Odiare le Google Personalized Search

Nella rete in questi giorni sono proliferati messaggi su quali sono i buoni propositi per questo 2010. Ne ho lette di tutti i colori e tralasciando le solite cose, ho deciso di partire con il mio primo buon proposito del 2010 Odiare le ricerche personalizzate di Google.

Facendo SEO è inevitabile avere un account di Google peremmente loggato, e per sfortuna mia e di tutti quelli che fanno questo mestiere, la Web History è sempre li presente a loggare tutte le nostre attività e i siti che ricerchiamo / visitiamo a partire dal motore di ricerca.

Google in merito riporta le tre essenze del suo servizio, ovvero:

  1. Visualizzare e gestire la tua attività web.
  2. Ottenere risultati di ricerca più pertinenti.
  3. Seguire le tendenze della tua attività web.

Purtroppo Google non sottolinea come i risultati in cui la ricerca personalizzata prende atto l’attività registrata (punto 1) miscelata con i risultati normalmente proposti dia risultati alterati a seconda delle passate visite dell’utente (Web History), e pertanto questa pertinenza da loro decantata (punto 2) se ne vada a farsi friggere in un baleno.

Per fortuna a questo male esiste una seconda soluzione automatizzata (la prima l’avevo detta nel precedente post).glims.jpg

Già da tempo, infatti, ho smesso di usare Firefox in favore di Safari e recentemente ho trovato questo plug-in, Glims, che è una manna dal cielo.
Glims aggiunge diverse caratteristiche al browser di Cupertino, che di suo è piuttosto sciapo, come le Thumbnails, i Tabs, Ingrandimento a pieno schermo e tante altre cosine tra cui una interessante gestione dei motori di ricerca che di default su Safari non è assolutamente modificabile (salvo intrufolarsi in qualche arcana rigà di comando o file di configurazione di cui adesso non ricordo i dettagli).

Ed è proprio questa gestione avanzata dei motori di ricerca ci viene in aiuto. Potendo aggiungere nuovi motori a piacimento, basterà creare un nuovo elemento utilizzando quando normalmente proposto nella barra dell’indirizzo di Google, a seconda delle impostazioni scelte, e aggiungere quel fatidico parametro di cui parlavo la volta scorsa nel post, ovvero &pws=0 (ovvero ricercerche personalizzate off).
Il gioco è fatto. Utilizzando questo motore al posto di quello di default, potremo star certi che le ricerche personalizzate, sebbene loggati con il proprio account, non ci disturberanno più ottenendo una visione neutrale di quella che è la SERP richiesta.

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Google Toolbar 5 sulle orme di Opera

Una interessante funzione di Opera, che in parte mi è sempre piaciuta, è quella della sua home page riassuntiva che ti permette di memorizzare fino a nove siti preferiti con tanto di Thumbnail per poter accedere in maniera pratica e veloce ai siti che si consultano tutti i giorni.googletoolbarpreview.jpg

Recentemente ho comprato un MacBook Pro, e quindi ho dovuto installare tutto quanto l’occorrente per poter lavorare anche sul portatile, ma solo questa mattina ho messo anche la Google Toolbar che è ora giunta alla sua quinta versione.

Con grande sorpresa, premendo la combinazione di tasti CTRL+T (per chi usa Windows) e Mela e T (per chi usa Mac) mi è comparsa questa nuova funzione messa a disposizione della Toolbar che potete vedere nella screenshot riportata.

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Web Inspector per Safari

webinspector-safari.jpgCon il rilascio dell’ultima versione di Safari, la 3.1, in casa Apple hanno pensato ai web designer. Chi di voi conosce il famoso plug-in Firebug per Firefox?

Ebbene, fino alla versione 3.0 del browser Apple, i poveri sviluppatori che utilizzavano in primis questo browser anche per la sola navigazione, dovevano rassegnarsi a Firefox e a quel plug-in per dei controlli più approfonditi.

Con il rilascio dell’ultima versione e questa riga di codice da immettere a Terminale


defaults write com.apple.Safari WebKitDeveloperExtras -bool true

dopo che avrete riavviato il browser, navigando all’interno di una qualsiasi pagina e facendo tasto destro su di un elemento, vedrete nel menù contestuale una nuova voce chiamata Inspect Element. Cliccateci su e gustatevi questa nuova feature.

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SEO for Firefox si aggiorna

Da qualche giorno è stata rilasciata la versione 2.9.2 di SEO for Firefox, il celebre plug-in per il browser “volpe di fuoco” rilasciato da Aaron Wall e il suo team.

Questo aggiornamento, che funziona solo per la versione 3.0 del browser, mette a disposizione una nuova ed interessante feature che i ragazzi di SEOTools hanno chiamato SEO X-ray.

Con SEO X-ray da oggi sarà possibile:

  • Vedere i META fattori chiave con i quali una pagina si presenta agli occhi dei motori di ricerca
  • La densità delle parole presente nella pagina grazie ad un altro tool che Wall tempo addietro rilasciò, il keyword density analyzer (non certo una novità per il settore)
  • link della pagina, enumerati in tutte le salse (nofollow vs follow, interni vs esterni, ecc)

La funzione è immediatamente accessibile a chi ha installato il plug-in, grazie ad un bel tasto destro -> SEO for Firefox e quindi Seo X Ray. Lo schermo viene sovrapposto da un layer grigio con una sorta di modal box nella quale impostare qualche parametro e quindi premere il tasto GO per recuperare i risultati.

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