Tuning di Windows Vista

Che Windows Vista non sia stato il sistema operativo più apprezzato uscito dai laboratori Microsoft è un dato di fatto. Sono molte infatti le critiche gli sono state mosse contro. Lentezza, instabilità, mancanza di driver per le vecchie periferiche. Sembra quasi che Vista abbia ripercorso i passi di Windows 98 (mi pare fosse lui e non il 95), quando alla presentazione ufficiale con Bill Gates, nell'attaccare uno scanner e dimostrare ai presenti alla conferenza le potenzialità del P&P – alias plug & play – il sistema operativo si incartò mostrando un bel BSOD (Blue Screen Of Dead – ndr).

Con l'uscita del Service Pack 1, le cose sono notevolmente migliorate, ma Vista rimane pur sempre poco apprezzato per l'ostilità che mostra verso i suoi utenti. Ostilità, una parola ingiustificata, visto che in realtà si tratta semplicemente di questioni di nuove abitudini e costumi che l'OS cerca di improntare verso i consumatori. Abitudini tutte rivolte alla sicurezza, aspetto questo largamente sottovalutato fino ad XP, quando, tanto per fare un esempio, si potevano scrivere file senza tanti problemi anche nella root dell'hardisk.

Si potrebbe parlare per ore su cosa piace e cosa no di Windows Vista, ma fatto sta che cmq è (e sarà) almeno per i prossimi due anni, il sistema operativo del futuro fintanto che non uscirirà Windows 7, previsto per il 2010. Windows Xp, infatti è uscito fuori supporto. Le poche copie in giro per il mercato stanno lentamente iniziando a sparire. La possibilità di downgrade esiste, ma è estremamente complicata, quindi rassegnatevi. Sappiate però che sulla del rilancio del prodotto, da qualche giorno Microsoft ha reso disponibile per il download gratuito un piccolo eBook (14 pagine) contenente una serie di trucchi per ottimizzare le prestazioni di Windows Vista. Se siete interessati, potete scaricarlo qui.

 

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Utilizzare Windows sotto il Mac: parte 1

Più utilizzo il Mac che ho comprato a Novembre scorso e più – ogni giorno che passa – imparo ad amarlo e odiarlo al tempo stesso.clip_image002

Sarà per via del fatto che tanti anni con Windows mi hanno abituato a certi tipi di comportamenti ai quali un Mac user non è mai stato abituato. Senza entrare troppo in polemica, di Windows non ne potrò mai fare a meno, per un semplice motivo. Programmando in tecnologia .Net, è impossibile abbandonare il fantastico mondo 32 bit Redmondiano.

Che sia possibile virtualizzare un ambiente, questo è già fin troppo noto. Lo si fa con Windows e lo si può fare con Mac, dove da subito ho iniziato ad utilizzare Fusion senza prendere in considerazione altri prodotti (ma solo facendo una scelta di fondo basandomi sulle recensioni degli utenti tra Parallel e Fusion stesso – stendo un vendo pietoso su BootCamp e non ho nemmeno preso in considerazione l’ipotesi di usare VirtualPc per Mac sebbene ne abbia una regolare licenza compresa nel mio MSDN).

Cosa rendeva impossibile utilizzare Windows sempre e solo questo mio Mac Pro?

Semplice, Mac non può scrivere ne formattare partizioni NTFS, solo leggerle. E voi direte: dove sta il problema?

Bene, mi sono immaginato il classico scenario, quello che tutte le macchine virtualizzate presentano: la carenza di spazio. Quando si configura una macchina virtuale si deve necessariamente indicare quale sarà la dimensione massima della nostra partizione.

Che questa dimensione massima venga presa tutta subito, o man mano che la macchina virtuale necessita di spazio, poco conta. Alla fine dello spazio disponibile, il problema sarà sempre lo stesso, che il file sia unico in quanto disco virtuale o che sia un disco dedicato.
In aggiunta, altro aspetto che poco mi piace della virtualizzazione è il fatto che tutto ciò che si scrive dentro al file virtuale è intrinseco a quella sessione. Ne consegue che o si fa il backup – tutti i giorni – di quella macchina virtuale, o si salvano i dati su di un disco esterno.

