Velocizzare Firefox … con qualche comando nascosto

Firefox è uno dei migliori browser in circolazione: alcuni semplici trucchi permettono di incrementare sensibilmente la velocità di navigazione e di ridurre le richieste di memoria del programma.

Per una versione italiana dell'articolo, con tanto di comandi, potete collegarvi qui, mentre seguite l'altro link preferite la versione inglese.

Caldamente consigliato a tutti gli utenti che utilizzano Firefox su Mac e anche PC. Io personalmente li ho fatti questi cambiamenti, ma dato che sto facendo il download di Windows 7, non posso riavviare il browser per dirvi come va. Magari aggiungo una nota dopo, o forse nei prossimi giorni, così che testo anche il tutto.

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Roadsharing parla italiano

Mai sentito parlare del carsharing? Se abitate in un piccolo paese di periferia, probabilmente no; di contro se siete di casa in una “grande città” come Roma o Milano, forse potreste averne sentito parlare.roadsharing.jpg

Dal sentito parlare all’utilizzarlo, probabilmente di acqua sotto i ponti ce ne passa, perché per quanto se ne dica l’auto in Italia è ancora uno di quei beni personali che – come la moglie – non si condivide (a meno che non siate tipi di larghe vedute).

In buona sostanza, giusto per rientrare nelle righe di un post serio, il car sharing è appunto la condivisione di una macchina. Invece che sobbarcarvi spese di acquisto e manutenzione, non fate altro che “iscrivervi” ad una agenzia che si preoccupa di noleggiare l’auto prescelta e condividerla con un gruppo di persone che, a turno, utilizzeranno la vettura.
Per esempio, sapete che il lunedì non lavorate, ovviamente la macchina non vi serve e potreste farne a meno, lasciandola libera per il vostro co-guidatore. Non entro nei dettagli più specifici, perché non li conosco nemmeno io, in quanto abitante di piccola cittadina di periferia, tuttavia è una cosa che trovo estremamente sensata, molto ecologica e altrettanto economica se valutata in un periodo di media-lunga durata.
Nulla a che vedere quindi con leasing e affitti vari, e sicuramente il sistema ha i suoi pro come pure i suoi contro: per esempio il primo che mi viene in mente è se uno degli altri guidatori fuma e vi infesta la macchina di nicotina!

Tuttavia mi rendo conto che una soluzione del genere non è per tutti e soprattutto non rientra, come dicevo sopra, nella nostra mentalità di italiano.

C’è tuttavia un altro sistema che non prevede nulla di così astruso, che è quello del road sharing. Quante volte vi è capitato di andare ad una partita di calcio o al cinema assieme a degli amici. E in vacanza? O – come più comunemente accade – al lavoro?

Bene, per ridurre le spese, sempre più spesso le persone che si conoscono si mettono d’accordo e a turno ognuno mette a disposizione la propria macchina per il comune tragitto. Ma cosa succede se due o più non si conoscono? Ecco allora che RoadSharing può tornarci utile. Il sito offre una community dove registrarsi e ricercare l’auto e il gruppo di persone per condividere itinerari di qualsiasi tipo.
Il fine principale è quello di ridurre i costi del trasporto attraverso la pratica della cosiddetta mobilità sostenibile e ora che il sito è disponibile anche in italiano, penso che una nuova fetta di mercato potrà interessarsi a questo nuovo modo di sostenere l’ambiente.

Ovviamente bisogna prendere la mano con il sistema e con l’interfaccia che, per quanto in stile web 2.0, presenta alcuni spigoli che io avrei risolto diversamente.

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Alcuni consigli utili per il vostro sito web

Non è un mistero che tra designer e web designer spesso esistano dei conflitti, perché sovente non si tratta della stessa persona, e che tra designer e SEO nascano, invece, delle diatribe e accese polemiche sul perché e sul percome un sito è stato progettato e disegnato solo con il concetto di design in testa.

Per carità, l’aspetto grafico è estremamente importante. I primi dieci secondi di ogni visita da parte di ogni cliente sono quelli che lasciano l’imprinting, cioè trasmettono all’utente l’impressione finale su chi siete, cosa fate, dove andate, ma soprattutto come tratterete i vostri clienti.
Quindi lungi da me dire che non si debba prestare attenzione all’aspetto grafico. Ma proprio perché il designer spesso non è il web designer, il primo si dimentica del concetto di usabilità, pensando che il suo prodotto sarà destinato alla carta stampata o a qualche altra forma di propaganda la cui interazione finale con l’utente è pressoché pari allo zero.

