero anche qualche anno se non mai), gli spammers prenderanno provvedimenti e toccherà rivedere la questione. Ma considerato che il progresso fa sempre passi da gigante, non è da escludere che un domani esistano altri sistemi più intelligenti di riconoscimento.

Concludo ovviamente dicendo che quello delle Greylist non è una cosa alla portata di tutti, ma soprattutto è applicabile in prima persona solo da chi gestisce un sistema di posta elettronica. Non si può quindi avvalersi della cosa se la casella di posta elettronica è in hosting da qualche parte. In questo caso bisogna solo chiedere al provider/hoster se il sistema è attivo, ma per esperienza vi posso dire che anche se il mail server utilizzato supporta le Greylist queste difficilmente vengono attivate perchè non tutti gli utenti sono disposti a sostenere quel leggero ritardo in ricezione.

Trovo quanto mai ridicola questa cosa ... non scordiamoci che fino a qualche hanno fa si andava ancora in giro con la posta espressa e oggi con le raccomandate che nonostante i costi si smarriscono lo stesso.

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