Ecco il nocciolo del problema. Non volevo certo andare a comprare un drive esterno. Visto che il Mac ha la possibilità di installare – come un normale pc – fino a quattro dischi, volevo aggiungere un terzo disco e fare in modo da usare quello per tutte le mie operazioni di lettura / scrittura.

L’idea era buona: è stato metterla in pratica che ha richiesto un po’ più di tempo, il tutto dovuto ad una interfaccia grafica poco intuitiva di Fusion. Ero infatti assolutamente convinto che Fusion non consentisse di avere dischi aggiuntivi. Questo ovviamente mi ha portato alla logica deduzione di dire, ok, installo il disco sul Mac, aggiungo una utility per permettere al MAC di leggere e scrivere su partizioni NTFS, condivido il disco e ho fatto.

Per la prova ho utilizzato sia il prodotto della Paragorn (NTFS for Mac) che i driver open source forniti da Google assieme ad una estensione consigliata su un blog di cui non ricordo il nome.
In entrambe i casi i driver installati mi hanno permesso di accedere correttamente al disco aggiunto e di shararlo e quindi vederlo sotto il mio sistema virtuale. Piccolo problema, colto quasi immediatamente. Essendo un disco di rete, Windows accedeva ai dati, ma non era in grado di impostare i suoi permessi (e durante le prove i driver Google si sono comportati decisamente meglio, perché quantomeno mi permettevano di vedere durante il tentativo di impostazione dei permessi gli utenti Windows, cosa che il prodotto Paragorn non è stato in grado di fare).

Risultato. Per un utilizzo normale, della serie installo Word e ci scrivo qualche lettera tutto apposto, ma se si pretendeva di proteggere i documenti utilizzando la sicurezza NTFS di Windows, questo non era possibile. Me ne sarei infischiato se fosse stato solo questo il problema, ma come dicevo sopra programmando in .Net, il più semplice sito ASP.Net richiede che l’utente IUSR_NomeMacchina abbia i permessi di lettura, che in nessun modo si potevano impostare.

Una giornata persa, tra tentativi vari, che non voglio assolutamente ricordare. Per fortuna poi, cercando un po’ per la rete, e in particolare sul forum di Fusion ho trovato qualcosa che mi ha fatto aprire gli occhi e anche grazie a un utente del forum – Woodyz – sono riuscito ad avere il mio disco NTFS (formattato da Windows) che lavora sul Mac e un vero Windows con il quale sfruttare tutta la potenza di questo Dual Xeon. Come? Ve lo dico al prossimo post, poiché questo sta diventando troppo lungo.

 

Aggiornamento 10.5.3 per Leopard

Non è certo una novità che è uscito l’aggiornamento di Leopard 10.5.3. Hanno fatto molte patch e correzioni, ma io come sempre ne aspettavo una che sembrava risentita solo da me, e anzi a dire il vero, guardando sulla lista delle correzioni apportate, il problema sembrava ancora esistere.

Mi riferisco a Mail, il client di Posta elettronica nativo per Mac, che non riusciva a memorizzare la password dell’account POP3, richiedendolo tutte le volte che si apriva Mail ed ignorando di gran passo la checkbox con su scritto: memorizza password.

Bene, visto che non sembra essere scritto altrove, lo dico io. Il 10.5.3 corregge anche questo fastidiosissimo problema.

 

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0x80070052: impossibile copiare i files

Se siete su Windows Vista e credete di averle viste tutte, allora non è mai troppo tardi per scoprire che l’errore 0x80070052: impossibile copiare i file … per tutta una serie di ragioni che ovviamente non c’entrano niente con quello che Vista dice, tipo settori del floppy danneggiati o memory card prossima al decesso, sappiate che la soluzione è molto più semplice di quello che non si pensi.

Basta ovviamente poter sacrificare il contenuto del supporto di memorizzazione su cui volete copiare o spostare i vostri files.

Già, perchè un bel format risolve tutti i problemi del caso, consentendo a Vista di capire che il supporto è perfettamente funzionante e non come lui credeva, spacciato.

 

 

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