Grazie al cielo non tutti i designer sono uguali, e vi sono quindi professionisti che sono capaci di bilanciare i due aspetti, lasciando al web designer solo l’incombenza di fare un buon HTML, validato e conforme agli standard, per poi passare il tutto in mano al SEO, che troverà un terreno fertile per proseguire con la sua attività di posizionamento.

Se state quindi pensando di rivolgervi ad uno o più professionisti, o anche solo ad una web agency per realizzare il vostro sito web, provate a ricordarvi di questi piccoli, ma importanti fattori.

“Chi troppo poco spende, troppo poco prende”.

Se un visitatore arriva sul vostro sito, ma lo trova poco gradevole, confusionario, che trasmette poca fiducia, il vostro visitatore fare un bel click sul tasto indietro del suo browser (o sulla croce per chiudere il tab, qualora abbia aperto il risultato in una nuova finestra). Non spendere, anzi investire, una proporzionata somma di denaro per un buon progetto grafico, può essere il vostro primo errore. Ritenere che l’acquisto di un template, o assoldare lo studente in carriera sia la vostra arma vincente contro il caro web, può costarvi caro.

Usabilità

Trovata la persona o la web agency di fiducia, cercate di ragionare sul concetto di usabilità. Siete arrivati alla pagina del dettaglio del vostro prodotto o servizio in 6 click? Troppo! Riuscite a ridurli a 3? Il vostro visitatore, oltre a non perdersi, ve ne sarà grato perché non avrà perso tempo cercando qualcosa che forse non gli interessa nemmeno!

Navigabilità

Avete aggiunto una pagina o modificato una pagina esistente, cambiandogli l’URL perché quello che avevate scelto non era idoneo? Sforzatevi di chiedere una modifica a chi vi gestisce il vostro sito web, e richiedete l’implementazione di un redirect. Se usate un sistema basato su IIS, implementare l’URL Forwarding sarà questione di pochi secondi, e il vostro cliente non si troverà di fronte ad una pagina asettica con un bell’errore 404 per nulla significativo.

Onestà

Non promettete ciò che non potete mantenere. Mai quanto sul web la vostra reputazione può essere screditata con semplicità. Non indirizzate l’utente con falsi messaggi promozionali, promettendo di leggere – ad esempio – un bell’articolo e invece quello proposto è un volgare copia e incolla o una rielaborazione di qualcosa di esistente. Non promettete di spedire un pacco in due giorni perché avete la merce pronta consegna e dopo 20 giorni siete ancora in attesa che il vostro fornitore vi consegni la merce. L’avvento del social web, ha fatto si che chiunque, con pochi sforzi, possa aprire un proprio spazio web, iscriversi ad un forum e lasciare commenti su di voi. Ragionate prima di agire.

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Scrivere bene, ma anche scrivere meglio

No, non sto parlando di scrivere grammaticalmente corretta una frase, evitando storpiature e neologismi tipici dell’epoca di internet, che per carità serve pure mantenere sotto controllo, ma del semplice fatto che scrivere bene e meglio con la tastiera, evitando errori di battitura può essere sicuramente utile per tutti.

Per chi legge, che magari eviterà di rileggere la parola due o più volte (anche se spesso l’occhio umano e il cervello riescono ad interpretare una parola anche mal scritta grazie a non sò quale nostra caratteristica intrinseca – non voletemene, ma non faccio il medico). Per chi scrive. E’ statisticamente dimostrato che scrivere veloce fa alla fine della giornata risparmiare tempo (e denaro).

Non per ultimo, ci si mettono anche i datori di lavoro. Sto in questi giorni valutando seriamente l’ipotesi di lasciare il paese della pizza per andare nel regno di her majesty e sapete cosa ho trovato scritto su di una application form? Quanti caratteri è in grado di scrivere per minuto?

Se siete così curiosi di saperlo, mi sono messo a cercare anche io un paio di siti, proprio per dare una risposta attendibile, e ho trovato questi due simpatici test.

Ovviamente scrivere italiano e in inglese sicuramente cambia la velocità di battitura al minuto che può essere misurata in Word per Minute (WPM) o Characters per Minute (CPM). In inglese mi attesto tra le 46 e le 50 WPM. Dovrei fare pratica. In italiano sono decisamente più veloce, ma non ho trovato test che supportino il mio pensiero. Ne conoscete di alcuni?

Intanto, buona cosa è sicuramente importante conoscere la propria tastiera, già perchè intanto tra una tastiera italiana ad una anglofona, alcuni tasti cambiano. Addirittura, ma non parlo per esperienza diretta, mi pare che quelle tedesche abbiano anche un sistema diverso dal classico QWERTY, ma non ci scommetterei. Nel mentre … buona pratica a tutti.

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