Notifiche multiple su wordpress

In questi giorni mi sto cimentando nell’attivazione e configurazione di diversi siti wordpress. Vuoi per esigenze lavorative, vuoi per pratica, a me piace sempre scoprire cose nuove e nella fattispecie una recente esigenza era quella di ricevere i commenti dei post su piu’ indirizzi email.

Di default WordPress notifica solamente l’autore del post. Ma che succede se volete aggiungere altri destinatari, come ad esempio gli editor di un articolo o magari l’email del vostro cliente (giusto per dimostrargli che state lavorando)?

Dopo alcune ricerche, sono venuto a capo di una soluzione come questa, che sembra funzionare egregiamente.

Aggiuntegete il seguente codice al vostro file functions.php e il gioco e’ fatto.

function filter_comment_notification_headers( $message_headers )
 {
 $notify_other_people = array(
 '"Donald Duck" ',
 '"Uncle Scrooge" '
 );
 $message_headers .= "\n" .
 'CC: ' . implode(', ', $notify_other_people );
 return $message_headers;
 }
 add_filter('comment_notification_headers', 'filter_comment_notification_headers');

Visualizza il sorgente HTML con iPad

Qualche giorno prima che uscisse iPad 2, ho fatto una scelta radicale e forse insensata! Non dare retta alla moda del momento e comprare un iPad 1 usato.

La scelta non si é rilevata affatto felice da un punto di vista economico, perché a sorpresa Apple ha abbassato immediatamente del 25% i costi delle giacenze del suo “vecchio” prodotto.
Come risultato, con £20 in più avrei potuto prendere un giocattolino nuovo di pacca.

Poco male! Quel che era fatto era fatto e quindi …

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Trovare velocemente la data più piccola

Dopo tanto che non scrivo su questo blog, forse è il caso di inserire qualche cosa di nuovo. Per l’occasione ho una piccola “chicca” da condividere con voi che mi è venuta in mente dopo aver aperto l’ennesimo foglio di calcolo Excel e aver visto che l’uso di questo potente strumento si trasforma nel 90% dei casi in un blocco appunti, ignorando praticamente tutta la potenza di calcolo che lo strumento mette a disposizione.

Se non sei interessato quindi ad Excel, puoi anche abbandonare la tua lettura  😉 …

o magari dedicarti a qualche altro post più interessante, che sono sicuro su questo blog non mancano.

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Un paio di trucchi per Google analytics

Google Analytics é senza ombra di dubbio uno strumento di web analisi di classe Enterprise. É gratuito, veloce e abbastanza affidabile (se consideriamo i ritardi che ogni tanto ha).

Come tutti gli strumenti di analisi basati su javascript pecca di non poter tracciare tutto, ma di strumenti che fanno uso di una soluzione mixata al momento ne conosco solo uno chiamato Advanced Web Stats.

Insomma non gli si potrebbe dire niente, ma certe volte le cose più semplici, non sembrano essere il forte di Google Analytics.

Un esempio lo abbiamo con la funzionalità di export che, purtroppo limita il numero di righe esportabili a 500.

Aggirare il limite dei 500 record

Questo limite é aggirabile con un piccolo “trucco” che ho scoperto sul blog di GoAnaltycs. Si tratta in sostanza di aggiungere un parametro alla fine della URL che GA mostra dopo aver generato un report, quindi di premere invio.

Il parametro in questione é

&limit=xxxx

dove per xxxx metterete il numero di vostro piacimento.

Attenzione però, perché per entrare in questo “cheat mode” dovete una volta generare il report impostare il numero di righe – dal menù a tendina in basso – su 500. Il report a video mostrerà sempre 500 righe a video, ma nell’export avrete le righe specificate sopra.
Altra cosa da notare è che questo trucco non funziona se il vostro report contiene una seconda dimensione.

Il titolo della pagina nei vostri report

Quante volte vi è capitato che il cliente al quale fate vedere il vostro report di Google Analytics non capisca a quale pagina state facendo riferimento, semplicemente perché per lui le URL non sono chiare?

Il secondo trucco riguarda proprio questa dimensione aggiuntiva, che anche in questo caso GA non mostra di default nell’elenco a discesa, i cui dati vengono comunque raccolti dalla piattaforma durante la visualizzazione di una pagina.

Questo trucco l’ho scoperto giusto oggi sul blog di Lunametrics.

In sostanza si tratta di aggiungere anche qui un parametro alla URL, che nella fattispecie del nostro caso è

&segkey=request_uri|page_title

Il parametro va aggiunto alla URL del report chiamato Top Content o contenuti principali. Da quello che ho notato, almeno lavorando con Safari, il parametro va aggiunto in mezzo, in opportuna posizione, e non alla fine della stringa, altrimenti non si ottiene alcun effetto.

Google Analytics e il report con il page title

Per quale motivo questo report potrebbe ritornare utile?

Oltre per il motivo suddetto, il report si rende utile durante le fasi di ottimizzazione del sito, per scoprire eventuali pagine che hanno un meta tag duplicato, che come sappiamo è uno tra i più importanti fattori on page.

Filtrare le “long tail keywords”

Come chicca da aggiornamento post, perchè in prima stesura mi sono dimenticato, oggi 26/07/10 aggiungo un filtro da applicare al report Keywords per prendere visione della cosidetta coda lunga, ovvero di un insieme di parole che possono costituire la “keyword” di nostro interesse.

^[^ ]+( [^ ]+){2,6}$

Con questo filtro qua sopra si possono controllare parole chiave con un minimo di 3 elementi ciascuno fino ad un massimo di 7.

Technorati Tags: google analytics, trucchi,report, page title, export limit